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3.Gli anni 80 ed il made in italy - Coggle Diagram
3.Gli anni 80 ed il made in italy
stereotipo, il decennio in cui si fa moda italiana è quello degli anni 80.
Milano era la capitale del nuovo, la capitale del design milano da bere
crollerà miseramente con gli anni 90 con mai pulite
silvio
Berlusconi
e la politica (Bettino craxi)
fonda
canale 5
voleva di trasmetterlo in tutta italia ma illegale
legge e diventa legate
cambia l'Italia
'Drive In' (1983 -1988);
televisione di commerciale punta molto sul sesso
Le ragazze della trasmissione
sono vestite con i colori rosso, bianco e blu, per ricordare gli Stati Uniti d’America
ossessione tutta italiana nei confronti dell’America degli anni 50.
1 more item...
milano
fast food italiano burgy
sub cultura dei paninari
ragazzi che si trovano a san Babila a Milano, che mangiano
l’hamburger, e che si vogliono vestire con ispirazione all’America degli anni 50
i jeans, le giacche, le maxi scritte in inglese, e i loghi
mi importa il simbolo, il logo e quindi il consumismo
se non indossavano quasi vestiti non facevano parte del gruppo
Giubbotto Moncler, occhiali da sole Rayban,
maglietta Best Company, cintura El Charro,
pantaloni jeans, orologio Winchester,
calzettoni Burlington,
scarpe Timberland
1 more item...
ascoltano
i Duran Duran stile new romantic.
film Sposerò Simon Le Bon,
di Carlo Cotti, Italia, 1986
madonna
Who's That Girl World Tour
concluso a firenze
Loredana bertè dice che è stata copiata da madonna
nasce prendendo come simbolo
gli oggetti che uno possiede
la cosa non la compro perché mi piace, ma la compro per poter ostentare il
marchio.
zaini Invicta
colori sgargianti
megalogo
i Pet Shop Boys
li danno dei
paninari,
chiedono spiegazione e ci fanno la canzone
Mister Fantasy – Musica da
Vedere, prima del 1987 con MTV Europa.
Keith Haring
è stato ospitato
saranno famosi
’idea del ragazzo che pur non essendo ricco può dovevate famoso
grazie alle sue doti
architettura e design
prima biennale dell’architettura a Venezia
“la
presenza del passato”
ricostruito la via principale di una città italiana,
copiando edifici storici famosi italiani; questa operazione la possiamo definire post-moderno.
come piazza d’Italia di Moore a New Orleans,
gruppo
Memphis a Milano
gruppo italiano ma con un nome
esotico
creato negli anni '80 da Ettore Sottsass.
Bauhaus passato attraverso il post
moderno
Bauhaus voleva essere funzionale, mentre quelli di Memphis di funzionale
hanno ben poco; anarchia creativa
David Bowie, compra questi mobili,
riviste che mettono insieme design della moda e design del mobilio
DONNA, creato nel 1980 da persone che prima lavoravano per Vogue,
copertina di Donna (ottobre
1983, numero 37).
Un abito Armani è abbinato a una poltrona disegnata da Peter Shire e
prodotta da Memphis.
