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Comunità Terapeutiche per Tossicodipendenti - Coggle Diagram
Comunità Terapeutiche per Tossicodipendenti
Origini (USA anni '50)
Charles Dederich
Ex alcolista
Ispirazione: Alcolisti Anonimi
Condivisione esperienza
Sostegno reciproco
Gruppo dei pari come cura
Assenza professionisti
Obiettivo: superare dipendenza insieme
Introduzione residenzialità
Autogestione
Vita quotidiana condivisa
Residenti più esperti come operatori
Modello drug free
Astinenza totale
Nessun trattamento medico/farmacologico
Percorsi lunghi
Prime comunità italiane (anni '70)
Contesto
Aumento consumi (eroina, cannabis, allucinogeni)
Utente tipico: maschio, giovane adulto, città
Nascita da gruppi religiosi e volontariato
Comunità di vita, non terapeutiche
Impegno sociale e politico
Comunità principali
Gruppo Abele (don Ciotti)
Prima comunità agricola (1974)
Reinserimento lavorativo
Cooperative di tipo B
CeIS – Progetto Uomo (don Picchi)
Centralità della persona
Formazione
Apertura all’esterno
Approcci psicologici (psicodramma, Rogers, psicoanalisi)
San Patrignano (Muccioli)
Leadership forte
Modello piramidale
Lavoro e responsabilità progressive
Rifiuto farmaci
Saman (Rostagno)
Filosofie orientali
Disciplina interiore
Centralità del corpo
Villa Maraini (CRI)
Riduzione del danno
Altre
Cascina Verde
Exodus
Emmaus
Comunità pubbliche
Anni '80 – Boom e crisi
Contesto
Media → “problema droga”
Comunità viste come unica soluzione
Modello on/off: dipendenza vs guarigione
Conseguenze
Invio indiscriminato
Sovraccarico comunità
Pratica del “far toccare il fondo”
Togliere soldi
Allontanare dalla famiglia
→ Prostituzione, criminalità, carcere, emarginazione
Limiti emersi
Autoreferenzialità
Chiusura verso l’esterno
Mancanza alternative
Alti drop-out
Ricadute frequenti
Trattamento solo 20% dell’utenza
Impatto epidemia AIDS
Anni '90 – Riconoscimento istituzionale e riduzione del danno
Atto di intesa 1990
Accreditamento comunità
Fondi regionali
Standard qualitativi
Nascita Ser.T
Ser.T come filtro obbligatorio
Riduzione comunità attive
Nuovi consumi (polidipendenze)
Utenti stranieri
Meno fondi
Difficoltà accreditamento
Riduzione del danno
Unità di strada
Drop-in
Trattamenti sostitutivi (metadone, buprenorfina)
Ricoveri notturni
Mense
Obiettivo: contenere rischi e danni
Cambiamento culturale
Droga come merce di consumo
Ridefinizione comunità
Collaborazione servizi
Specializzazione trattamenti
Doppia diagnosi
Rischio: eccessiva individualizzazione
Accesso in comunità (2.1)
Percorso preliminare (Ser.T)
Diagnosi multiprofessionale (1 mese)
Invio non automatico
Valutazione motivazione e risorse
Accoglienza anche in terapia sostitutiva
Colloqui con comunità
Conoscenza persona
Confronto diagnosi Ser.T
Spiegazione regole e difficoltà
Allineamento aspettative
Ruolo famiglia
Maggiore complessità attuale
Trattamento parallelo quando possibile
Prescrizioni pre-ingresso
No denaro
Limiti uscite
Responsabilità chiare
Fasi della comunità (2.2)
Accoglienza e blackout
Accoglienza al Ser.T
Accoglienza in comunità
Angelo custode (in alcune comunità)
Stacco totale dal contesto esterno
Funzioni
Contenere stimoli
Proteggere
Apprendere rituali e regole
Lavoro su di sé
Interiorizzazione
Conflitto e opposizione come segnali di cambiamento
Temi
Autostima
Responsabilità
Relazioni
Storia personale
Messa alla prova
Responsabilità crescenti
Attività lavorative
Riconoscimento limiti
Rientro
Prima lasciato alla persona → molte ricadute
Oggi accompagnato dagli operatori
Problemi tipici
Lavoro
Casa
Stigma
Strategie
Rientri graduali
Appartamenti ad alta autonomia
Post-trattamento
Fase critica
Continuità farmaci
Gestione famiglia
Prevenzione ricadute
Gruppi di confronto
Mantenimento legami comunità
Funzioni della comunità (2.3)
Contenimento
Craving
Maternage (operatori)
Fraternage (pari)
Blackout come dissociazione rituali dipendenza
Ridefinizione abitudini
Orari regolari
Cura di sé
Alimentazione
Attività fisica
Gestione tempo libero
Obbedienza → consapevolezza
Individuazione
Costruzione identità
4 fasi
Osservazione
Setting espressivi
Restituzione gruppo
Programmi personalizzati (tirocini, borse lavoro)
Funzione affettivo-correttiva
Affetti intensi della vita comunitaria
Livelli
Qui e ora
Là e allora (storia familiare)
Esperienza emotiva correttiva (Alexander)
Elaborazione modalità relazionali
Funzione progettuale
Costruzione progetto realistico
Mediazione tra desideri e risorse
Strumenti della comunità (2.4)
Primato del gruppo
Gruppo operatori
Gruppo ospiti
Gruppo misto
Potere asimmetrico
Affidarsi come prerequisito
Gruppi formali
Tematici (famiglia, emozioni, genitorialità)
Condotti da operatori o specialisti
Gruppi convocati “a caldo”
Principio dell’helper
Aiutare l’altro → aiutare sé stessi
Collaborazione e conflitto Ser.T – Comunità (3.2)
Conflitti iniziali
Trattamenti farmacologici
Ser.T → rivalutazione medico
Comunità → perdita utenti
Atto di intesa 1999
Comunità integrate nel sistema pubblico
Ser.T invia e paga rette
Rapporto di dipendenza amministrativa