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ITALIA ANNI 50’ 3 - autonomia regionale - - Coggle Diagram
ITALIA ANNI 50’ 3 - autonomia regionale -
Le Regioni e l’autonomia regionale (richiamati con riferimenti precisi): articolo 5, articoli intorno al 117, 118, 120, 121 (nel testo vengono citati “intorno al 120” e poi elencati).
Questi articoli richiederanno molto tempo per essere realizzati: la struttura sarà “chiara e completa” dagli anni ’70 in poi.
Quindi: dal ’47 (approvazione) e dal ’48 (entrata in vigore) si aspetta oltre vent’anni perché quasi tutto sia davvero “messo in regola”.
Corte Costituzionale (Consulta): prevista ma operativa solo dal 1958
La Costituzione prevede una Corte Costituzionale, detta anche Consulta.
funzioni:
controllare che la Costituzione sia rispettata e “ben capita”
verificare se le leggi sono costituzionali oppure no.
Anche qui: prevista subito, ma inizia a operare dieci anni dopo, quindi non prima del 1958.
Leggi elettorali: “come si entra nelle Camere?”
la costituzione dice: due camere, bicameralismo perfetto, pari poteri, entrambe devono approvare le leggi
ma non indica come vengono divisi i seggi (i posti) nelle Camere, Quindi vengono varate leggi elettorali.
proporzionale puro
i seggi vanno ai partiti in proporzione ai voti ( se la DC prende il 40% → ottiene il 40% dei seggi, se un partito prende il 7% → ottiene il 7% dei seggi)
Questo garantisce pluralismo perché anche partiti piccoli (3%, 4%, 5%) ottengono seggi e possono parlare in Parlamento.
Problema: frammentazione e rallentamento
È un sistema “frammentario” perché non esiste soglia minima: nel testo si dice che basta anche 0,2% / 0,3% per entrare.
Repubblica dei partiti
Dato che il proporzionale dà centralità ai partiti, questa fase viene chiamata Repubblica dei partiti, perché sono i partiti a reggere e dominare la scena.
Maggioritario vs proporzionale: chi sceglie il candidato?
Viene fatto anche il confronto con un altro possibile sistema: il maggioritario.
Viene fatto anche il confronto con un altro possibile sistema: il maggioritario
Descrizione del maggioritario: si divide l’Italia in tanti pezzi, in ogni pezzo entra in Parlamento chi prende più voti.
Differenza chiave:
nel maggioritario gli elettori scelgono la persona;
nel proporzionale gli elettori scelgono il partito e poi il partito “in qualche modo sceglie” le persone da mettere in Parlamento.