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La lingua italiana profilo storico ( libro blu ) capitolo 1 - Coggle…
La lingua italiana profilo storico ( libro blu ) capitolo 1
1 la riflessione antica della formazione dell’italiano
1.1 il de vulgari eloquentia di Dante
La l
ingua italiana
è una disciplina
accademicamente giovane
; in realtà esisteva anche prima, ma era legata ad altri studi o all’interno di altri ambiti di conoscenza:
punto di congiunzione tra letteratura e linguistica.
La storia della lingua aiuta meglio a comprendere la storia nazionale e testimonia lo sviluppo dell’idea di nazione.
La riflessione sulla storia dell’italiano si è legata alle teorie che miravano a definire
la norma dell’italiano stesso
:
“QUESTIONE DELLA LINGUA”.
Il più antico trattato in cui vennero affrontati
temi storico-linguistici è il “De Vulgari Eloquentia”
che risale all’inizio del Trecento: -->
le varietà di volgare parlate nella penisola italiana e un esame della tradizione poetica della nuova lingua.
Per
Dante la parentela tra il provenzale, il francese e l’italiano
è verificabile nella
somiglianza di molte parole;
il latino non è una lingua naturale, ma una creazione dei dotti
1.2 le teorie degli umanisti
Una reale
tradizione di studi sulla storia della nostra lingua ebbe inizio con gli umanisti
della prima metà del Quattrocento che si
interrogavano
-->
sulla situazione linguistica al tempo di Roma Antica
--> di definire
le cause
che avevano
portato alla fine della romanità
.
Secondo
BIONDO FLAVIO
-->
al tempo di Roma
si
parlava una sola lingua, cioè il latino
e questa lingua si era corrotta per una causa esterna, ossia la venuta dei popoli barbari:
da questa corruzione era nato l’italiano.
Per Dante, nel De Vulgari, la mutevolezza delle lingue deriva dalla maledizione babelica.
LEONARDO BRUNI
--> al tempo di
Roma antica non si parlasse un latino omogeneo,
che poi si sarebbe
corrotto con le
barbarie, ma c’erano già
due livelli di lingua:
letterario, alto
popolare, basso
Dalla lingua popolare si sarebbe sviluppato l’italiano
.
La tesi più accreditata potrebbe essere quella che risale al Biondo.
La
tesi del Bruni fu reinterpretata
--> ipotesi di due lingue diverse e
coesistenti,
ossia il latino e l’italiano**.
1.3 etrusco e toscano
Italiano:
originato dalle lingue barbare
originato dal latini popolare
In Toscana,
Giambullari
--> la
lingua toscana era l’erede diretta dell’etrusco
, --> il
centro geografico
della
civiltà etrusca veniva identificato in Toscana
.
1.4 la teoria del latino volgare in Castelvetro
egli--> la
definizione di “lingua latina vulgare”, per definire un’ipotesi sull’origine dell’italiano.
Per lui al
tempo di Roma esisteva un latino popolare
che
in grammatica--> identico al latino vero e proprio
.
Le parole del latino
--> sopravvissute in italiano e il volgare aveva
soppiantato pian piano quello classico
, influenzato da
imperatori stranieri e invasioni barbariche
.
1.5 la ricerca di documenti epigrafici e archivistici : Celso cittadini e Ludovico Antonio Muratori
CITTADINI--> autore del “Trattato della vera origine e del processo e nome della nostra lingua”
nel 1601--> egli tendeva ad escludere -->
le invasioni barbariche avessero avuto importanza per lo sviluppo della lingua
.-->
verificare la tesi
attraverso lo studio dei
documenti epigrafici
-> con le
lapidi si potevano conoscere meglio le fasi arcaiche della lingua latina
.
Il concetto di “corruzione” da parte delle invasioni barbariche perdeva la connotazione negativa.
MURATORI --> uno storico
--> le
sue opere
--> di conoscere
la storia del Medioevo.
Egli-->
trovare in Italia qualcosa di paragonabile al primo documento di lingua francese: “ IL GIURAMENTO DI STRASBURGO”,
realizzato dai
successori di Carlo Magno
nell’842.
Il Giuramento--> trasmesso da Nitardo
affermò -->
scritto in lingua romana:
-->
lingua intermedia tra latino e idiomi moderni
,--> una concezione errata.
1.6 dalla teoria della lingua intermedia alla storia linguistica nazionale
L’ipotetica lingua intermedia
-->
collocata tra il latino classico e il moderno francese
-->,
la teoria
--> accolta anche in Italia e accettata all’inizio dell’800
da PERTICARI, collaboratore di Monti
. I suoi saggi--> tra il 1828 e il 1820.
GRASSI--> progettava un libro di storia della lingua italiana, rimasto incompiuto,
-->
legato all’ideologia nazional-risorgimentale
.