Vanity
creato da Anna piaggi è una delle giornaliste di moda più importanti della storia
all’origine
dell’indossare capi vintage negli anni 70
la cappa che indossa in una foto con Lagerfeld è degli
anni 20 fatta dalla Monaci Gallenga
con Karl Lagerfeld ha pubblicato questa sorta di diario con immagini,
“ANNA
CHRONIQUE”,
stile post moderno si veste con abiti vintage della sua collezione
e lui fa il disegno e lei a sua volta scrive la descrizione
illustrata (riprendendo la traduzione dei
giornali femminili di moda illustrati )
Keith
Haring,
murales dietro la Chiesa di San Antonio e si chiama
tuttomondo
stile anni 80 Keith Haring mette le casse con la musica a tutto volume per
strada, ferma i passanti chiede loro di aiutarlo
avora per decorare il negozio Fiorucci a Milano
se c’era negli anni 80 un ossessione con l’America, tanto dobbiamo
ringraziare Fiorucci,
dagli anni 70 in poi è sempre stato molto proiettato sulla
scena americana,
Vivienne Westwood alla collezione “the
whiches”,
Enrico Coveri,
P/E1985
pubblico pop di giovani, ma super top model
, A/I 1986 - 1987, foto di Bill King
si riferisce alla guerra fredda che ormai sta finendo,
yuppie americani
è un gioco,
perestroika con il maglione di castelbajac
una coppia che ricorda tanto una serie infinita di monumenti fatti nel
periodo comunista in Russia,
ritratto da Warhol
paillettes dentro la maglieria.
profumo da Coveri lo chiami Paillettes
immagine degli stilisti italiani con dietri il duomo
dietro c'era un arco trionfale ma non abbastanza italiana, quindi ritagliati e messo duomo
Andy Warhol viene
commissionata una serie di ritratti degli stilisti italiani famosi ed abbiamo Gianni Versace, GiorgArmani, Valentino e Krizia
Laura Biagiotti, Mario Valentino, Gianni Versace, Krizia, Paola Fendi, Valentino,
Gianfranco Ferrè, Mila Schön, Armani, Missoni, Moschino, Luciano Soprani a Milano nel 1985
Armani
inizia la facoltà di
medicina, però poi cambia strada e va fare le vetrine della rinascente nel 1957
1965 sartoria maschile per Nino Cerruti
sartoria maschile sarà l’ispirazione eterna per Armani.
Il suo marchio nasce nel 1975
assieme partner e collaboratore Sebastiano galeotti
Galeotti muore abbastanza presto e Armani porta avanti il marchio.
Giorgio Armani, A/I 1979 - 1980
l’estetica anni 40,
dal bozzetto
l’assenza di seno e
fianchi, le spalle sono squadrate;
sempre androgino,
le sue donne maschili, quelle di YSL femminili anche in tuxedo
tessuto che è molto maschile
famoso per il greije armani
armani incarna perfettamente la donna a in carriera degli anni 80.
Diane Keaton riceve l'Oscar per “Io & Annie“ indossando una creazione di Giorgio Armani, 1978.
strano lei gira tutto il film vestita in Ralph Lauren,
e lui in America era conosciuto, non
così scontato visto che siamo nel 1978 e lui è nato nel 1975.
Richard Gere in 'American Gigolo' (1980). Abiti di Giorgio Armani.
il regista indugia cosi tanto a far veder i dettagli del
guardaroba
giacche senza troppa struttura interna,
caratteristiche della sartoria maschile italiana
perché Richard Gere è vestito in America di Giorgio Armani ?
l’idea che lui come gigolò ha tanto successo e quindi può permettersi un
intero armadio di Armani.
abiti stile degli uomini degli anni 40 ritorno ad un immaginario classico
Armani, era bambino negli anni 30-40 si guardava i film di Hollywood negli anni 30-40 quindi ispirazione agli anni 30-40.
diventare Armani desiderabile per il pubblico americano
P/E 1980, modella Gia Carangi,foto di Aldo Fallai
donna potente e mascolina
è una donna dal tacco a spillo
la giacca sembra
fatta con il tessuto delle cravatte
giacca mica c’è; dato che la giacca a due revers; dato che quimanca la camicia e la cravatta una parte copre tutto il collo e si allude alla giacca solo con un revers, quindi estrema sintesi.
