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I DISTURBI DEPRESSIVI;CAUSE - Coggle Diagram
I DISTURBI DEPRESSIVI;CAUSE
I disturbi depressivi comprendono una serie di quadri clinici caratterizzati da un disturbo del tono dell'umore:
l'umore depresso. L'umore può essere definito come una tonalità emotiva di fondo che dura nel tempo, si
manifesta generalmente in modo spontaneo e influisce in modo diffuso sul comportamento del soggetto
influenzando il suo atteggiamento posturale, i livelli di attività motoria e le modalità di interazione con la realtà
I disturbi dell'umore possono presentarsi con connotazioni diverse, manifestandosi sia con variazioni "in difetto" che "in eccesso"
-Flessione del tono dell'umore, o depressione è caratterizzata da una condizione in cui il soggetto
sperimenta un profondo senso di tristezza, "dolore morale" e, in alcuni casi, angoscia e disperazione
Questi vissuti "depressivi" si manifestano anche a livello somatico, con sintomi quali un
malessere generale, astenia, rallentamento psicomotorio e una tendenza al pianto
-Elevazione del Tono dell'Umore (Euforia, Mania) rappresenta una condizione opposta a
quella precedente. È caratterizzata da un intenso senso di benessere e gioia (euforia), che può culminare
in un'esaltazione marcata accompagnata da eccitamento psicomotorio (mania). I processi di pensiero risultano
particolarmente vivaci e fluenti, con contenuti ricchi e variati (fuga delle idee), spesso incentrati su temi di
onnipotenza e grandezza. A livello somatico, i livelli di attività motoria sono molto elevati, e la mimica appare allegra e vivace
-Labilità Affettiva (Instabilità del Tono dell'Umore) si manifesta come uno stato di instabilità del tono dell'umore
che oscilla tra la tristezza e stati di eccitazione ed euforia. L'elemento distintivo è l'incontinenza emozionale
caratterizzata da una bassa soglia di emotività; questi stati possono essere attivati da stimoli e situazioni del
tutto inadeguati e non proporzionati rispetto all'intensità della reazione. I disturbi depressivi
possono presentarsi in modi diversi, a seconda delle modalità di esordio, della gravità dei sintomi e delle
caratteristiche del decorso, configurando così vari sottotipi. I sottotipi di maggiore interesse per l'età evolutiva includono:
Disturbo Depressivo Maggiore:
Questo quadro clinico è caratterizzato dalla ricorrenza di uno o più
episodi depressivi, definiti come periodi di almeno due settimane durante i quali si manifestano, in
diverse combinazioni, sintomi come depressione dell'umore, perdita di interesse o piacere per
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Disturbo Depressivo Persistente:
Si riferisce a forme in cui l'umore è "cronicamente" depresso
Negli adulti, il periodo di depressione deve durare almeno due anni. Nei bambini, l'umore
può essere irritabile anziché depresso, e la durata minima per la diagnosi è di un anno
In riferimento ai principali sistemi di classificazione nosografica, recenti ricerche riportano i seguenti valori di prevalenza:
Disturbo Depressivo Maggiore (DDM): tra l'1.8% e il 2.5% nei bambini in età prepubere e tra il 2.9% e il 4.7% negli adolescenti.
Disturbo Depressivo Persistente (DDP): tra lo 0.6% e il 4.6% nei bambini e tra l'1.6% e l'8% negli adolescenti
Il rapporto tra maschi e femmine è di 1:1 in età prescolare e scolare, mentre diventa 1:2 negli adolescenti
Le cause della depressione non sono ancora chiaramente definite. Le numerose indagini condotte hanno
fornito dati molto eterogenei. Di seguito sono riportati i principali risultati emersi da tali ricerche, suddivisi in:
Fattori di Rischio: Questi includono una serie di evidenze il cui ruolo etiopatogenetico risulta difficile da definire
Nell'ambito dei fattori di rischio, si considerano tutte quelle circostanze che, in base a osservazioni
epidemiologiche, sono frequentemente associate all'insorgenza di un disturbo depressivo.
Tuttavia, il loro ruolo rimane ancora poco chiaro
Modelli Interpretativi della Clinica: Questi rappresentano tentativi di utilizzare i vari fattori di
rischio per formulare ipotesi in grado di spiegare la sintomatologia depressiva
Negli individui in età evolutiva, è stato osservato che i figli di genitori affetti da depressione hanno un
triplo di sviluppare un episodio depressivo rispetto alla popolazione di controllo. Questo rischio aumenta
significativamente quando entrambi i genitori sono depressi. Inoltre, più precoce è l'insorgenza della
depressione nel genitore, maggiore è la probabilità che il figlio manifesti depressione durante l'età evolutiva
I valori di prevalenza tra ascendenti e collaterali di soggetti depressi variano dal 20% al 46%.
Tra le alterazioni segnalate, si osserva una ridotta secrezione dell'ormone della crescita (GH) in risposta a stimoli
Questa disregolazione del GH è stata interpretata come un segno di disfunzione dei recettori noradrenergici
mentre altri ricercatori la considerano secondaria a disfunzioni di altri tipi di trasmettitori, come la somatostatina
Il test di soppressione con desametasone, comunemente utilizzato negli adulti depressi, mostra una risposta anomala
anche nei soggetti in età evolutiva. All'interno di campioni di pazienti depressi, è stata riscontrata la presenza di
sottogruppi con bassi livelli di ACTH anche dopo stimolazione con CRH (ormone di rilascio della corticotropina). Nel complesso,
questi dati suggeriscono una disfunzione a livello ipotalamo-ipofisario nei sistemi regolatori noradrenergici e serotoninergici