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CAP 6 - Coggle Diagram
CAP 6
QUALE TRA QUESTI E’ UN PRINCIPIO DELLA PSICOLOGIA
CULTURALE DI BRUNER?
I principi della psicologia culturale di BRUNER sono 9:
della prospettiva
: si riferisce all’idea che il significato attribuito a fatti,
episodi e concetti dipenda dalla prospettiva assunta da chi elabora tale
significato
delle limitazioni:
la prima limitazione riguarda la stessa natura del
funzionamento della mente umana e del suo sviluppo, per cui oggi
pensiamo e agiamo in certi modi che sono determinati dalla storia della
nostra specie; la seconda limitazione e’ imposta dai sistemi simbolici
accessibili alla mente umana, ovvero dai limiti imposti dalla natura
stessa del linguaggio e dai diversi sistemi di notazione prodotti dalla
cultura.
del costruttivismo:
la realtà non e’ data ma e’ creata attraverso l’attività
di significazione e l’educazione ha come obiettivo quello di fornire
strumenti per attribuire significati al mondo e per costruire nuove realtà
modificando il mondo;
dell’interazione
: implica l’esistenza di un’alterita’, reale o simbolica, e di
una comunità. Attraverso l’interazione si scopre che cos’è la cultura.
dell’esternalizzazione
: idea che la funzione principale di ogni attività
culturale collettiva sia quella di produrre opere che riescano ad avere in
seguito vita propria. Le opere collettive costituiscono “esternalizzazioni”,
incarnazioni della cultura di chi li ha prodotti.
dello strumentalismo:
conseguenze che l’educazione comporta nella
vita degli individui. L’educazione fornisce modi di pensare, sentire e
parlare che vengono certificati dalla scuola, dal titolo conseguito.
istituzionale:
considera la scuola un’istituzione che che si assume il
compito di preparare i giovani a partecipare ad altre istituzioni culturali.
La scuola fornisce “merci” (studenti) che vengono “scambiati” nel
mercato del lavoro e il loro valore dipende dal “distintivo”, dal titolo da
loro ottenuto.
dell’identita’ e dell’autostima
: il fenomeno del sé e’ posto a fondamento
dell’esperienza umana a cui l’educazione contribuisce enormemente;
due aspetti considerati fondamentali sono la capacità d’azione e la
valutazione
narrativo:
riguarda le modalità di pensiero che possono aiutare gli
studenti a creare una versione del mondo in cui immaginare un posto
per se’. Gli esseri umani organizzano la loro conoscenza attraverso il
pensiero logico-scientifico e quello narrativo.
CHAT:
1. Principio della prospettivaIl
significato delle cose dipende da come le guardiamo
. Due persone possono interpretare lo stesso fatto in modi diversi, a seconda del loro punto di vista.
2. Principio delle limitazioni
La mente umana ha dei limiti naturali,
perché pensiamo in modi determinati dalla storia della nostra specie e dai simboli e linguaggi a cui possiamo accedere.
3. Principio del costruttivismo
La realtà non è già pronta: la costruiamo noi dando significato alle cose.
L’educazione serve a fornire strumenti per capire e modificare il mondo.
4. Principio dell’interazione
Per capire la cultura bisogna interagire con gli altri, persone reali o simboliche, e partecipare a una comunità.
5. Principio dell’esternalizzazione
Le attività culturali producono opere che vivono da sole, come libri
, strumenti o idee. Queste opere rappresentano la cultura di chi le ha create.
6. Principio dello strumentalismo
L’educazione insegna modi di pensare, parlare e sentire che servono nella vita reale e che vengono certificati dalla scuola con titoli e riconoscimenti.
7. Principio istituzionale
La scuola prepara i giovani a partecipare ad altre istituzioni culturali e sociali.
Gli studenti diventano “merci” nel mercato del lavoro, e il loro valore dipende dai titoli conseguiti.
8. Principio dell’identità e autostima
L’educazione aiuta a costruire chi siamo e cosa possiamo fare,
sviluppando capacità d’azione e fiducia in sé stessi.
