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LEZIONE 3 — MTIC — Percorso di accesso in comunità e stakeholder
Comunità mamma-bambino
Origini e finalità
Inizio → risposta al bisogno di assistenza
Evoluzione → tutela dei minori
Riconoscimento dei diritti del minore
Minore non più proprietà dei genitori
Evoluzione concetto di autorità genitoriale
Patria potestà → padre decide
Potestà genitoriale → decisione condivisa
Responsabilità genitoriale → decidere per e con il minore
Ruolo dello Stato
Intervento quando i genitori non garantiscono crescita adeguata
Minori come responsabilità anche della comunità e dello Stato
Possibilità di entrare nelle case e valutare esercizio della responsabilità genitoriale
Primo passo → sostegno alla famiglia, non allontanamento
Organi coinvolti nelle situazioni di rischio
Servizi sociali
Consultorio familiare
Neuropsichiatria infantile
Psicologi
Scuola
Medici (pediatra, pronto soccorso)
Logica dell’intervento
Prima → sostegno alla famiglia
Solo dopo → comunità per minori come ultima ratio
Preferenza per contesti familiari (comunità familiari)
Comunità educativa come alternativa quando non possibile
Valutazione del rischio e percorsi di intervento
Valutazione sociale
Collaborazione tra servizi sociali, consultorio, neuropsichiatria
Incontri con i genitori
Rischio non elevato
Intervento domiciliare
Educatore domiciliare
Lavoro sul sistema familiare
Intervento sul contesto di crescita
Rischio elevato
Fascia 0–12 anni
Inserimento in comunità mamma-bambino
Decisione del tribunale per i minorenni
Collocamento in luogo protetto
Condizione → madre disponibile a costruire un percorso
Obiettivi:
Protezione del minore
Salvaguardia del legame madre-bambino
Diritto del minore a vedere il genitore
Dai 12 anni in su
Sostegno domiciliare o comunità educativa
Mandato del tribunale
Inserimento come passaggio temporaneo
Supporto al genitore previsto
Rischio e pregiudizio
Segnalazioni possibili da:
Scuola → trascuratezza, condizioni igieniche, febbre, vagabondaggio
Medici → pronto soccorso, pediatra
Famiglie stesse → richieste economiche che rivelano criticità
Situazioni rilevabili
Trascuratezza
Problemi igienici
Depressione genitore
Violenza domestica
Funzione della comunità mamma-bambino
Rispondere ai bisogni dei bambini
Indagare dinamiche familiari
Comprendere relazioni interne al nucleo
Comunità familiare
Caratteristiche
Accoglie mamma + bambini
Osservazione quotidiana del nucleo
Stato di benessere
Relazioni interne
Stile educativo della madre
Rete familiare e sociale
Presa in carico globale della vita quotidiana
Intervento sul sistema mamma-bambino e sulla rete esterna
Obiettivo
Tenere insieme il nucleo
Sostenere miglioramento delle difficoltà
Presa in carico da parte dello Stato
Obbligo dello Stato
Prendere in carico tutti i minori in situazione di bisogno
Anche senza residenza
Direttive regionali
Direttiva 1904/2011
Affidamento familiare
Servizi per minori
Strutture non comunitarie
Possono accogliere persone senza decreto
Non possono accogliere minori con decreto
Mancanza di requisiti strutturali o professionali
Requisiti delle comunità mamma-bambino
Figure professionali
Personale qualificato
Supervisione obbligatoria
1 su 6 può non essere educatore (es. psicologo, antropologo)
Capacità ricettiva
8 nuclei mamma-bambino
Massimo 12 minori
Rapporto educatori/minori
Fino a 6 minori → 1 educatore
Oltre 6 minori → 1 educatore aggiuntivo
Autorizzazione al funzionamento
Necessaria per operare
Tipologie di utenti accolti
Donne in attesa di ricongiungimento
Gestanti
Minorenni
Strumenti e sigle
PIS → Pronto Intervento Sociale
PrinS → Progetti Intervento Sociale
Iter della presa in carico
Art. 403 Codice Civile
Intervento d’urgenza della pubblica autorità
Situazioni:
Abbandono morale o materiale
Grave pericolo per incolumità psicofisica
Possibilità di allontanamento immediato
Atto amministrativo del servizio sociale
Utilizzato solo in casi eccezionali e urgenti
Procedura ordinaria
Servizio sociale
Valutazione situazione minore/famiglia
Evidenzia vulnerabilità
Segnalazione alla procura dei minori
Procura
Esamina documenti
Valuta pregiudizio
Due possibilità:
Affida al servizio sociale la gestione con strumenti disponibili
Trasmette al tribunale dei minorenni
Tribunale dei minorenni
Può emettere:
Decreto di affido al servizio
Nessuna limitazione responsabilità genitoriale
Accordo genitori-servizio
Decreto di tutela
Sospensione responsabilità genitoriale
Nomina tutore (responsabile servizio minori o sindaco)
Collocamento del minore
In comunità con la madre se collabora
In comunità senza la madre se non collabora
Disposizioni sul padre incluse nel decreto
Cambiamenti in corso
Riforma Cartabia
Passaggio a tribunale della famiglia
Differenze nella tipologia di giudici
Bisogni dell’utente in comunità di pronta accoglienza
Bisogni orientativi
Comprendere il setting
Esame di realtà
Autoconsapevolezza
Comprendere la propria situazione
Ricostruire regole socialmente riconosciute
Supporto psicologico
Bisogni primari
Cura
Pulizia
Cibo
Letto
Casa
Bisogni sanitari
Mediazione culturale
Sicurezza e protezione
Figura di riferimento
Regole e routine
Stabilità
Esperienza di nuovi valori
Riconoscimento culturale
Ambiente accogliente e positivo
Cura di sé
Lavoro educativo in comunità di pronta accoglienza
Comprendere il mandato del servizio
Cornice normativa e procedurale
Comprendere il target di utenza
Età
Situazione
Bisogni specifici
Fattori di rischio
Risorse disponibili
Limiti della comunità di pronta accoglienza
Non può lavorare sul sistema di attaccamento
Tempi troppo brevi
Necessità di relazioni durature per modificare modelli interni
Regole nella comunità
Frutto della socializzazione
Co-costruzione delle regole
Non imposte ma apprese
Microregolazione
Esempio:
Letto non rifatto → non sanzione, ma cura dell’ambiente
Senso del gruppo
Regole come modo di funzionare del gruppo
Non imposizione ma comprensione condivisa