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INTERVENTI ORTOPEDICI E CHIRURGICI; INTERVENTI SULLA FAMIGLIA; INTERVENTI…
INTERVENTI ORTOPEDICI E CHIRURGICI; INTERVENTI SULLA FAMIGLIA; INTERVENTI NELLA SCUOLA
L’approccio ortopedico include interventi conservativi e chirurgici. Gli interventi conservativi prevedono l’uso
di tutori, deambulatori o tavoli inclinabili per correggere posizioni viziate, favorire una postura corretta permettere la stazione eretta e facilitare la deambulazione
Gli interventi chirurgici ortopedici sono spesso necessari nelle forme spastiche per correggere
deformità dovute a contratture (accorciamento e irrigidimento dei muscoli) e prevenirle. Gli
interventi più comuni includono tenotomia (taglio dei tendini), miotomia (taglio parziale del muscolo) e
artrodesi (fusione delle articolazioni). L’intervento deve essere tempestivo, mirato, selettivo e multiplo
valutando tutte le articolazioni coinvolte (anca, ginocchio, piede) e i compensi adottati dal bambino
Un intervento chirurgico particolare è la rizotomia selettiva dorsale, che consiste nel sezionare
alcune fibre nervose della radice posteriore del midollo lombare e sacrale, riducendo la spasticità
in modo mirato. Altri interventi chirurgici possono correggere malformazioni encefaliche, problemi del liquido cerebrospinale
o difficoltà alimentari, come la gastrostomia, indicata nei casi di tetraplegia grave con compromissione nutrizionale
Il progetto terapeutico deve includere la famiglia e l’ambiente del bambino, secondo il modello parent-centred service
La famiglia ha un ruolo centrale non solo nel seguire esercizi, ma nel garantire un adattamento emozionale e sociale del bambino
L’équipe terapeutica deve spiegare ai genitori che l’obiettivo non è il “recupero della normalità”
ma la partecipazione attiva del bambino all’ambiente, valorizzando le capacità residue
I genitori ricevono indicazioni pratiche su come gestire il bambino nelle attività quotidiane, come
vestirlo, lavarlo, tenerlo in braccio, e sull’adattamento di arredi e attrezzature (sedie, letti, bagno).
Vengono anche considerati problemi alimentari, molto frequenti nei bambini con paralisi cerebrale
L’integrazione scolastica è fondamentale, indipendentemente dal livello di abilità del bambino. Per garantire un reale
inserimento, è necessario fornire supporto tecnico ed emotivo agli insegnanti, con incontri periodici per:
-Adattare l’aula e l’arredo alle esigenze del bambino
Rimuovere barriere architettoniche
Organizzare attività didattiche mirate
Sostenere gli insegnanti nella gestione emotiva del bambino e delle proprie aspettative
La paralisi cerebrale è un disturbo permanente che accompagna il bambino nello sviluppo, ma l’entità
della compromissione può modificarsi nel tempo. Miglioramenti in autonomia e inserimento sociale dipendono da:
Qualità degli interventi terapeutici; Capacità dei genitori di affrontare le difficoltà; Gravità del disturbo motorio
Le situazioni con compromissione motoria lieve hanno prognosi migliore, talvolta definita come possibilità di “guarigione funzionale”
Il livello intellettivo è un fattore cruciale: anche nei casi di compromissione motoria moderata
un buon livello cognitivo favorisce una soddisfacente integrazione sociale