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Tecniche e modelli - Coggle Diagram
Tecniche e modelli
TECNICHE DI INTERVENTO COMPORTAMENTALI
1. Rinforzo Differenziale
- Non si può fare il vuoto comportamentale: quando un comportamento viene estinto, uno alternativo deve essere rinforzato.
- Esempio: alcolista → prima si trovano bibite alternative e compagnie diverse, poi si elimina l’alcol.
- A volte serve accompagnare la persona in bar estranei e farle provare alternative (succhi, chinotti, latte menta, cappuccini ecc.).
- Con il rinforzo differenziale si insegnano abilità complesse:
- esistere alla pressione sociale
- aumentare l’assertività
- rilassamento
- gestione dello stress
- comunicazione interpersonale
- L’apprendimento è graduale: si premiano comportamenti sempre più vicini all’obiettivo.
2. Ricadute e Situazioni ad Alto Rischio
- La ricaduta spesso avviene perché la persona:
- frequenta luoghi associati alla dipendenza
- incontra persone collegate ai comportamenti problematici
- espone sé stessa a situazioni troppo allettanti
- Ciò permette di attribuire la colpa alle circostanze e evitare responsabilità
Tipi di situazioni ad alto rischio
- Stati emotivi negativi
- Conflitti interpersonali
- Pressione sociale (diretta o indiretta)
Dinamicità della ricaduta
- Inizia con “decisioni apparentemente irrilevanti” → avvicinamento graduale alla ricaduta.
- Superare una situazione a rischio = aumento del senso di padronanza.
- La ricaduta NON è una catastrofe → opportunità per apprendere strategie emotive, cognitive e comportamentali.
Gestione
- Evitare vuoti sociali (non si può scortare la persona sempre).
- Inizialmente prudenza → poi sfumare la protezione.
- Rinforzare soprattutto:
- soddisfazione personale
- obiettivi raggiunti
3. Discriminazione dello Stimolo
- Le persone si comportano diversamente in base al contesto (non è ipocrisia ma adattamento).
- Esempi:
- capriole adeguate in palestra, non a un colloquio
- parolacce accettabili al bar, non in chiesa
- semaforo rosso → fermarsi
- Problemi se lo stimolo discriminativo è poco chiaro:
- es. segnali emotivi del partner non riconosciuti
4. Generalizzazione dello Stimolo
- Risposte simili a stimoli diversi ma equivalenti:
- vigile con braccio alzato = semaforo rosso = paletta dei carabinieri → fermarsi
- Fondamentale nell’educazione:
- permette autonomia
- si alterna alla discriminazione
5. Errori di Discriminazione e Conseguenze
- Se non si apprendono gli stimoli discriminativi → comportamenti inadeguati.
- Problemi gravi in:
- schizofrenia
- autismo
- disturbi comportamentali
- La rieducazione non è ammaestramento: coinvolge aspetti
- emotivi
- cognitivi
- relazionali
- comportamentali
6. Come Favorire Discriminazione e Generalizzazione
- Usare segnali chiari all’inizio (non pretendere “telepatia”).
- Il training di assertività aiuta a inviare e ricevere segnali comprensibili.
- All’inizio si amplificano le differenze tra gli stimoli (es. differenze tra P/B, E/F).
- Poi si sfumano gradualmente per rendere l’apprendimento più naturale.
- Si insegna a rispondere a stimoli sempre più sottili, aumentando autonomia.
7. Comportamento Governato da Regole
- Le regole guidano il comportamento umano più delle contingenze dirette.
- Una regola descrive una contingenza di rinforzo.
- Es: “Se parcheggi in divieto → prendi multa”.
- Le regole servono a prevenire errori e migliorare la performance.
- Es personale: rilettura dei passaggi di matematica.
- Gli animali sono governati dalle contingenze → gli esseri umani possono seguire regole astratte.
