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LEZIONE 2 — MTIC — Comunità per minori - Coggle Diagram
LEZIONE 2 — MTIC — Comunità per minori
Quadro normativo dei contesti di comunità
Distinzione aree di riferimento
Minori → area sociale
Tossicodipendenti → area sanitaria
Implicazioni delle differenze
Storia e sviluppo diversi
Area sociale → organizzazione variabile per realtà territoriali locali
Area sanitaria → SSN già organizzato in modo uniforme a livello nazionale
Successiva attribuzione alle regioni di potere decisionale sui modelli sanitari
Evoluzione normativa del sociale
Origine locale e frammentata del settore sociale
Assenza di normativa unitaria fino al 2008 circa
Lessici e prassi differenti tra territori
Legge quadro 328/2000 → avvio processo di uniformazione e definizione criteri
Funzione del quadro normativo
Definisce criteri da rispettare
Stabilisce lessico corretto
Attribuisce responsabilità e ruoli
Necessario per chi gestisce una comunità
Normative principali
Legge 184/83 (adozione e affidamento)
Aggiornata con L. 149/2001
Chiusura degli istituti entro il 2006
Avvio del processo di deistituzionalizzazione
Differenze numeriche tra istituto e comunità
Istituto → 20–100 persone o più
Comunità → sotto i 15 utenti
Decreto Ministeriale 308/2001
Requisiti minimi per strutture residenziali
Regioni → definizione requisiti aggiuntivi per autorizzazione e accreditamento
Autorizzazione al funzionamento
Necessaria per aprire una struttura
Richiede rispetto di livelli minimi di qualità
Accreditamento
Requisiti più solidi
Permette rapporti economici con il pubblico
Nelle comunità per minori → distinzione spesso poco chiara
Ogni struttura deve seguire normativa regionale
Linee di indirizzo del Ministero del Lavoro (recenti)
Obiettivo → uniformare i servizi in termini qualitativi
Creazione di criteri condivisi per il funzionamento
Linee di indirizzo — tre tipologie
Accoglienza residenziale
Affido
Lavoro sulle vulnerabilità familiari
Educatore domiciliare-territoriale
Comunità mamma-bambino
Deistituzionalizzazione
Non basta cambiare spazi e numeri
La cultura istituzionalizza → necessità di cambiamento culturale
Carta dei servizi → indicazioni utili per valutare processi di deistituzionalizzazione
Comunità educative in Emilia-Romagna
Comunità educative
Utilizzo del PEI (Progetto Educativo Individualizzato)
Definisce modalità di lavoro e progetti per ogni persona
Comunità educative integrate
Accolgono minori con problematiche psicologiche/psichiatriche non acute
Non adatte a situazioni acute → servono strutture terapeutiche
Utilizzo del PEII (PEI Integrato)
Tipologie di strutture
Comunità di tipo familiare
Presenza di adulti residenti nella comunità
(Caratteristiche specifiche → vedi normativa regionale p. 35)
Comunità educative
Non accolgono minori sotto i 6 anni (salvo emergenze)
Minori <6 anni → affidamento o comunità familiare
(Caratteristiche → normativa regionale p. 36)
Comunità di pronta accoglienza
(Caratteristiche → normativa regionale p. 39)
Gruppo appartamento
(Caratteristiche → normativa regionale p. 40)
Comunità per l’autonomia
(Caratteristiche → normativa regionale p. 40)
Comunità per gestanti e madri con bambino
In alcune regioni → “per genitori”
Possibile accoglienza anche dei padri
Rapporto educatore/utenti differente
Educatore segue sia minori sia madri
(Caratteristiche → normativa regionale p. 41)
DM 307/01 — Requisiti comuni strutture diurne e residenziali
Requisiti generali
Rispetto norme urbanistiche, edilizie, prevenzione incendi, igiene, sicurezza
Applicazione contratti di lavoro e accordi integrativi
Requisiti minimi
Ubicazione
In luoghi abitati
Facilmente raggiungibili con mezzi pubblici
Favorire partecipazione alla vita sociale
Facilitare visite agli ospiti
Spazi
Aree per attività collettive e socializzazione
Distinte dalle camere da letto
Garantire autonomia, fruibilità, privacy
Figure professionali
Sociali e sanitarie qualificate
Definite dalla normativa regionale
Coordinatore responsabile
Registro ospiti
Piano individualizzato di assistenza
Per minori → Progetto Educativo Individuale
Deve indicare:
Obiettivi
Contenuti e modalità dell’intervento
Piano delle verifiche
Organizzazione attività
Rispetto dei normali ritmi di vita degli ospiti
Programmazione centrata sugli utenti, non sullo staff
Carta dei servizi
Obbligatoria
Deve includere tariffe e prestazioni comprese
Lettura carte dei servizi — elementi di deistituzionalizzazione
Comunità “Il Ponte”
Rientro in famiglia come obiettivo
Servizio temporaneo
Socializzazione in contesti esterni
Colloquio con il minore
Contratto educativo con il minore
Comunità “Amarcord”
Struttura temporanea con tempi definiti
Decisione del minore di fermarsi e intraprendere un percorso
Momenti di festa per le dimissioni
Rispetto delle religioni
Requisiti strutturali — confronto tra comunità
Comunità “Il Ponte”
Ubicazione → in luogo abitato, raggiungibile con mezzi pubblici
Spazi → camere condivise; dubbi su spazi comuni; collegamenti con esterno
Figure professionali → presenti; formazione continua; supervisione
Coordinatore → presente
Documentazione educativa
Cartella personale
Progetto educativo
Progetto individualizzato
PEI redatto dopo 2 mesi di osservazione
Possibile incoerenza con tempi normativi
Organizzazione attività
Supporto psicologico
Attività gruppali
Minore attenzione al singolo
Carta dei servizi → presente
Tariffe → non indicate
Non si identifica chiaramente come tipologia specifica
Comunità “Amarcord”
Ubicazione → collaborazione con enti; collina; isolamento nella quotidianità
Spazi → camere; soggiorno/spazio relazione; locale studio
Figure professionali → presenti; formazione continua; supervisione; 6 educatori totali
Coordinamento → due coordinatori + referente interno
Documentazione educativa
Registro ospiti
Piano individualizzato
Progetto educativo individuale
Obiettivi, contenuti, modalità, verifiche → specificati
Organizzazione attività
Vita quotidiana
Laboratori
Attività interne ed esterne
Carta dei servizi → presente
Tariffe → non indicate
Si identifica come comunità di pronta accoglienza