A/I 1981-1982
collezione ispirata al
Giappone;
riviste parlano benissimo della collezione, ma la collezione non vende
dice “a me non interessa avere i complimenti sulle riviste, io devo vendere, d’ora in avanti farò solo quello che è vendibile”
sulla copertina di 'Time',
Apr. 5, 1982, foto di Bob Krieger
(oltre a Dior e Schiaparelli ),
A/I 1984, foto di Aldo Fallai, modella Antonia Dell‘Atte
donna in carriera
togliamo la testa questa sembra un uomo
spalle squadrate infinite sono gli anni 40
foto è in bianco e nero perché ad Armani
piaceva i film anni 30-40 che erano in bianco e nero.
Basquiat amava i completi di Armani, e li usava anche quando dipingeva
Qui lo
vediamo in completo Armani sulla copertina del ‘The New York Times Magazine’ febbraio 1985.
non ha mai amato fare i costum
nel caso de “Gli
intoccabili“, ambientato neglinni 20
poteva fare ricerca,
crea anche un magazine, Emporio Armani Magazine
nel 1988
mostra tutto il suo immaginario,
VERSACE
nasce in Calabria figlio di
una sarta
il logo è una medusa, quindi quell’influenza greca è una chiave di lettura
collezione RTW, P/E 1980, modella Jerry Hall, foto
di Richard Avedon
l’opposto della donna Armani,
donna che sottomettete il genere
maschile,
i tre uomini posso toccare solo la scarpa di lei
donna esprime l’idea della super top model idealizzata tipo divinità idealizzata greca
pantaloni capri, la camicia a righe, e i tacchi a spillo poteva andare sullo yacht; rosso = abiti da mare
Richard Avedon
molto strano
poiché lui voleva solo il meglio, lui usava tutti i
soldi che aveva per le campagne pubblicitarie
Da li in poi lui ha sempre Richard Avedon che gli fa le foto.
senso di astrazione
no sfondo particolare sono un neutro
armani veste le mogli versace le amanti
P/E 1981. Kim Alexis, Kelly LeBrock, Lisa Taylor, Beverly Johnson, Rosie Vela, foto R. Avedon.
lista infinita di negozi in cui comprare Versace,
donna che indossa questi abiti vuole mettere in ristato la sensualità del suo corpo, un grido in cui
si dice che la donna è sensuale
abiti di oroton, collezione RTW A/I 1982 – 1983, foto di Richard Avedon
allude ad un orgia
oroton maglia metallica famosa nelle collezioni di Versace
macelleria abbia visto degli accessori, o qualcosa dei macellai fatta in questa maglia metallica, e
abbia preso ispirazione
modo più poetico lui diceva che voleva drappeggiare con l’oro
abiti in oroton: da sinistra:
A/I 1982 - 1983, P/E 1983, P/E 1983.
ispirato all’auriga di Delfi
L’oroton può avere anche un motivo geometric
film del 1952 Macao Jane Russell che indossa un abito in maglia metallica
di Michael Woulfe
prima rispetto a Versace, e fra 800 e 900 esistevano delle borsette
da sera in maglia metallica
Patty Pravo, al festival di Sanremo del 1984, che indossa un abito di Versace in
oroton; ispirato ad un kimono
Abiti da sera, RTW A/I 1985 -1986.
Creazioni ispirate al pittore Gustav Klimt.
abiti in oroton, se noi guardiamo la decorazione, l’abito rimanda alla
secessione viennese
mondo del teatro, quindi ha fatto ad esempio i costumi per il
balletto “Dyonisos” del 1985 di Maurice Béjart.
collezione RTW A/I 1986-1987
ispirazione all’optical art
Versace evidenzia la vita e c’è la minigonna; mentre negli anni 60 sarebbe un
cubo senza sessualità;
A/I 1987, foto Richard Avedon, modelle Linda Evangelista e Christy Turlington.
la donna Versace è sensuale ed è una super top
model tipo dea, non la donna della porta accanto.