Shaping (modellamento)
- Procedimento per sviluppare comportamenti non presenti nel repertorio.
- Si rinforzano approssimazioni successive al comportamento finale.
- Applicazioni
- scuola guida
- imparare una lingua
- tiro a golf (forma)
- bici/corsa (frequenza)
- risposte più rapide (latenza)
Fasi dello shaping
- Selezione del comportamento finale (chiaro e specifico).
- Scelta di un comportamento iniziale vicino all’obiettivo.
- Scelta del rinforzo.
- Rinforzo del comportamento iniziale fino ad alta frequenza.
- Rinforzo delle approssimazioni successive.
- Rinforzo del comportamento raggiunto.
- Rinforzo intermittente per mantenimento.
Linee guida
- Procedere per piccoli passi, senza accelerare troppo.
- Tornare indietro se necessario.
- Non gratificare comportamenti non adeguati.
- Informare la persona del programma.
- Passare alla tappa successiva quando >50% delle risposte mostra padronanza.
3. Fading (sfumare gli aiuti)
- Cambio graduale dello stimolo che controlla la risposta.
- Si parte con grandi aiuti, poi si riducono fino alla completa autonomia.
- Esempi
- lettere grandi → più piccole → senza immagini
- insegnare a camminare / andare in bici
- scuola guida: inizialmente molte istruzioni, poi meno
Procedure nel fading
- Prompt iniziali: fisici, gestuali, verbali.
- Progressiva riduzione:
- prima si riduce il verbale
- poi si elimina il fisico
- si mantiene un minimo gestuale
Fattori di efficacia
- Comportamento finale deve essere mantenuto da rinforzi naturali.
- Stimolo iniziale deve evocare chiaramente la risposta.
- Fading troppo veloce → errori.
- Fading troppo lento → dipendenza e noia.
4. Token Economy (economia a gettoni)
- “Contratto educativo” basato su:
- gettone per comportamento corretto
- perdita/non assegnazione per infrazione
- scambio gettoni → rinforzo materiale
- Usata in:
- contesti educativi
- psicosi croniche
- disabilità cognitive
- Esempi quotidiani:
- punti del supermercato
- premi carburante
- I gettoni possono essere:
- fisici (stelline, pezzi puzzle, punti)
- informazionali (grafico dei progressi)
5. Task Analysis (analisi del compito)
- Scomposizione di un comportamento complesso in piccoli passi.
- Utile per insegnare attività quotidiane.
- Esempio: lavarsi il viso
- entrare in bagno
- avvicinarsi al lavandino
- aprire l’acqua
- bagnare mani/viso
- mettere sapone
- sciacquare
- asciugare
-Numero di passi variabile secondo difficoltà del soggetto
6. Chaining (concatenamento)
- Insegnamento dei passi della task analysis in sequenza.
Tipi
- Chaining anterogrado: si insegna dal primo all’ultimo passo.
- Chaining retrogrado (preferito):
- si insegna l’ultimo passo per primo → il soggetto termina
- l’attività → riceve il rinforzo finale.
riduce frustrazione e aumenta motivazione.
Esempio: infilarsi i pantaloni
- Retrogrado:
- Si infilano i pantaloni fino alla vita → il soggetto li tira su → rinforzo.
- Poi si aggiunge infilare i piedi.
- Progressivamente completa autonomamente tutta la sequenza.
7. Prompting (suggerimenti)
- Serve per insegnare nuovi comportamenti e prevenire frustrazione.
- Tipi di prompt:
- Fisico: guidare mani/corpo.
- Verbale: indicazioni (“Ora tira su”, “Controlla lo specchio”).
- Imitativo: mostrare l’azione da imitare.
- Di posizione: posizionare gli oggetti in modo facilitante.
- Indicazione: indicare oggetto/direzione.
Obiettivo finale
- Sfumare il suggerimento → passare da risposte dipendenti a risposte autonome.