Egli --> nei barbari invasori
, gli avversari eterni dell’Italia e gli antenati degli austriaci.
RAYNOUARD
, negli stessi anni,--> riprese questa
teoria identificandola nell’’antico idioma dei trovatori
--> tra i
fondatori degli studi romanzi.
La
storia della linguistica italiana
divenne uno dei
settori più importanti
-->
Leopardi, scrisse nello Zibaldone spunti interessanti.
1.7 dalla linguistica pre scientifica alla linguistica scientifica
Nella linguistica europea
--> un posto rilevante
i fratelli SCHLEGEL
--> studiarono
l’origine della famiglia di lingue a cui l’italiano appartiene-->
gruppo indoeuropeo e le lingue bastate sul confronto tra idiomi diversi**.
Essi distinsero--> la
linguistica scientifica e prescientifica
-->
la linguistica-->
scienza, era una disciplina appena nata e nata dal nulla.Due fasi:**
**1. fase prescientifica o empirica, prima degli Schlegel
fase scientifica moderna, dagli Schlegel in poi**
Nel Seicento,
Saumaise e Boxkorn
--> la
teoria scitica
-->si ipotizzava
la parentela tra lingue europee e persiano e lo scitico era la lingua capostipite.
2 la riflessione scientifica sulla storia dell’italiano
2.1 august wilhelm schlegel
La sua
linguistica
toccò -->
la formazione dell’italiano
. Le
lingue potevano essere di 3 tipi:
senza struttura grammaticale--> parole che non potevano essere modificate
ad affiss
--> permettevano la combinazione di composti, ottenuti
*mediante elementi di senso compiuto
( lingue degli indigeni d’America)
flessive
--> dotate di un
sistema grammaticale strutturato
,
tipico degli idiomi europei
. In queste lingue
ogni parola è composta da una radice,
modificata da un elemento privo di significato, ossia la desinenza.
Mediante la
desinenza si segna il genere, il numero, l’alterazione, i tempi dei verbi.
- Esiste un’altra distinzione,
per distinguere le lingue antiche da quelle moderne:
- lingue sintetiche
- lingue analitiche*--> presenza dell’articolo, dei pronomi davanti ai verbi, degli ausiliari nei verbi, delle preposizioni. Nate -->
decomposizione delle lingue sintetiche.**
- Trasformazione
-->
il latino aveva i casi, ma non l’articolo e l’ausiliare
( coniugava i tempi in modo sintetico), mentre le lingue romanze hanno articolo e preposizioni.
- La formazione della grammatica analitica
-->
causa della trasformazione del latino
,
sviluppo provocato dall’influenza dei barbari e dai provinciali,
incapaci di usare le desinenze e i casi del latino classico.
- Raynouard
--> la
lingua romanza fosse uniforme
e che solo
dopo erano nate le lingue italiana, spagnole, portoghese e francese.
- Schlegel obiettava ciò
-->
il concetto di lingua romana andava inteso come una pluralità di lingue locali
, differenti a seconda del periodo e del luogo.
2.2 Graziadio Isaia Ascoli 1829-1907
molto giovane, nel 1861-->
la cattedra di grammatica comparata e lingue orientali all’Accademia scientifico-letteraria di Milano.
Grande conoscitore di lingue,
--> affermatosi nello
studio della linguistica tedesca.
il
primo
a dare
una descrizione accurata della distribuzione dei dialetti italiani e delle loro caratteristiche, in “Italia dialettale”.
Rielaborò la teoria del “sostrato”
--> importanza delle lingue vinte su quelle dei vincitori ( importanza del sostrato celtico prelatino che condizionò la struttura degli organi fonatori.
-
Fondò una rivista
nel 1873,
l’”Archivio glottologico italiano”
,-->
Proemio polemizzò contro la soluzione manzoniana della questione della lingua e definì come si doveva intendere il rapporto tra il toscano e la lingua italiana:
forte policentrismo,
con l’azione di città diverse da quelle di Firenze.
La storia linguistica
--> utilizzata come
strumento di comprensione della realtà e la storia dell’italiano
non sarebbe stata comprendibile, senza la considerazione dei dialetti,-->
era una traccia del latino volgare.
3 nascita di una nuova disciplina
3.1 la storia della lingua italiana di Bruno Migliorini e il profilo Giacomo Devoto
NEL XIX secolo-->
istituite cattedre di glottologia e di linguistica comparata.
Cominciò ad avere
la sua autonomia la filologia romanza,
specializzata nello
studio delle lingue e delle letterature neolatine,
oltre che occuparsi della formazione dell’italiano dall’Unità in poi.