é Gianni Versace voleva osare
inizia una linea di alta moda nel 1989, e dato che lui crede
formalmente all’arte, la presenta nel Museo Jacquemart-André di Parigi; non è un caso che
presenti l’alta moda a Parigi
Armani ha aspetto negli anni 200 prima di fare
haute couture, Versace ha invece rischiato
Alta Moda, Atelier Versace, per la stagione
A/I 1989 a Parigi, Museo Jacquemart-André.
colori accostati in modo azzardato, lui non vuole fare le cose viste
e riviste, vuole fare cose nuove
Il balletto “Dyonisos” (1985) di Maurice Béjart presentato a New York, costumi di Gianni Versace.
KRIZIA
stereotipo esplosa negli anni 80, lavorava già negli anni 60
inizi 70
aveva disegnato per lei Walter Albin e poi per lagerfield
maglieria
famosa
per i suoi animali, ogni collezione aveva un animale diverso
lo zoo di
Krizia o crazy Krizia.
tipico degli anni 80 sono le spalle squadrate ma in generale la shiloutte del momento.
Krizia, A/I 1981 - 1982
ispirazione oriente- popolo mongolo
animo post moderno, perché non
sono copie originali,
Krizia, A/I 1981 – 1982 e una illustrazione di Antonio
la tuta è tutta plissettata
ispirazione ventagli orientali
Krizia giochi anche con i volumi e i
materiali.
Krizia, 1983
tuta in lurex argentato plissettato
forma del collo si ispira
al Chrysler Building di New York;
siamo nel post moderno
anche il grattacielo americano art deco, mi può diventare una tuta.
le curve
del grattacielo mi divento le silhouette con le spalle larghe tipiche degli anni 80
Creazioni di Krizia, Vogue America, Febbraio 1983. Illustrazioni di Harumi.
di krizia animali e taglio dei capelli
di anni 80 ci sono la silhouette con le spalle squadrate l’uso di colori
e l’uso di pantaloni
Krizia, P/E 1984, Foto di Tony Mc Gee
l’ispirazione è una conchiglia.
si faccia fare da Rede Guzzini una scacchiera
krizia è in life style
primo a teorizzarlo è poiret
VELENTINO
Valentino, Alta Moda, A/I 1980
Hollywood degli anni 30 e 40,
ispirazione dynasty (Nolan
Miller)e l’abito di Joan Crawford spallone ideato da Gilbert Adrian per il film 'Letty Lynton’, rouge
si ispirerà ai film di Hollywood degli anni 30 e 40,
però mette gli scolli
Renee Simonsen e Joan Severance per Valentino, foto di Renato Grignaschi per Vogue, 1983
donna
sensuale, aggressiva e forte;
si esprime con i materiali e gli accessori con questo
tessuto metallico, accessori giganti;
bisogno di mettersi in scena
è tipico della nuova società tipo gli yuppie
Valentino, Alta Moda, A/I 1984-1985
degli anni 80 spalle giganti, di Valentino il rosso, e lo scollo che di per se
sembra una V.
Valentino, Alta Moda, A/I 1980 e Boutique A/I 1985 - 1986
abiti da giorno
caratterizza lo stile è la poca sobrietà, merletti e fiocchi, carattere forte, non delicata
Yasmine Le Bon per pubblicità Valentino P/E 1988, foto di David Bailey
cappello struttura gigantesca
una donna che fa una entrata trionfale quando entra in un posto.
Valentino Haute Couture P/E 1989 modella Marpessa Hennink,foto di David Bailey
abito portato sulla schiena
abito al
contrario, possiamo bene ricollegarlo a Schiaparelli begli anni 30
Schiaparelli, Backward Suit, 1937 - 1938
Valentino, Collezione Haute Couture A/I 1989-1990, collezione ispirata alla Secessione Viennese
dopo
Lagerfeld e Versace
motivo decorativo,
intarsiati nella poltrona del 1903 di Kolo
Moser;
la differenza tra la poltrona e l’abito è il contrasto che abbiamo sull’abito un contrasto tra
bianco e nero
sulla poltrona che è un contrasto monocolore
inoltre sull’abito è enorme
l’impatto è forte, è un abito che ve bene per le
passerelle, per una diva o per una persona che deve fare una fotografia.