9. Principio narrativo
Gli esseri umani usano sia il pensiero logico-scientifico sia quello narrativo per capire il mondo e trovare un posto per sé.
Raccontare storie aiuta a dare senso alla realtà.
QUALI SONO I PRINCIPALI CONCETTI PROPOSTI DA BRUNER?
Occorre
studiare la dimensione intersoggettiva della realtà, costruita attraverso le interazioni sociali,
piuttosto che ambire alla definizione
di una realtà esterna e oggettiva.
Bruner contesta la concezione della mente come un meccanismo di
processamento delle informazioni.
La mente e’ vista come un insieme di
processi tutti rivolti verso l’attribuzione di significato, processi complessi,
confusi, ambigui, sensibili al contesto, pertanto impossibili da descrivere con
leggi rigide e meccanicistiche.
Bruner inizialmente prediligeva **temi di studio
quali la percezione, le caratteristiche e lo sviluppo del pensiero e la definizione
di cultura;** la mente era concepita come attiva e capace di andare al di là dell’
informazione data.
Inseguito **si e’ concentrato sugli studi del linguaggio,
affermando che il linguaggio influisce sui processi cognitivi**.
In una fase
successiva **ha invece dato rilevanza alla dimensione narrativa e al rapporto tra
individuo e realtà.**
CHAT:
Bruner non vede la mente come una macchina che elabora informazioni.
La mente serve a dare significato alle cose e funziona in modo complesso e sensibile al contesto,
quindi non può essere descritta con leggi rigide.
All’inizio, Bruner studiava percezione, pensiero e cultura,
vedendo la mente come attiva, capace di andare oltre le informazioni ricevute.
Poi si è
concentrato sul linguaggio, perché influisce su come pensiamo.
Infine, ha dato
importanza al modo in cui raccontiamo storie e al rapporto tra la persona e la realtà,
sottolineando il ruolo della narrazione nell’apprendimento e nella comprensione del mondo.
CHE COSA E’ LA QUINTA DIMENSIONE?( ideata da COLE)
E’ un
insieme di giochi telematici e da tavola,
articolato su regole di
partecipazione complesse. Al centro del sistema di giochi c’è
un personaggio
immaginario (mago),
che
sovraintende alle regole del gioco e coordina le varie
attività.
Il mago e’ assistito da ragazzi un po’ più grandi che sono intermediari
tra adulti e bambini,
sono più adulti dei bambini e quindi possono aiutarli a
comprendere le regole,
ma sono anche studenti che devono sottostare alle
regole e ai processi di apprendimento.
L’obiettivo del gioco e’ accumulare
punteggi per avanzare la propria posizione fino ad arrivare ad essere
assistente del mago
. I punteggi si ottengono sia attraverso i giochi che
aiutando i propri compagni.
PRINCIPALI SIMILITUDINI E DIFFERENZE TRA BRUNER E COLE.
Le similituidini
sono che sia bruner che cole considerano la psicologia culturale come
il superamneto della psicologia sperimentale e la risposta all'esigenza di una psicologia con un orientameneto storico interpretativo
Le differenze
tra i due autori riguardano principalmente il loro
background.
Bruner
nasce come
psicologo evolutivo
, anche se l’interesse per la narrazione
e per il fenomeno dell’intersogettivita’ lo hanno indotto a focalizzarsi poi anche
su fenomeni della testimonianza e sulla cultura della legalità come esempi di
come si articolano soggettività e cultura.
Cole
inizialmente era
specializzato nella branca della psicologia generale
che
usa l’algebra e la teoria della probabilità per costruire modelli di
apprendimento, successivamente si interessa al rapporto tra cultura e mente
e diventa consapevole della rilevanza della questione metodologica.
CHAT:
La psicologia sperimentale
studia la mente e il comportamento attraverso esperimenti scientifici.
Si cercano leggi generali osservando reazioni e comportamenti in situazioni controllate, come misurare quanto tempo ci mette un bambino a riconoscere un’immagine.