In quel periodo-->
scoperti e pubblicati quasi tutti i più antichi documenti della lingua italiana:
- Carta Picena 1878
- Confessione Umbra 1880
- Testimonianza di Travale 1907
- Carta Osimana 1908
- Postilla amiatina 1909
Molto più recente è la
definizione della storia della lingua italiana come disciplina universitaria autonoma--> la prima cattedra
divenne attiva nel 1938 nella
Facoltà di Lettere di Firenze, grazie al ministro Bottai
-->
riscoperta da bruno Migliorini.
Nel 1939 -->
fondata la rivista “Lingua Nostra”, diretta da Devoto e Migliorini
--> sottolineava che bisognava
tener conto di tutti gli strati sociali per la storia della lingua.
DEVOTO--> glottologo all’Università di Firenze
e fu
studioso di linguistica indoeuropea e di culture dell’Italia preromana.
Pubblicò nel 1940
“Storia della lingua di Roma” e “Profilo di storia della lingua italiana”.
-
Per Croce la storia della lingua era identica alla storia della letteratura.
Migliorini intanto lavorava al progetto della scrittura della storia della lingua nazionale: egli volle che l’opera
uscisse nel 1960, in coincidenza col millenario della lingua italiana, in quanto nel 960 --> reso pubblico
il PLACITO CAPUANO.
Nella prefazione dell’opera
--> la
distinzione tra storia della lingua e storia letteraria, incentrata sugli scrittori.
Per
Migliorini l’interesse per la storia della lingua cominciava quando si commisurava il linguaggio individuale di uno scrittore con l’uso dei contemporanei.
3.2 struttura della storia della lingua italiana di B Migliorini
L’opera si presenta come un’eccezionale raccolta di dati e di informazioni, utile per ogni ricerca relativa la periodo cronologico anteriore alla prima guerra mondiale
--> tra i capitoli, secolo per secolo, sono
inserite le fasi di passaggio dal latino all’italiano e i primi documenti della nostra lingua,
oltre che al
capitolo dedicato a Dante.
I
capitoli sono strutturati
--> per
ogni secolo è dedicato un tema: questione della lingua, lessicografia, grammatica, rapporti tra latino e italiano, italiano fuori d’Italia.
Si possono paragonare anche
gli eventi tra i vari secoli.
3.3 Migliorini e la lingua contemporanea
Migliorini --> tra i primi a occuparsi dell’italiano contemporaneo
-->. Nel 1938 scrive
“Lingua contemporanea”,
nella cui prefazione osservava come fosse legittimo lo studio dei contemporanei all’interno della critica letteraria, e nel 1941
"Saggi sulla lingua del Novecento”.
Si dedicò-->
ai neologismi e ai prefissi moderni.*
3.4 la storia della linguistica dell’unità d’Italia di Tulio de Mauro
DE MAURO scrisse “Storia linguistica dell’Italia unita”
, del 1963, riproposta nel 1970;
egli era filosofo del linguaggio,
ma nel suo libro la
storia della lingua viene collegata maggiormente alla storia sociale.
De Mauro
-->interrogato
sulle condizioni culturali e linguistiche delle masse;
per lui al
momento dell’unificazione politica
sarebbero stato in grado di
parlare italiano solo il 2,55 dei cittadini.
Vengono, poi, presentati i fenomeni
-->
condotto all’unificazione linguistica: emigrazione, urbanesimo, nascita dei poli industriali, diffusione della stampa, della radio e della televisione.
L’italiano diffusosi nella penisola dall’Unità non era uniforme, ma piuttosto un “italiano regionale”, con tratti dei dialetti d’origine.
1
.
prima parte del volume appare più sintetica e discorsiva
2.
la seconda ( Documenti e questioni marginali),
costituita da schede di approfondimento,
dedicate al rapporto lingua-nazione, al Purismo, al Manzoni, ai dialetti, all’italiano regionale ecc.
La linguistica, per De Mauro, doveva integrarsi con i fatti storici e sociali.
3.5 dopo la storia di Migliorini : La lingua italiana nell’Università
La linguistica ha consolidato la sua posizione all’interno delle università e nei curricula dei corsi di studio delle facoltà di lettere, diventando un passaggio fondamentale nella formazione umanistica.
Gli storici della lingua hanno prestato attenzione ai problemi dell’italiano contemporaneo: nel 1992 è stata fondata l’ASLI, l’ “Associazione per la Storia della lingua italiana”, che raggruppa studiosi della disciplina italiani e stranieri e ha il compito di promuovere gli studi di storia della lingua italiana ad ogni livello culturale, scientifico e didattico. Essa ha sede a Firenze, presso l’Accademia della Crusca.
Recentemente è stato dimostrato interesse verso i temi della comunicazione, con riferimento ai nuovi media e Internet.
