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Panoramica storica degli studi di antropologia parte 4 - Coggle Diagram
Panoramica storica degli studi di antropologia parte 4
la nascita dell'antropologia contemporanea (1910-1930)
nel XX secolo, come abbiamo visto, la corrente evoluzionista entra in crisi
negli Stati Uniti
Franz Boas :star:
con i suoi allievi introduce il
particolarismo storico
l'obiettivo era ricostruire la storia specifica di singole culture umane, cercando di coglierne coerenze interne e connessioni con altre culture presenti nella stessa area
per lui, già dagli inizi del secolo era chiaro che i fatti culturali di base fossero coerentemente organizzati, sistematici e regolati da regole non consapevoli
rivolge i suoi studi in particolare ai nativi. Scrive "L'organizzazione sociale e le società segrete degli indiani Kwakiutl", dove analizza il rituale del potlatch
anche i suoi allievi, tra cui Robert Lowie :star:, Ruth Benedict :star:, Alfred Kroeber :star: e Clyde Kluckhohn :star:, svolgono importanti studi sui nativi americani
statunitense di origini tedesche, scrive "Limiti del metodo comparativo in antropologia", in cui critica le generalizzazioni della teoria evoluzionista
possiamo dire che, nei primi decenni del XX secolo, si afferma ufficialmente la disciplina dell'antropologia
e' finalmente strutturata a livello teorico concettuale, secondo i principi del particolarismo storico, del relativismo culturale, della nozione di cultura e alla ricerca volta a preservare la cultura dei nativi americani
il ruolo degli antropologi diventa sempre piu' riconosciuto e la disciplina sempre piu' importante (vicenda del nativo americano Ishi)
in Francia
l'erede di Durkheim :star: e' Marcel Mauss :star:
si occupa delle societa' del mondo classico e di quelle non occidentali
sviluppa la nozione di
fatto sociale totale
consiste nell'applicazione dei caratteri sistematico e integrato delle societa' umane a importanti fenomeni sociali (come il sacrificio, la magia, il dono...)
non svolge mai ricerca sul campo e scrive le etnografie basandosi sui dati raccolti da altri grandi antropologi come Boas :star: e Malinowski :star:. scrive "Saggio sul dono"
al termine della Seconda Guerra Mondiale si impone l'antropologia strutturale di Levi-Strauss :star:
Van Gennep :star:, allievo di Durkheim :star: che pero' non seguiva i suoi presupposti teorici, scrive "I riti di passaggio", in cui spiega la struttura tripartita dei rituali praticati dai gruppi umani
riti di separazione -> separano la persona dal suo status precedente
fase di margine -> in cui non si e' definiti da nessuno status
riti di aggregazione -> conferiscono alla persona il suo nuovo status
nel Regno Unito
critica teorica di Artur Reginald Radcliffe-Brown :star:
critica all'evoluzionismo ma anche al particolarismo storico di Boas
per lui, l'antropologia sociale deve impostarsi come scienza empiricamente fondata sulla ricerca etnografica ma anche essere comparativa e generalizzante
l'obiettivo era quello di formulare leggi generali relative alla struttura, al funzionamento sociale e ai processi di cambiamento strutturale, attraverso la comparazione di "case studies" su aspetti specifici
critica empirica e metodologica di Bronislaw Malinowski :star:
nonostante non fosse il primo a svolgere lunghi periodi di ricerca sul campo, e' sicuramente il primo a ricavare una disciplina dall'osservazione partecipante
svolge i suoi studi alle Trobriand per studiare il kula
particolare circuito di scambi tra indigeni di isole molto lontane. venivano scambiati soulava (collane) e mwali (bracciali). la finalita' non era trattenere l'oggetto a lungo ma poterlo scambiare nuovamente all'interno del circuito. gli oggetti non avevano alcun valore materiale ma servivano a rafforzare i legami interni in una catena indissolubile (once in the kula, for ever in the kula)
nell'analisi di tutti gli aspetti legati alle isole, segue uno schema interpretativo olistico e sistematico
Malinowski :star: e' uno dei padri del funzionalismo antropologico