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Le istituzioni politiche del totalitarismo - Coggle Diagram
Le istituzioni politiche del totalitarismo
La Repubblica di Weimar (1919)
Dopo la sconfitta nella Prima guerra mondiale e il crollo dell’Impero tedesco, la Germania attraversò una fase di instabilità politica e sociale, segnata da scontri violenti
Nel 1919 nacque la Repubblica di Weimar, uno dei più avanzati modelli di democrazia parlamentare dell’epoca.
La Costituzione di Weimar prevedeva:
Prevalenza del diritto del Reich su quello dei Länder
Elezione diretta del Presidente della Repubblica
Suffragio universale maschile e femminile
Governo responsabile davanti al Reichstag
Stato federale, con rapporti regolati tra Reich e Länder
Il Reich aveva competenze legislative esclusive (politica estera, difesa, moneta, dogane, comunicazioni) e competenze concorrenti in numerosi ambiti (diritto civile e penale, lavoro, stampa, welfare, sanità, economia).
Elemento critico fu l’articolo 48, consentiva al Presidente di sospendere i diritti e governare per decreto in caso di emergenza
Il contesto economico e politico
La giovane repubblica dovette affrontare:
Pesanti riparazioni di guerra
Radicalismo della sinistra e revanscismo della destra
Tentativi di colpo di Stato (come il Putsch di Hitler nel 1923)
il 1924-1929 vi fu una ripresa economica, favorita dai capitali americani e dalla politica del cancelliere Stresemann, ma la crisi del 1929 travolse l’economia tedesca.
3 L’ascesa del nazismo
La crisi favorì l’ascesa del Partito nazionalsocialista
Nel 1933, il presidente Hindenburg nominò Hitler cancelliere, a capo di una coalizione ostile alle sinistre e sostenuta da élite economiche, militari e burocratiche.
4 Dalla democrazia alla dittatura (1933–1934)
Usando l’art. 48, nel 1933 furono sospesi i diritti fondamentali. Dopo elezioni segnate da violenze, il nazismo divenne il primo partito.
Nel 1933 il parlamento approvò la legge dei pieni poteri, che attribuiva al governo il potere legislativo illimitato. Da quel momento:
Il governo divenne il vero legislatore
Iniziarono arresti e deportazioni nei campi di concentramento
Ebrei e oppositori furono esclusi dal pubblico impiego
Furono eliminati i partiti politici e i sindacati
I Länder furono commissariati
Fu creata la Gestapo
Alla morte di Hindenburg (1934), Hitler concentrò in sé tutti i poteri come Führer, abolendo il federalismo e centralizzando lo Stato.
6 Tribunali speciali e repressione
Nel 1934 fu istituito il Tribunale del popolo, competente per i reati politici:
Giudici legati al partito o all’esercito
Appelli quasi impossibili
7 Antisemitismo e persecuzioni razziali
Il razzismo antisemita fu un principio centrale del nazismo:
Creazione di un vero e proprio “ghetto legale”
Leggi di Norimberga (1935): perdita della cittadinanza e divieto di matrimoni misti
Esclusione degli ebrei dalla vita pubblica
Dal 1942 si passò allo sterminio sistematico con la “soluzione finale”, che portò alla deportazione e alla morte di milioni di ebrei, italiani.
La Notte dei cristalli (1938) segnò una svolta:
Arresto di 30.000 ebrei
Distruzione di sinagoghe e negozi
Stato totalitario e controllo della società
Il regime nazista costruì una macchina del consenso, guidata da Goebbels, basata su:
Terrore (roghi di libri, repressione)
Propaganda di massa
Uso politico del welfare
Controllo totale di stampa, radio, cinema e cultura
Si affiancarono due dimensioni dello Stato:
Stato discrezionale, fondato su arbitrio e violenza
Stato normativo (apparenza di legalità)
Il diritto penale divenne strumento di repressione politica, con l’eliminazione delle garanzie del giusto processo.
sintesi
La Repubblica di Weimar, pur fondata su principi democratici avanzati, fu distrutta dalla crisi economica, dall’uso autoritario delle norme di emergenza e dalla conquista del potere da parte del nazismo, che trasformò gradualmente lo Stato di diritto in una dittatura totalitaria fondata su violenza, propaganda e razzismo.