elementi diventano giganti
Pretty Woman del 1990, con i costumi di Marilyn Vance;
il colore rosse dell’abito di Julia Roberts allude al Rosso Valentino;
Gianfranco Ferré
architetto
poi accessori
nel 1978 crea la sua prima collezione donna
Pret a porter,
A/I 1980
volumi molto netti
al di la del corpo abbiamo la struttura
immaginata da Gianfranco Ferré
Pret a porter,
A/I 1981
ispirazione oriente e cina e giappone
Rielaborazione degli abiti orientali non copia incolla
veniva tradotto in
qualcosa di possibile. Il tessuto prende ispirazione da un gessato maschile
grande attenzione per gli accessori; realizzati in modo insoliti, non è mai una cosa ovvia
Gianfranco Ferré, Alta Moda,
A/I 1986 -1987
disegno che sembrava impossibile
Gianfranco Ferré, Vogue Italia, Luglio/Agosto 1988
cavalli di battaglia camicie;
il collo, l’eccessivo uso del pizzo e il modo in cui il testo crea una
sorta di involucro intorno al corpo
orma rotonda, che non è anatomica
Gianfranco Ferré, Alta moda, P/E 1989
l’ispirazione sono le sedie Thonet,
l’intreccio del capello
lo stesso motivo crea questo
bolero e nello stesso motivo la stampa della camicia
la gonna e gli altri accessori sono
abbinati sui toni dello stesso motivo.
A/I1989-1990.
sua prima sfilata Dior,
straniero alla maison francese proteste
la prima collezione di Dior si chiamava
Corolle fiori
ferrè riprende fiori, onne
ricorda 800 con le crinoline
Karl Lagerfeld, che disegna per Fendi;
fendi ha
avuto problemi vedevo che le pellicci non andavano più di moda, ha chiamato Karl Lagerfeld
ridare vita la marchio
Fendi (Karl Lagerfeld), A/I 1981 - 1982
’ispirazione viene dalle armature giapponesi,
invece di farla di metallo la fa con il tessuto e con la pelliccia; quindi ocra una volta il Giappone
fendi, scarpe anni 80
mportante che si vedesse il logo Fendi,
ovvero la doppia F creata da Karl Lagerfeld
a l’ostentazione del logo è l’obiettivo principale
stesso modo Gucci,
mocassini con striscia verde e rosso, il
moschetto da cavallo
si porta dietro; e il collegamento al mondo nobiliare
Gucci, borsa a tracolla in pelle di struzzo rossa, Anni Ottanta
Roberto Capucci
lavorare nel 1950 quando veste per la prima
sfilata di moda italiana la famiglia di Giorgini
Tipico di Capucci è la seta ed il colore
Roberto Capucci, 1981. Foto di Giovanni Gastel.
silhouette 700, come quello delle
Meninas, o il guardinfante.
Roberto Capucci, A/I 1980 - 1981.
a base è un abito di taglio
molto semplice, su cui li applica delle strutture che sembrano dei ventagli
Roberto Capucci, 1982
bluse in seta con un gioco infinito di plissettature.
Franco Moschino
famoso negli anni 80,
moda che non si prende sul serio
una moda pop; una donna che si veste con una mucca vuole
dire che se io indosso una mucca sono una mucca
ama giocare con gli stereotipi
Abito con mucca tricolore,
A/I 1985-1986.
Franco Moschino,
A/I 1986-1987
il messaggio del valore del marchio in modo negativo
la donna è solo marchio, non
ha una identità è totalmente cancellata
occhiali da sole che le coprono il viso
abito con tutti i marchi famosi
Franco Moschino,
P/E 1987
si distruggono gli stereotipi; non la
modella super top model ma Minnie,
Franco Moschino, A/I 1987 - 1988
e modelle sono quello, sono il marchio che indossano
va contro anche a se stesso, perché dice “voi dovete seguire il vostro gusto non devo
imporvi niente io Moschino”.
