Nel Duomo di Lucca, il sepolcro di Ilaria del Carretto (1406‑1408) segna un punto di svolta. La giovane sposa di Paolo Guinigi è raffigurata come gisant, distesa in posasolenne, con un volto dolcemente idealizzato ma realistico, segno di una nuova attenzione alla fisionomiae alla verità naturale. L’abito, alla moda del tempo, presenta pieghe affilate e geometriche checostruiscono volumi plastici, mentre il piccolo cagnolino ai piedi simboleggia la fedeltà coniugale.Il modello rimanda alla tradizione borgognona, ma Jacopo sostituisce i pleurants con festoni sorretti daspiritelli di gusto classico, reinterpretati con sensibilità gotica: un dialogo tra Medioevo e Antico che rivelala sua originalità.