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LE FOBIE3 TERAPIA;PROGNOSI - Coggle Diagram
LE FOBIE3 TERAPIA;PROGNOSI
Le manifestazioni ansiose durante l'età evolutiva sono particolarmente comuni. Questa frequenza porta
spesso a una scarsa considerazione di tali manifestazioni, attribuendoli ‘sic et simpliciter’ al prezzo che il bambino
deve pagare per la sua crescita psicologica. Tuttavia, le manifestazioni ansiose in un bambino rappresentano una
modalità "problematiche" di affrontare le sfide del suo percorso di crescita. Pertanto, considerando l'ampia gamma
di possibilità di intervento, un approccio "educativo" non solo può favorire una rapida evoluzione dei sintomi attuali
ma può anche avere un valore preventivo, creando le basi per sviluppare modalità di fronteggiamento più efficienti ed efficaci
In tutti i casi, la presenza di manifestazioni ansiose richiede la formulazione di un Progetto Terapeutico integrato, che
tenga conto di diversi interventi, scelti in base alle esigenze specifiche del singolo caso e organizzati in modo armonico e funzionale
Tra gli interventi da considerare vi sono:
-Interventi farmacologici
-Interventi psicoterapeutici
-Interventi educativi
Interventi farmacologici:
Le terapie farmacologiche hanno un'applicazione limitata durante l'età evolutiva
L'uso dei farmaci dovrebbe focalizzarsi non sulla categoria diagnostica, ma piuttosto su un sintomo-bersaglio.
Gli ansiolitici sono tra i farmaci più comunemente prescritti. La scelta del farmaco appropriato dipende
dall'intensità dell'ansia e dall'età del paziente. Tra gli ansiolitici più utilizzati si possono citare l'idrossizina,
alcune benzodiazepine e il buspirone. È fondamentale che la somministrazione di farmaci sia accompagnata
da una spiegazione ai genitori riguardo alle caratteristiche del farmaco e al suo ruolo all'interno di un
progetto terapeutico più ampio. Questo progetto dovrebbe mirare non solo a trattare il sintomo attuale
ma anche a garantire una crescita psicologica equilibrata del soggetto
Interventi Psicoterapeutici:
presentano caratteristiche diverse a seconda degli orientamenti teorici di riferimento
Ad esempio, gli approcci psicoterapeutici di matrice psicoanalitica, basati su interpretazioni che enfatizzano
il conflitto e l'inadeguatezza dei meccanismi di difesa, mirano a guidare il paziente verso l'elaborazione del
materiale inconscio rimosso e a potenziare le funzioni dell'Io per gestire adeguatamente le istanze pulsionali
Questi interventi sono generalmente strutturati in sedute settimanali e possono durare per periodi
prolungati (anche anni), ma esistono anche forme di psicoterapia breve con tempistiche più limitate
Al contrario, le psicoterapie cognitivo-comportamentali si concentrano su due aspetti principali:
(a) il comportamento osservabile, con l'obiettivo di modificarlo (terapia comportamentale), e
(b) le percezioni che il paziente ha di sé stesso, degli altri e della realtà circostante, con l'intento di modificare
i modelli cognitivi associati a comportamenti disadattivi (terapia cognitiva). Queste terapie sono organizzate
in sedute settimanali e la loro durata varia in base alle specifiche caratteristiche del disturbo trattato
Interventi Psico-Educativi:
Questi interventi si configurano come "terapie di sostegno psicologico"
rivolte al soggetto, ma devono essere necessariamente accompagnati da interventi analoghi destinati ai genitori
Essi prevedono una serie di incontri che offrono uno spazio di ascolto e dialogo, dove il soggetto e le figure significative
del suo ambiente possono esprimersi, conoscersi e interagire con un operatore disponibile
Gli incontri con i genitori hanno l'obiettivo di analizzare insieme a loro:
-gli aspetti caratterizzanti lo sviluppo affettivo del figlio
-Gli atteggiamenti più frequentemente adottati nei confronti del disturbo
-Le consuete modalità pedagogiche
La ricostruzione di questi aspetti critici è parte di un processo volto a favorire nei genitori:
-La riflessione sulle loro abituali modalità pedagogiche
-La presa di coscienza di eventuali errori educativi
-L'attivazione delle proprie risorse per adottare atteggiamenti più strutturanti
In questo contesto relazionale, si facilitano le opportunità di concordare con i genitori e il soggetto
ulteriori aspetti che possono completare il piano di trattamento. In particolare, è molto utile integrare il
soggetto in attività che non devono necessariamente avere un carattere terapeutico. Queste attività possono
ncludere la pratica di uno sport (come nuoto, pallacanestro o calcio), l'apprendimento di uno strumento musicale o esperienze di gruppo
I disturbi d'ansia tipici dell'età evolutiva, nella maggior parte dei casi, tendono a ridursi o scomparire nell'età adulta
In alcuni casi il disturbo persiste, anche se con notevoli fluttuazioni nel decorso