La psicologia culturale invece
considera l’influenza della cultura
sul pensiero e sull’apprendimento. Studia come la società, le tradizioni e i sistemi simbolici modellano il modo in cui le persone pensano e agiscono, ad esempio come bambini di culture diverse imparano a contare.
La psicologia di significato si concentra
su come le persone attribuiscono senso alle esperienze.
Non basta osservare il comportamento: è importante capire come ciascuno interpreta la realtà e le esperienze vissute, perché due persone possono dare significati diversi alla stessa situazione.
QUALI SONO LE PRINCIPALI RIFLESSIONI DI COLE SULLA
PSICOLOGIA CROSS-CULTURALE?
Cole critica la ricerca cross culturale
, avvia la sua riflessione analizzando i
risultati della famosa spedizione del 1895 allo stretto di
Torres
(divide Australia
e Nuova Guinea)
. Il fine della spedizione era di comprendere l’impatto della
cultura sui processi cognitivi e intellettivi a partire dal confronto tra culture
diverse.
I risultati della ricerca furono controversi e sollevarono perplessità
metodologiche e deontologiche che Cole utilizzò a fondamento della sua
ricerca verso la psicologia cross-culturale.
Il focus di interesse di Cole si
sposta sul ruolo che l’educazione ha nello sviluppo culturale ed economico di
un paese, sostenendo che i processi culturali possono influenzare fortemente
i processi cognitivi,
tanto da considerare anche i processi primari (percezione)
influenzati dalla cultura
COME E’ STRUTTURATA L’ATTIVITÀ SECONDO LA TEORIA
DELL’ATTIVITÀ?
Nella
teoria dell’attività l’attività
non è riducibile a un’azione individuale, ma è
concepita come un sistema orientato a un oggetto, in cui il soggetto agisce
attraverso strumenti di mediazione.
Tale sistema è collocato in un contesto
sociale e comprende una comunità, regole che orientano l’azione e una
divisione del lavoro.Essa ha 5 principi :
CHAT E LIBRO:
1.
Mediazione
Tutte le azioni umane passano attraverso strumenti o segni. Non facciamo mai qualcosa “da soli”, usiamo sempre strumenti fisici o mentali.
2.
Strutturazione gerarchica dell’attività
Ogni attività può essere divisa in livelli: ci sono le azioni visibili e le operazioni più profonde che le guidano.
3.
Orientamento sull’oggetto
Ogni attività ha un obiettivo (oggetto). Questo oggetto ha due aspetti: uno scientifico e uno culturale, cioè definito dalla società.
4.
Internalizzazione/esternalizzazione
Le attività possono essere interne (pensieri) o esterne (azioni). Le due dimensioni sono collegate e si trasformano a vicenda.
5.
Sviluppo dell’attività
Per capire un’attività bisogna vedere come si evolve nel tempo, come cambia e come si inserisce nella storia della persona o della società.
QUAL E’ L’UNITÀ DI BASE DELLA TEORIA DELL’ATTIVITÀ?
L’unità di analisi della teoria dell’attività è l’attività orientata a un oggetto,
mediata da strumenti e collocata in un contesto sociale.
COME SI EVOLVE LA TEORIA DELL’ATTIVITÀ?
Nella sua
elaborazione originale
la teoria dell’attività si prefigge di sviluppare
una metateoria in grado di fornire
cornici interpretative dell’agire umano.
**La
seconda generazione della teoria dell’attività** e’ denominata “dei sistemi di
attività”, presenta una nuova rappresentazione, ovvero quella della **relazione
tra individuo e azione collettiva in cui le azioni sono sempre orientate verso un
oggetto,** esplicitamente o implicitamente, e caratterizzate da interpretazione e
sense-making.
La terza generazione
invece parla di **teoria delle reti di attività e focalizza
l’attenzione sulla comprensione del dialogo**, della molteplicità di prospettive e
di voci che si realizza entro e tra i sistemi. L’obiettivo e’ comprendere
l’influenza reciproca che gli individui subiscono ed esercitano all’interno di
contesti culturalmente complessi.