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LINGUAGGIO E CONCEZIONE TEMPORALE - Coggle Diagram
LINGUAGGIO E CONCEZIONE TEMPORALE
INTRODUZIONE (6.1)
L'argomento di questo capitolo è la presunta relazione tra l'espressione linguistica del tempo e la sua concettualizzazione
"due canali" dedicati all'espressione temporale, uno è la morfologia, l'altro il lessico
In italiano tutti i verbi presentano dei marcatori morfologici (affissi o desinenze) che ci permettono di ordinare il tempo dell'evento rispetto al tempo di proferimento
non tutte le lingue funzionano in questo modo
per esempio in molte lingue (come li'inglese) non esiste un tempo verbale per il futuro (che viene indicato con l'ausiliare modale "will")
in anni recenti il dibattito intorno al relativismo temporale si è spostato sul versante del lessico
LE METAFORE SPAZIO-TEMPORALI NELLE LINGUE DEL MONDO (6.2)
siamo abituati a parlare del tempo in termini spaziali
la ragione di questo trasferimento universale si fa risalire al fatto che mentre il dominio spaziale è concreto, nel senso di "percettibile", quello temporale non lo è.
L'essere umano è abituato a prendere in prestito concetti da domini fisicamente concreti, per riferirsi a domini più astratti, e lo farebbe attraverso l'uso delle METAFORE CONCETTUALI
in moltissime lingue le metafore spaziotemporali principali sono:
1) della linearità
2) del movimento
3) spaziali egocentriche
tra queste si distingue tipicamente la metafora dell' 1)"ego in movimento" e del 2)"tempo in movimento"
1) "ci stiamo avvicinando all'estate
2) "l'estate si avvicina"
le specifiche metafore impiegate possono variare da una lingua all'altra.
Per i parlanti di queste lingue il futuro è "dietro" mentre il passato è "avanti"
la A è il tempo in movimento mentre la B l'ego in movimento
LE METAFORE SPAZIO-TEMPORALI E LA VISIONE DEL TEMPO
LERA BORODITSKY
Alcuni aspetti temporali derivano dalla nostra esperienza nel mondo
impariamo che ogni istante accade una volta sola e che molti aspetti della nostra vita non sono permanenti
ci indica che il tempo è un fenomeno in cui noi viviamo un cambiamento continuo ed unidirezionale che può essere segnato dall'apparizione e dalla scomparsa di oggetti ed eventi
Borodistsky esamina l'utilizzo di metafore spazio-temporali delle lingue inglese e cinese mandarino
L'inglese sfrutta lìasse sagittale per riferirsi al tempo mentre il mandarino farebbe uso di metafore spaziali sia sagittali sia longitudinali
Borodistsky utilizzerà (impropriamente) i termini orizzontale e verticale per descrivere rispettivamente le metafore inglesi e mandarine
ciò darà luogo a una serie di problemi di natura metodologica
ipotizza che la differenza linguistica nel tipo di metafore utilizzate possa essere la causa di diversi modi di pensare al tempo
PRIMO ESPERIMENTO su 26 parlanti inglese e 20 parlanti bilingue cinese mandarino-inglese (che vengono testati in inglese, al fine di evitare il "pensare per parlare")
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sostiene inoltre che anche quando le persone non sono impegnate nel compito di comprendere una metafora potrebbero comunque attingere alla conoscenza spaziale per riflettere sul tempo in modo coerente con le specifiche metafore presenti nella loro lingua
ESPERIMENTO DUE sulle condizioni earlier/later (senza metafore spazio-temporali)
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ESPERIMENTO 3
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L'asse sagittale è passato/dietro, futuro/avanti.
