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Antropologia culturale: Introduzione, Antropologi sociali, culturali ed…
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Gli antropologi evoluzionisti di fine Ottocento sostenevano che tutte le culture umane seguissero necessariamente una sola sequenza di sviluppo che le avrebbe condotte dallo stadio selvaggio a quello della civiltà —> alcune società si sarebbero sviluppate prima, altre sarebbero rimaste attardate su livelli evolutivi inferiori.
gli evoluzionisti contribuirono a giustificare la posizione dominante di quest’ultima sulle popolazioni colonizzate inventando la categoria del “primitivo”
All’epoca non era ovvio pensare la Cultura non più come segno distintivo delle civiltà fornite di scrittura e tecnologie avanzate, ma come una caratteristica universale dell’umanità rintracciabile in qualunque gruppo umano.
Anche nell’antropologia britannica il passaggio dai viaggi virtuali ai viaggi reali si colloca idealmente alla fine dell’Ottocento. 1898-1899 avviene un'importante spedizione per mezo della quale si ebbero significativi contatti diretti con i nativi e si raccolse una preziosa collezione di oggetti di interesse etnografico. --> a questa spedizione ne seguirono altre che aumentarono la consapevolezza nei ricercatori dell'importanza del soggiorno sul campo e dell'osservazione diretta al fine di comprendere la cultura dei nativi.
secondo la prospettiva funzionalista ogni elemento culturale è funzionale al mantenimento della coesione sociale --> questo approccio dominerà l'antropologia britannica per gran parte del 1900
La conoscenza delle culture e delle organizzazioni sociali differenti da quella "occidentale" permette di affinare uno sguardo critico nei confronti delle nostre categorie di pensiero che sono anch'esse elaborate un speciiici ambii culturali.
Le forme di umanità alternative rispetto alla nostra appaiono spesso come residuali e periferiche rispetto alla "via maestra" seganta dalla modernità eurocentrica --> L'ANTROPOLOGIA CULTURALE CONTRIBUISCE A SMONTARE QUESTA VISIONE MOSTRADO LA PARI DIGNITA' CULTURALE DI PERCOSI ETEROGENEI E SPESSO INTERCONNESSI
Nella situazione odierna di forte interconnessione, la stessa Antropologia culturale ha profondamnete integrato i propri metodi e contenuti rivedendo i rapporti con i soggetti studiati. A partire dagli anni 70 delle accese discussioni hanno attraversato la disciplina --> discussioni rivolte a riesaminare il rapporto fra antropologia e colinialismo cos' come lo spazio riservato dall'antropologia classica all'ascolto di voci non egemoni (giovani, donne), producendo in questo modo una nuova immagine dei campio socio-culturali.
Alla luce di questi dibattiti l'Antropologia culturale non si qualifica come il sapere "dell'Occidente" sugli "altri" ma come una forma specifica di indaagine scientifica svolta secondo metodi e concetti propri delle scienze sociali e umane.
Gli antropologi sociali non hanno fatto altro che mettere a disposizione una secolare riflessione su forme di organizzazione sociale, su universi simbolici e visioni del mondo, su abilità e abitudini che rappresentano una fioritura passeggera ma pur sempre indispensabile dell'Homo Sapiens per sostenere il proprio ruolo come abitante di questo pianeta ( Levi-Strauss)