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La letteratura del 300 - Coggle Diagram
La letteratura del 300
i maggiori esponenti della letteratura del 300 sono:
Petrarca
Nasce ad Arezzo nel 1304 e muore ad Arquà nel 1374
è considerato il primo umanista, in lui fu continuo il dissidio spirituale, che lo spingeva verso Dio, e la passione del mondo che lo induceva a desiderare la gloria poetica.
la sua cultura era laica e si fondava sulla ricerca della verità
avverte la crisi delle due guide e si adegua alla nuova realtà delle signorie e delle monarchie nazionali
per Petrarca la poesia è espressione del sentimento individuale, di bellezza e di arte
oggetto della poesia di Petrarca è Laura, Petrarca parla di Laura come una creatura ideale, ma anche una donna concreta piena di seduzione, tutta terrena, allo stesso tempo però la figura di Laura si confonde con quella di Dio
Petrarca scriveva le sue opere in Latino, siccome pensava che fosse superiore al volgare, ma la sua opera più famosa fu scritta in volgare, e la sua opera non era altro che degli appunti
Dante Alighieri
nasce in una famiglia di modesta agiatezza Firenze nel 1265 e muore a Ravenna nel 1321
aveva una profonda fede religiosa e vede l'uomo come creatura fragile che dibattendosi tra il bene e il male
La sua cultura è ancora basata sulla teologia
era un guelfo bianco e crede ancora nella guida rispettivamente religiosa e politica del papato e dell'impero, l'uno dipendente dall'altro
per dante la poesia è una missione di verità, di giustizia e di insegnamento, le tappe della sua poetica sono: Lirico-stilnovistica, filosofica e profetico-religiosa
Oggetto della poesia di Dante fu Beatrice, questo amore per Beatrice si innalza ad un livello superiore a quello cortese dei trovatori.
Dante scrivere le sue opere in Latino
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nel 1300 viene eletto priore, una delle cariche più importanti della città
nel 1302 i guelfi neri vinsero con l'appoggio di papa Bonifacio III e Dante venne mandato in esilio **con l’accusa di corruzione. Non accetta la condanna e viene condannato a morte. Da quel momento vive in esilio, spostandosi tra varie città italiane (Verona, Bologna, Ravenna). L’esilio segna profondamente la sua vita e il suo pensiero.
Boccaccio
Nasce in una famiglia di umili condizioni e muore a Certaldo nel 1316 e nel 1375
era sulla sponda del rinascimento, mostrava un costante interesse per l'uomo, per accettarlo nella sua completezza di vizi e virtù, bene e male
la sua cultura, a differenza di dante e Petrarca era disorientata, come quella degli autodidatti
prende parte alla vita politica del suo tempo
per Boccaccio la poesia è un desiderio o un impegno intenso per creare con l'immaginazione dei "pensier eletti"
oggetto della poesia di Boccaccio è Fiammetta, Boccaccio attende i tempi dell'amore felice mentre si tormenta per la passione impossibile, siccome era già sposata.
Boccaccio realizza nella prosa il plurilinguismo e il pluristilismo che Dante realizza nella poesia