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la guerra - Coggle Diagram
la guerra
Il Cinema e la Guerra del Vietnam
come il cinema americano ha metabolizzato il trauma del conflitto vietnamita.
Primi Approcci (Anni '60-'70):
Berretti verdi (1968): Visione patriottica, reazionaria e pro-guerra di John Wayne.
I visitatori (1972): Thriller di Elia Kazan sulle cicatrici morali e i crimini di guerra.
Tornando a casa (1978): Focus sui reduci (il rapporto tra un paraplegico e la moglie di un militare).
Il cacciatore (1978): La guerra come "girone infernale" che devasta la vita dei protagonisti.
Il Capolavoro di Coppola: Apocalypse Now (1979):
Genesi: Ispirato a Cuore di tenebra di Conrad; sceneggiatura di John Milius.
Trama: Il viaggio del capitano Willard per eliminare il colonnello Kurtz, diventato folle in Cambogia.
Temi: Viaggio psicologico nella follia umana; critica alla moralità convenzionale in guerra.
Stile: Fotografia di Vittorio Storaro (Oscar); musica dei Doors e di Carmine Coppola; atmosfera onirica e psichedelica.
La Prospettiva di Oliver Stone:
Platoon (1986): Basato sull'esperienza reale del regista; dualismo morale tra il sergente Barnes (violenza) ed Elias (etica).
Nato il quattro luglio (1989): Storia vera di Ron Kovic; dalla fede patriottica alla disillusione e all'attivismo pacifista.
L'Analisi di Stanley Kubrick: Full Metal Jacket (1987):
Struttura: Diviso in due parti (addestramento a Parris Island e battaglia urbana a Hue).
Temi: Disumanizzazione dei soldati; dualità umana (l'elmetto "Born to kill" e il simbolo della pace di Joker).
La Grande Guerra (Prima Guerra Mondiale)
Il cinema affronta il primo conflitto mondiale attraverso toni che variano dalla satira al dramma pacifista.
Commedia e Sentimento:
Charlot soldato (1918): Chaplin usa il sogno per narrare avventure eroiche in chiave comica.
La grande parata (1925) e Ali (1927): Unione di storie d'amore e cruda realtà della trincea o dei duelli aerei.
Denuncia e Antimilitarismo:
All’ovest niente di nuovo (1930): Prospettiva dei soldati tedeschi; denuncia della propaganda e della disumanità.
Orizzonti di gloria (1957): Kubrick attacca la crudeltà dei vertici militari francesi che sacrificano i soldati per ambizione e i processi-farsa.
E Johnny prese il fucile (1971): Storia straziante di un soldato che perde arti e sensi, diventando un "grido muto" contro la guerra.
Cinema Italiano:
La grande guerra (Monicelli, 1959): Commedia all'italiana che esplora l'istinto di sopravvivenza e il riscatto finale di due soldati "antieroi".
Uomini contro (Rosi, 1970): Manifesto antimilitarista sul cinismo dei comandi militari italiani sull'Altipiano.
La grande illusione (1937, J. Renoir): Superamento delle barriere nazionali e rispetto tra nemici (de Boëldieu e von Rauffenstein).
Esempi Contemporanei:
1917 (Sam Mendes, 2019): Girato come un unico (finto) piano-sequenza per un'immersione totale in tempo reale nel viaggio dei protagonisti.
La Seconda Guerra Mondiale
Focus speciale sul passaggio dalla propaganda al Neorealismo in Italia e sulla spettacolarità negli USA.
Il Cinema Italiano e Roberto Rossellini:
Fase Fascista: Film di propaganda come Luciano Serra, pilota o la trilogia bellica iniziale di Rossellini (La nave bianca).
Neorealismo: Roma città aperta (1945), girato durante l'occupazione, racconta la Resistenza con crudo realismo e la fine del cinema di propaganda.
L'Evoluzione: Paisà (l'avanzata alleata)Sei episodi sull'avanzata alleata e l'incontro tra culture diverse e Germania anno zero (il dramma dei vinti attraverso la tragedia di un bambino nella Berlino distrutta).
Riflessioni Successive:
Mediterraneo (Salvatores, 1991): La guerra vista come fuga utopica e isolamento su un'isola greca; tono di commedia generazionale.
Cinema USA e Sperimentazione:
Satira: Vogliamo vivere! (Lubitsch, 1942), critica al nazismo attraverso il teatro e il "tocco" ironico del regista.
Spettacolarità Moderna: Dunkirk (Nolan, 2017), struttura temporale complessa (terra, mare, cielo) e uso della tecnologia IMAX per massimizzare la tensione.
Cinema e Propaganda (Le Origini)
La guerra non è solo combattuta sul campo, ma anche sugli schermi per orientare l'opinione pubblica.
Il Cinema di Regime:
In Italia: Durante il fascismo, il cinema serviva a celebrare l'eroismo e l'espansione coloniale (es. Lo squadrone bianco o Scipione l'Africano).
In Germania: Leni Riefenstahl trasforma la propaganda in estetica con Il trionfo della volontà (1935).
La Risposta Americana:
Frank Capra: Realizza la serie di documentari Why We Fight per spiegare ai soldati e ai civili perché fosse necessario entrare in guerra contro l'Asse.