REBT (Ellis)
1. Caratteristiche generali
- La REBT = Terapia Razionale Emotiva e Comportamentale.
- È una terapia cognitivo-comportamentale con solida validazione sperimentale.
- Obiettivo: modificare credenze irrazionali → emozioni funzionali → comportamenti sani.
2. Perché nasce la REBT
Limiti delle terapie precedenti
Terapie comportamentali
- Danno strumenti utili → ma le idee irrazionali impediscono di usarli nella realtà.
Terapie psicoanalitiche
- Centrano tutto sul passato.
- Forniscono insight ma non strumenti concreti per affrontare il presente.
3. Visione della REBT
- Le emozioni possono essere:
- Funzionali (anche negative: tristezza, frustrazione).
- Disfunzionali (depressione, rabbia esplosiva, ansia catastrofica).
- Non è l’evento che causa l’emozione, ma la credenza sull’evento.
4. Evoluzione della terapia di Ellis
- RT → RET → REBT (attuale).
- Centro: credenze → emozioni → comportamenti.
5. Critiche di Ellis alla psicoanalisi
- Non dimostrato che il presente deriva sempre dal passato.
- Capire la causa non basta: serve lavorare sui fattori di mantenimento.
- Focus sul presente e sul cambiamento delle credenze.
6. Il dialogo interno
- Le reazioni emotive cambiano a seconda di come interpretiamo l’evento.
- Cambiando dialogo interno → cambiano emozioni e comportamenti
7. Due modi per agire sul pensiero
1) Self Instructional Training (SIT)
- Affermazioni funzionali (“posso farcela”) → aiutano nel momento,
ma NON cambiano davvero le credenze profonde.
2) Ristrutturazione Cognitiva (REBT)
- Obiettivo: sostituire il sistema di credenze irrazionali con uno razionale.
- Richiede consapevolezza: non è l’evento che crea emozione, ma il pensiero.
8. Passaggi preliminari della REBT
- Riconoscere che l’emozione è disfunzionale.
- Sapere che esistono emozioni alternative (ansia → preoccupazione, rabbia → frustrazione).
- Capire che le emozioni dipendono dalle credenze.
- Capire che cambiando le credenze si cambiano le emozioni.
9. Le 4 categorie di credenze irrazionali
1) Doverizzazioni (Musturbation)
- Pensieri basati su “DEVO / DEVONO / DEVE”.
- 3 forme:
- Verso sé: “Devo riuscire sempre”.
- Verso gli altri: “Mi devono rispettare”.
- Verso il mondo: “Ci deve essere la pace”.
- Differenza: desiderio (sano) vs pretesa (irrazionale).
2) Valutazioni globali di sé
- Da un comportamento “ho sbagliato” → “sono sbagliato”.
- Un singolo fallimento diventa il centro dell’autovalutazione.
Tipico nei disturbi alimentari, lavorativi, sociali.
3) Catastrofizzazioni
- Trasformare qualcosa di brutto in “una tragedia”.
- Aumenta ansia e depressione.
- Rischia di creare profezie che si auto-avverano.
- Es: “Ho perso il lavoro → è finita, vivrò sotto un ponte”.
4) Bassa tolleranza alla frustrazione (LFT)
- Pensiero in stile: “Non lo sopporto!”.
- Preferenza per gli estremi che genera emozioni estreme
- Versione funzionale: “È spiacevole, ma lo posso sopportare”.
10. Aree tematiche ricorrenti delle credenze irrazionali
- Approvazione degli altri.
- Successo/fallimento.
- Essere a proprio agio nelle situazioni sociali.
11. Esercizio REBT
Identificare il pensiero irrazionale e trasformarlo in versione funzionale.
Esempi:
- “Devo sempre essere approvato” → “Mi piacerebbe, ma non è indispensabile”.
- “Se qualcuno mi fa un torto è uno str…” → “Non mi piace il suo comportamento, ma non definisce la persona”.
