L’interpretazione del sogno chiarisce che il destino di Dante è già simbolicamente annunciato alla nascita. L’alloro è la pianta sacra ad Apollo, dio della poesia, e rappresenta il massimo riconoscimento per un poeta: la corona d’alloro. Questo indica che Dante è destinato a diventare un grande autore. Le bacche di cui il bambino si nutre simboleggiano i libri poetici che egli scriverà, mentre il gesto di abbeverarsi alla fonte limpida rappresenta l’acquisizione della sapienza filosofica. La trasformazione in pastore allude al ruolo morale e intellettuale di Dante, che diventerà guida degli uomini, dispensando un nutrimento spirituale e culturale a chi ne ha bisogno.
Particolarmente significativa è la metamorfosi finale in pavone. Secondo i bestiari medievali, questo animale possiede caratteristiche contrastanti: ha penne splendide simili a quelle degli angeli, ma anche zampe sporche, un’andatura lenta e una voce sgradevole; inoltre la sua carne è ritenuta incorruttibile. Tutti questi elementi rimandano simbolicamente alla Commedia. La bellezza delle penne richiama la perfezione dell’opera e il suo viaggio attraverso Inferno, Purgatorio e Paradiso; i cento occhi del pavone rappresentano i cento canti del poema. Le zampe sporche indicano l’uso del volgare, lingua considerata meno nobile del latino; l’andatura lenta rimanda allo stile umile della “commedia” secondo la poetica classica. La voce aspra simboleggia la parola dura e severa di Dante, che denuncia peccati e colpisce i potenti con verità pungenti. Infine, la carne incorruttibile rappresenta il messaggio di verità eterna e di salvezza trasmesso dall’opera, destinato a durare nel tempo.
Il sogno, dunque, non è solo un racconto leggendario, ma una allegoria completa della missione poetica e morale di Dante.
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