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Pratiche educative e processi psicologici - Coggle Diagram
Pratiche educative e processi psicologici
La figura dell’educatore
1.1 Vincoli della proposta educativa
La descrizione dipende dal sistema descrivente
Necessità di definire coordinate condivise
Sistema di attaccamento come base del comportamento
Modelli operativi interni (sé e altro)
Tipi di attaccamento: sicuro, evitante, ansioso-ambivalente
1.2 Cultura della formazione e ruolo dell’educatore extrascolastico
Stile di attaccamento influenza percezione utenti e colleghi
In situazioni critiche si attivano i MOI dell’educatore
Vantaggi della consapevolezza del proprio stile:
prevenzione impatto MOI
riduzione personalizzazione critiche
controllo bias relazionali
attivazione metacognizione
maggiore sicurezza per il minore
1.3 La formazione
Problema: impoverimento della formazione di base
Mito della specializzazione → perdita di insegnamenti fondamentali
Effetto codice (Galimberti)
Conoscere = integrare (Hegel)
Educatore ≠ tecnico: deve leggere la realtà
Competenze richieste:
accoglienza
contenimento
valutazione iniziale e in itinere
osservazione del bisogno
PEI
gestione emozioni proprie e dell’utente
lavoro in équipe
capacità di lasciare andare
1.4 Rischio professionale e vuoto formativo
Educatore esposto a frustrazione, impotenza, solitudine, fallimento
Formazione non prepara alla gestione emotiva → burnout
Servizi preferiscono tecniche e procedure → perdita profondità
Responsabilità appiattita sugli standard
Università: vicina al lavoro ma povera culturalmente
1.5 Contesto istituzionale e standardizzazione
Mancanza di modelli relazionali extrascolastici
Ambivalenza: standardizzazione vs bisogni emotivi dell’utenza
Educatore rileva sofferenza ma non può rispondere
Servizi statici → limitano creatività dell’esperto
1.6 La persona nei servizi
Depersonalizzazione del territorio
Centralità della relazione educatore–utente
Educatore e utente come sottosistemi viventi
Rischi:
utente si adatta al servizio
educatore si rifugia in pratiche rassicuranti
Educatore deve mantenere sguardo aperto e flessibile
Spazio e tempo nelle pratiche educative
2.1 Cura dello spazio fisico
Accoglienza come prima azione educativa
Spazio = gerarchie e significati
Attaccamento ai luoghi (Gallino)
benessere nella presenza
disagio nell’assenza
2.2 Il tempo della relazione
Relazioni oggi più brevi e frammentate
Identità costruita con molte figure
Modelli di socializzazione:
diadico
poliadico
Routine = sicurezza e prevedibilità
Relazione con educatore arricchisce MOI
2.3 Perdita e attaccamento ai luoghi
Luoghi evocano emozioni
Necessità di spazio intimo nella fase di accoglienza
Effetto “estraneo familiare”
Abbandono della casa = perdita identitaria
Ingresso in RSA: chiusura o osservazione (fare il filò)
2.4 Co-costruzione dell’appartenenza
Ambiente fisico riflette ciò che è lecito esprimere
Luogo educativo deve essere:
casa
modificabile
riconoscibile
Spazi comuni come luoghi di narrazione e confronto
Simboli culturali come strumenti di negoziazione
2.5 Spazio e potere
Accesso agli spazi = potere
Movimento nello spazio comunica identità
Privazione della privacy = limitazione espressiva
Ibridazione degli spazi (casa/ospedale)
Vulnerabilità spaziale delle operatrici
Relazione sicura come mezzo educativo
Competenza relazionale e attaccamento
3.1 Impotenza e relazione
Professioni d’aiuto = rischio burnout
Mancanza di tempo e risorse → frustrazione
Relazione proclamata ma non supportata
Supervisione poco valorizzata
Differenza tra competenze ruolo-specifiche e relazionali
3.2 Attaccamento e valutazione dell’utente
Stile sicuro:
percepisce meno minaccia
fiducia nel coping
inferenze corrette
Stili insicuri:
percezione distorta dei bisogni
aspettative negative
difficoltà nella valutazione
Pensare e agire nell’intervento educativo
Pensare = lento, riflessivo, condiviso
Agire = rapido, quotidiano, automatico
Problemi quando:
agire guidato da automatismi
équipe non condivide significati
Bias cognitivi:
correlazione illusoria
ancoraggio
errore fondamentale di attribuzione
self-serving bias
realismo ingenuo
Attaccamento e cambiamento
MOI: stabili ma modificabili
Cambiamento tramite:
relazioni significative
eventi stressanti
nuove esperienze emotive
5.1 Attaccamento nella relazione educativa
Sistema di attaccamento si attiva nel pericolo
Educatore deve evitare giudizi e ridicolizzazioni
Sicurezza come base dell’intervento
5.2 Il contenimento
Riconoscere emozione
Accoglierla
Restituirla in forma comprensibile
Dare senso
Stili:
sicuro: accoglie e orienta
ansioso: amplifica
evitante: ignora
Il resoconto
Strumento centrale della relazione
Funzioni:
aumentare sicurezza
differenziare MOI
comprendere emozioni
sviluppare responsabilità
Fasi:
mancanza
contenimento
resoconto
confronto e validazione
Autonomia, responsabilità, supporto
Responsabilità = consapevolezza effetti delle azioni
Dipendenza non negativa: base sicura → autonomia
Supporto sociale fondamentale
Équipe come base sicura:
trasparenza
comunicazione
condivisione