- “Se faccio una cosa devo farla bene” → “Preferisco farla bene, ma posso comunque provarci”.
12. Affrontare le provocazioni
Principi utili:
- Mantenere calma e rilassamento.
- Non prenderla sul personale.
- Non saltare alle conclusioni.
- Non esagerare la minaccia.
- Coltivare visione razionale e autocontrollo.
- Riconoscere la collera ma gestirla.
REBT (Ellis) – Idee irrazionali
1. Principio base della REBT
- Le emozioni e i comportamenti non dipendono dagli eventi, ma
dall’interpretazione che la persona dà agli eventi.
2. L'evento è neutro, la valutazione lo rende “terribile”
- Esempio della coda in autostrada:
- L’evento in sé → neutro e uguale per tutti.
- Può essere vissuto come:
- fastidioso: perdita di tempo, smog
- utile: parlare col compagno di viaggio, lavorare al telefono, riflettere
- protettivo: scusa per evitare impegni spiacevoli
- altruistico: prestare soccorso
- Dunque: non è la coda → è la definizione mentale (“terribile”, “insopportabile”, “catastrofica”).
3. Come nasce il disagio psicologico
- Non basta un evento negativo per generare sofferenza.
- Il problema nasce quando:
- ci sono presupposti disfunzionali (credenze irrazionali)
- oppure quando si produce una elaborazione distorta di pensieri corretti
- Risultato: emozioni e comportamenti patologici.
- Principio “Garbage in, Garbage out”
- Se inserisci spazzatura (pensieri tossici) → otterrai emozioni tossiche.
- La mente funziona come un computer:
- Input irrazionale → Output emotivo disfunzionale.
5. Il modello del circolo vizioso (secondo Ellis)
- Stimolo ambientale →
- Elaborazione cognitiva (interpretazione, credenze) →
- Emozioni →
- Comportamenti →
- Nuovi stimoli che alimentano il problema →
- Si crea un circolo vizioso, che può peggiorare in qualsiasi fase.
- Le frecce sono bidirezionali: ogni elemento può influenzare l’altro.
6. Implicazione clinica
- Il lavoro REBT si concentra su ciò che la persona pensa, non sull’evento.
- Obiettivo → interrompere il circolo vizioso trasformando l’interpretazione.
1. Il modello a 8 fasi della REBT
1) Evento esterno (A dell’ABC)
- L’evento attivante, la situazione oggettiva.
2) Attenzione selettiva
- Focalizzazione su alcune parti dell’evento.
3) Simbolizzazione / Definizione
- L’evento viene nominato e interpretato tramite il linguaggio.
4) Inferenza
- Creazione di ipotesi e supposizioni sull’evento (“uomo scienziato”).
5) Valutazione
- Giudizio sull’evento: dipende dai propri valori (“uomo filosofo”).
- Contenuto: funzionale o disfunzionale
6) Emozioni (C dell’ABC)
- Conseguenze emotive dell’interpretazione.
7) Comportamenti (C dell’ABC)
- Conseguenze comportamentali dell’interpretazione.
8) Feedback
- L’ambiente reagisce → crea un nuovo evento esterno → ciclo che ricomincia.
2. I 3 processi cognitivi su cui lavorare in REBT
A) Processi descrittivi (fase 3)
- Come descriviamo la realtà.
- Contenuto vero o falso → si discute la veridicità
B) Processi inferenziali (fase 4)
- Interpretazioni dell’evento.
- Contenuto vero o falso → si discute la plausibilità.
C) Processi valutativi (fase 5)
- Giudizi basati sui propri valori.
- Contenuto funzionale o disfunzionale, NON vero o falso
- È il livello più efficace ma anche più difficile da modificare.
3. Le 12 Idee Irrazionali (Ellis)
A. Doverizzazioni (musturbation)
- “Devo sempre essere amato/approvato da tutti.”
- “Devo essere sempre competente e adeguato.”