3.6 nuovi manuali generali di storia della lingua italiana
Dopo la “Storia” di Migliorini,
sono uscite molte
sintesi generali
; molti di questi libri sono
manuali universitari, ma risultano adatti anche al pubblico medio.
Il SERIANNI è un libro scritto da diversi giovani autori, coordinati e diretti da Luca Serianni,
docente
all’Università di Roma “La Sapienza”.
L’opera è sistematico e dispone di una ricchezza di materiali, oltre a rivolgersi a un lettore non specialista.
È provvisto di una
cronologia, che confronta su 3 colonne gli eventi relativi alla storia della lingua,
i fatti salienti
della vita letteraria e i principali eventi storico-politici.
La letteratura, in queste opere, ha sempre occupato uno spazio importante.
3.7 storia della lingua, storia delle idee e teorie linguistiche
La Questione della Lingua Italiana-->
parecchie discussioni relative alla lingua italiana,
alla sua definizione, alla sua origine e natura, alla sua regolamentazione normativa.
Nel nostro Paese, la questione della lingua, è partita da Dante, fino alla nostra epoca
.
Il grande manuale di riferimento
per lo studio della questione della lingua, è quello di VITALE
, del 1978, che
contiene una vastissima documentazione
. Il libro inizia:
con un
capitolo di Preliminari, dedicato a Dante e al De vulgari Eloquentia e al dibattito tra gli Umanisti del 400
capitoli dedicati al 500, 600, 700, 800
intervento di Dante, Bembo, Manzoni e dei minori
ciascun capitolo ha delle note
in
chiusura volume vi è un’ “Antologia della critica”,
con una raccolta di testi esemplari per illustrare i momenti determinanti della questione della lingua
4 grandi realizzazioni recenti : i nuovi manuali di riferimento
4.1 la storia della lingua italiana diretta da F Bruni per la società editrice il mulino
Dal 1989 si è avviata la “Storia della lingua italiana”,
strutturata per secoli e fino ad ora sono stati pubblicati
capitoli sul:
Medioevo
400
Prima metà del ‘500
Secondo ‘500 e ‘600
‘700
2 dedicati all’800
Uno interamente dedicato al Manzoni
‘900
Lacuna dell’unico titolo ancora in preparazione, relativo al ‘300 toscano
4.2 “ l’italiano nelle regioni “ diretto da F Bruni per la casa editrice UTET
Gli studiosi si posero il problema di
realizzare un’opera in cui trovassero adeguato spazio le caratteristiche di una nazione come l’Italia
, con la sua
grande quantità di centri culturali e vivaci e con tanti dialetti entrati in contatti con la lingua nazionale.
“L’italiano nelle Regioni” è stata concepita come una raccolta di monografie, ciascuna delle quali è dedicata alla storia dell’italiano in una regione della Penisola.
È un volume voluminoso e con elegante veste grafica.
I capitoli parlano delle regioni
, ma non mancano monografie su Malta, Dalmazia, Canton Ticino e Corsica. Si è realizzato a
un secondo volume dell’ “Italiano nelle regioni” e pensati una serie di volumi autonomi, ma il progetto è stato interrotto.
L’opera ha portato al rifiorire degli studi
a carattere regionale in maniera seria e scientifica.
4.3 storia della lingua italiana diretta da L Serianni e P Trifone per l’editore Einaudi
Serianni e Trifone hanno coordinato la “Storia della lingua italiana” in 3 volumi (SLIE), con un quadro aggiornato e completo delle attuali conoscenze, una serie di monografie affidate a singoli specialisti, raggruppate secondo analoghe tematiche.
1. PRIMO VOLUME:
“I luoghi della codificazione”:
studi che hanno per
oggetto la storia della nostra grammatica, lessicografia, grafia, teorie linguistiche, lingua letteraria.
“Codificazione”, per la stabilizzazione di
una norma salda e la regolamentazione della lingua.
2. SECONDO VOLUME: “Scritto e parlato”: saggi sull’italiano dei semicolti
( gente del popolo, con basso grado d’istruzione), saggi sul gergo, nomi di persona, nomi di luogo( toponomastica), distinzione tra lingua parlata e scritta
3. TERZO VOLUME: “Le altre lingue”,
dedicato ai più antichi documenti dei volgari italiani e una serie di profili dei volgari medievali
. Vi è
un’impostazione geografica regionale.
È contenuto uno studio sull’uso letterario dei dialetti, sul dialetto nella scuola, nella giustizia, nella Chiesa, sull’influsso sull’italiano delle altre lingue e in ultimo sugli italiani regionali( diversi dai dialetti, perché nascono dall’incontro tra il dialetto e la lingua toscana).
Si chiude con una saggio sull’italiano all’estero e uno sulle minoranze linguistiche in Italia