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FATTORI ASSOCIATI;L'EMIPLEGIA CONGENITA - Coggle Diagram
FATTORI ASSOCIATI;L'EMIPLEGIA CONGENITA
Oltre ai problemi di postura e movimento, che sono i segni principali della PC, spesso si osservano
altri sintomi non motori. Questi sintomi sono detti "associati" perché, pur essendo frequenti, non
sono presenti in tutti i casi e non sono necessari per la diagnosi. I principali fattori associati sono:
-Alterazioni delle funzioni vitali: riguardano difficoltà nell’alimentazione, nella respirazione
e nella circolazione. Sono più comuni nelle forme gravi di PC, soprattutto quelle tetraplegiche
-Disabilità intellettiva (DI): si presenta spesso insieme alla PC, ma con livelli e
modalità diverse. Questo contribuisce a rendere il quadro clinico molto vario
-Disturbi del linguaggio di origine centrale: il linguaggio può essere compromesso a causa di
problemi nella coordinazione dei muscoli della bocca e della fonazione (disartria)
Questo tipo di disturbo è legato direttamente ai problemi motori della PC
-Epilessia: è un rischio costante durante la crescita di chi ha la PC. Quando compare, si tratta di
una forma secondaria o sintomatica, con tutte le caratteristiche tipiche di questo tipo di epilessia
-Resistenza ai farmaci anticonvulsivanti: in alcuni casi, le crisi epilettiche non rispondono bene
ai trattamenti, influenzando negativamente il funzionamento generale della persona.
-Disturbi psicopatologici: spesso trascurati, ma importanti. Possono ostacolare il percorso terapeutico
limitare le attività quotidiane (anche quelle non motorie) e ridurre le possibilità di inclusione e partecipazione sociale
L’emiplegia congenita è una forma di paralisi cerebrale infantile caratterizzata da un deficit motorio che interessa
un solo lato del corpo, solitamente con modalità spastiche. Dal punto di vista delle cause, nel 75%
dei casi si ipotizza un'origine prenatale, mentre il restante 25% dei pazienti nasce pretermine. Le
indagini tramite TC e Risonanza Magnetica rivelano spesso lesioni cistiche nell'area dell'arteria cerebrale media, riconducibili
a ostruzioni vascolari. Nei nati prematuri, invece, è frequente riscontrare la dilatazione di uno o entrambi
i ventricoli laterali con pareti irregolari, un fenomeno legato alla leucomalacia periventricolare. Sul piano
clinico, la condizione si manifesta con paresi e spasticità dell'emilato colpito, con una compromissione con una
compromissione che riguarda maggiormente le parti distali e gli arti superiori rispetto a quelli inferiori.
L'arto superiore assume una postura molto specifica: il braccio è flesso, l'avambraccio supinato, il polso piegato
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Si osservano inoltre i segni tipici della lesione piramidale, ovvero ipertonia, riflessi aumentati, cono del piede e segno di Babinski
mentre i nervi cranici restano indenni, fatta eccezione per una possibile lieve paresi della parte inferiore del VII nervo cranico.
Per quanto riguarda la crescita, i primi segni motori evidenti compaiono tra i 3 e i 6 mesi di vita. È importante notare che
le anomalie motorie visibili appena dopo la nascita raramente indicano una futura emiplegia. Nonostante un ritardo generale
nello sviluppo psicomotorio, tutti i pazienti raggiungono la capacità di camminare da soli
sebbene con una postura caratterizzata dalla flessione del braccio e dall'estensione della gamba
Infine, la condizione può associarsi ad altri disturbi, come l'epilessia (presente nel 27–44% dei casi) e la
disabilità intellettiva, la cui gravità è spesso legata alla presenza di crisi epilettiche e all'entità del danno motorio
Si distinguono quindi due profili:
forma severa, con forti limitazioni nelle capacità adattive
forma lieve, con buone possibilità di integrazione sociale
I disturbi del linguaggio, quando presenti, dipendono dal livello cognitivo generale e non dal lato del cervello colpito dalla lesione