L'asse longitudinale invece è passato/sopra, futuro/sotto
LINGUA O CULTURA
sarebbe più corretto parlare di relativismo culturale anzichè linguistico
l'ambiente e la cultura condizionano la lingua e non viceversa
Nel campo delle scienze cognitive si assume che le metafore basate sul sistema verticale rivelino un bias cognitivo universale: ovvero alto/positivo (sentirsi al settimo cielo), basso/negativo (sentirsi giù)
sarebbe una conseguenza di condizionamenti ambientali e biologici: abitiamo uno spazio asimmetrico fatto di profondità nascoste e altezze visibili
mentre le due direzioni destra e sinistra non sarebbero associate ad alcun bias
In assenza di elementi universali altri fattori potrebbero giocare un ruolo nella formazione dei bias preferenziali: come l'essere destrorsi/ mancini oppure aspetti percettivo motori derivati da diversi sistemi di scrittura
potrebbe darsi che la direzione del sistema di scrittura influenzi l'asse utilizzato per rappresentare il tempo in termini di spazio
L'arabo e l'ebraico adottano un sistema orizzontale da destra verso sinistra, le lingue con caratteri cinesi hanno un sistema tradizionale che impiega l'asse verticale dall'alto verso il basso.
Tversky, Kugelmass e Winter testano 1200 bambini tra anglofoni americani, arabofoni israeliani e ebraico israeliani (che in quegli anni erano maggiormente esposti all'insegnamento delle lingue europee con scrittura SD)
viene chiesto loro di pensare a diversi eventi (colazione, pranzo e cena). Veniva poi messo su un foglio un adesivo per il pranzo e veniva loro chiesto di aggiungere i restanti due adesivi nell'ordine corretto
RISULTATI: gli anglofoni ordinavano gli eventi prevalentemente da sinistra verso destra, gli arabi e gli ebrei prevalentemente da destra verso sinistra. Anche se i parlanti ebraico dai 10 anni in su mostravano configurazioni miste
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BORODISTKY: A distanza di 10 anni, ritorna sull'argomento delle metafore spazio-temporai con una nuova pubblicazione
sostiene che il fatto che in cinese mandarino le metafore verticali siano più frequenti che in inglese sia un elemento linguisticamente significativo
i risultati disomogenei del paradigma sperimentale originale potrebbero scaturire da una fallacia metodologica nei primes orizzontali
nel nuovo studio eliminano i primes spaziali e adottano le seguenti misure di controllo
1) esclusi i parlanti mandarino che leggono verticalmente
2) separati gli assi di direzionalià sul piano sagittale (sd vs ds)
3) i parlanti sono testati con un compito non linguistico
visualizzano due immagini in sequenza e devono indicare se la seconda immagine rappresenta il soggetto in un momento precedente (earlier) o successivo (later) alla prima immagine.
dovevano premere un tasto sulla tastiera del computer: nero per earlier e bianco per later
manipolazione sperimentale nella disposizione dei tasti sulla tastiera
entrambi i gruppi organizzano il tempo sull'asse da sinistra a destre, con eventi precedenti a sinistra. Tuttavia i parlanti cinese mandarino mostrano anche evidenze di rappresentazioni verticali del tempo, con eventi precedenti rappresentati in alto.
Gli anglofoni sono più veloci nella condizione canonica orizzontale e non mostrano differenze in quella verticale. I cinesi invece sono più veloci sia nella condizione canonica orizzontale che in quella verticale
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REMINESCENZE WHORFIANE
Keith Chen (economista) sostiene che parlare una lingua che non codifica linguisticamente il futuro causa un orientamento responsabile verso il futuro
la separazione grammaticale tra presente e futuro porterebbe i parlanti di strong ftr a dissociare il futuro dal presente e a sentirlo più distante. Ciò ostacolerebbe la propensione verso comportamenti parsimoniosi
critica dei linguisti: PULLUM
sostiene che il futuro non è un tempo verbale ma qualcosa di simile a un modale come "potere" o "dovere" inoltre la classificazione delle lingue di Chen non è accurata
ASYA PERELTSVAIG
due categorie di lingue: "Strong Future Time Reference" e "Weak Future Time Reference"