Franco Moschino, P/E 1988
abito da sera, coperto da spille da balia,
ispirazione dal punk; quindi è un controsenso, un abito da sera coperto da spille da balia fa un po
impressione.
Franco Moschino, A/I 1988 - 1989
donna portata sotto una portantina
in stile egizio la donna potrebbe essere Cleopatra
dice che le modelle sono trattate come delle divinità
completo della collezione A/I 1988.
la modella che è portata in
portantina come se fosse la statua della madonna
indossando dei peluche come castelbajac
molto magritte molto Schiaparelli
Moschino, P/E 1989, Campagna «No Comment», foto Stefano Pandini.
gioco sugli stereotipi
Moschino si veste come testimonial di
tutte le sue collezioni;
apre dicendo, ceci n’est pad une boutique, come avrebbe fatto Magritt
con il linguaggio delle fotografie di
moda degli anni 50 più blasonate lui distrugge la comunicazione di moda
Franco Moschino, Dinner Jacket, A/I 1989-1990
dinner jacket, perché è decorata con postare e tovagliolo, surrealista
Moschino il “negozio“ di via S. Andrea 12 a
Milano nel marzo 1989,
apre dicendo, ceci n’est pad une boutique, come avrebbe fatto Magritte
manichini vuoti, con un quadro con la bombetta di Magritte
a anche
arrivare una serie di persone vestite come la Regina Elisabetta II, ccome stereotipi maschili e
femminili che lo accompagnano ad aprire la boutique
Moschino (Sharra Pagano), Collana a ditali, Anni Ottanta
croce di malta come Chanel, fatta con dei ditali,
Miuccia Prada
Prada marchio storico di pelletteria
Zainetto Prada in nylon (1984),
Miuccia Prada come prima cosa importante fa uno zainetto di nylon
perchè vedeva che le giornaliste di moda passavano da una sfilata all’altra ma non
sapevano dove mettere tutte le loro cose,
MAX MARA
L'iconico cappotto 101801 di Max Mara del 1981, una creazione di Anne-Marie Beretta.
donna molto androgina quasi mascolina,
il taglio che sembra pensato per un uomo, i
colori che sono il beige, qualcosa di molto sotto tono, non brillante.
Laura Biagiotti
amosa nel mondo per il suo utilizzo del
Cashmere
prima creatrice di moda occidentale a sfilare in Cina;
a hanno fatto una trasmissione televisiva per mandarla in onda, e c’erano 200 milioni di
persone che guidavano la sfilata.
ROMA
a collezionato i disegni Giacomo Balla per
l’abito anti-neutrale, dei futuristi.
Benetton
famoso per fare abiti da giovani
l’idea di avere modelli africani o dalla Cina, voleva dare l’immagine stile
americano di questa vita multi eticità.
dagli anni 80, con Oliviero Toscani iniziano le famose campagne pubblicitarie,
il messaggio moda non c’è
‘Uniting Countries’, foto di Oliviero Toscani per Benetton, 1986
pace possibile fra palestinesi e israeliani è una cosa che si ricollega all’ottimismo degli anni
80
ambigua l’idea di usare un contenuto politico sociale come idea pubblicitaria
Luisa Via Roma a Firenze,
famoso prece è il luogo in cui
si possono trovare le idee di avanguardia della moda internazionale
rimane una serie di fotografie fatte da Dino Ignani
fotografa questi
ragazzi italiani dark degli anni 80 che erano andati ad un evento di Luisa Via Roma
importante
rovare queste
fotografie online ci aiuta capire meglio lo stile dei ragazzi italiani degli anni 80
Dino Ignani, Firenze, Dark Portraits, Luisa Via Roma, Firenze, 1985
famose erano le vetrine che venivano cambiate ogni volta con fantasia e creatività