- Le cose devono andare come voglio, subito e senza sforzo.”
- “Gli altri devono comportarsi in modo corretto. Se non lo fanno sono carogne.”
B. Catastrofizzazioni / Ansia
- “Se temo qualcosa, devo pensarci continuamente.”
- “Devo trovare soluzioni perfette, altrimenti succederà una tragedia.”
- Le mie emozioni dipendono sempre dagli altri, non da me.”
- “Il mio passato determina tutto: non posso cambiare.”
- Ho bisogno di evitare responsabilità, disciplina e autocontrollo.”
- “Devo sempre sentirmi bene e senza sofferenze.”
C. Valutazioni globali di sé / Dipendenza
- “Potrei impazzire ed è terribile.”
- “Sono debole e incapace, quindi devo dipendere dagli altri.”
4. Assessment REBT – Fase iniziale
I) Definizione del problema (comportamentale) – metodo FIDO
- Frequenza
- Intensità
- Durata
- Occasioni
Serve a:
- descrivere il problema in modo concreto
- aumentare consapevolezza del cliente
II) Analisi delle Credenze (B)
- Indagare i pensieri collegati alle emozioni e ai comportamenti problematici.
- Mostrare che è possibile cambiare le credenze.
- Comprendere la funzione del comportamento.
Esempio clinico
- Un ragazzo aggressivo ottiene ciò che vuole → funzione del comportamento.
- Far emergere le conseguenze negative sul lungo periodo.
5. Tecnica delle Inferenze a Catena
Domande tipo:
- “E quindi?”
- “E se anche fosse?”
- “E se anche nessuno ti volesse?”
Serve a far emergere:
- le 4 categorie di idee irrazionali:
- doverizzazioni
- valutazioni globali di sé
- catastrofizzazioni
- bassa tolleranza alla frustrazione
6. Il modello ABC
A. Antecedente → l’evento (es: “Lei non mi ama”)
B. Beliefs → credenze irrazionali (es: “Non posso sopportarlo”)
C. Conseguenze →
- Emozioni (es: depressione)
- Comportamenti (es: mi isolo, non parlo con nessuno)
- Note importanti nell’assessment (NB)
NB1
Le persone credono che A → C
In realtà è A → B → C.
NB2 – correlazioni tipiche
- Doverizzazioni → adolescenti aggressivi
- Catastrofizzazioni → ansia
- Bassa tolleranza frustrazione → depressione
NB3
Bassa tolleranza frustrazione → depressione
NB4
Non si sfidano i fatti → si sfidano le interpretazioni.
NB5
Se il cliente è inviato da terzi → trovare prima un obiettivo condiviso.
NB6
Se non emergono idee irrazionali → cercare gli elementi che rompono il benessere.
NB7
A volte le emozioni diventano antecedenti → si crea catena emozione → credenza → emozione.
NB8
Se il cliente usa parole razionali ma sentimento irrazionale nascosto →
usare tecniche per far emergere la credenza (monetina, domande mirate).
8. Tecniche di colloquio REBT
a) Interpersonal Cognitive Problem Solving
- Portare consapevolezza su:
- Conseguenze del comportamento
- Obiettivo
- Obiettivo dell’obiettivo
- Via migliore per raggiungerlo
- Alternare comportamenti aggressivi con soluzioni efficaci e socialmente adeguate.
b) Consequential Thinking
- Funziona anche con bambini e adolescenti impulsivi.
- Insegnare a:
- prevedere conseguenze
- scegliere strategie alternative
9. Esempio clinico REBT (colloquio ABC)
C – Emozione
- Rabbia.
C – Comportamento
- Urlo quando torno a casa”.
A – Evento
- “Il capo urla contro di me”.
B – Credenze
“Il mio capo non dovrebbe comportarsi così”.
Poi:
- approfondire doverizzazione → inferenze a catena
- definire FIDO (frequenza, intensità, durata…)