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3 - L'interpretazione delle leggi penali - Coggle Diagram
3 - L'interpretazione delle leggi penali
per poter applicare la fattispecie incriminatrice generale e astratta al caso concreto, abbiamo 4 classificazioni:
i. ufficiale
svolta dai pubblici funzionari dello Stato nell'ambito delle competenze istutuzionali
i. giudiziale
effettuata dai giudici nell'emanare sentenze
i. autentica
fornita dallo stesso organo che ha prodotto la norma da interpretare
i. dottrinale
realizzata dagli studiosi del diritto nelle opere di dottrina
obiettivo: scongiurare decisioni arbitrarie del giudice
giudice = mera bocca della legge
è necessaria un'
indagine ermeneutica
che non si limiti ad una meccanica riproduzione del significato letterale del testo normativo
è inevitabile un scarto tra linguaggio e realtà
più frequente è l'incidenza delle
pregiudiziali politico-ideologiche
sull'attività interpretativa = i giudici vengono sollecitati a un'attività di cosiddetta
supplenza
nei confronti di un potere politico ritenuto incapace e inefficiente
Art 12 preleggi
Nell'applicare la legge non si può ad essa attribuire altro significato che quello fatto palese dal
significato proprio delle parole
secondo la connessione di esse dalla
intenzione del legislatore
nel caso di conflitto tra i due criteri (significato proprio e interpretazione), la scelta su quale dei 2 prevale è affidata alla discrezionalità dell'interprete
CANONI ERMENEUTICI
2. CRITERIO STORICO
mira a
ricostruire la volontà del legislatore al momento dell'emanazione delle norme
volontà storica
può essere intesa in 2 sensi:
volontà soggettiva
del legislatore = presa di posizione del legislatore personificato
volontà storica obiettivata dalla legge
contesto storico nel quale si scrive la legge
3. CRITERIO LOGICO-SISTEMATICO
analisi della norma non in modo isolato ma considerandola
all'interno del sistema giuridico complessivo
collegamento tra l'elemento in parola e elementi di altre fattispecie
1. CRITERIO SEMANTICO
fa leva sul
significato lessicale
dei termini utilizzati
i termini possono avere più significaiti lessicali ragion per cui sta all'interprete scegliere
il linguaggio giuridico adotta termini tecnico-giuridici dando vita a un
linguaggio specialistico
4. CRITERIO TEOLOGICO
interpretazione di tipo
oggettivo
, non rivolto all'originaria intenzione soggettiva del legislatore ma aperto alla dimensione presente e futura della norma
centrale è la
considerazione del bene o interesse protetto
l'interprete deve considerare il bene in modo DINAMICO, attualizzando il senso della norma, in base al più congruo scopo di tutela che essa può avere nel preciso momento dell'atto interpretativo
include fatti nuovi che non potevano essere oggetto di previsione da parte dei compilatori della norma, ma che se avessero potuto prevedere il fenomeno, essi lo avrebbero incluso nell'ambito di tutela della norma
rischio di infiltrazioni di preferenze ideologiche o vedute personali degli interpreti
interpretazione orientata verso
scopi di tutela
porta a interpretazione secondo le conseguenze: scegliere l'impatto più favorevole