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IPOTESI PSICOANALITICA;COGNITIVO COMPORTAMENTALE;CLINICA - Coggle Diagram
IPOTESI PSICOANALITICA;COGNITIVO COMPORTAMENTALE;CLINICA
Secondo la teoria
psicoanalitica
, l'ansia e i disturbi ad essa associati si configurano come un insieme
noto come nevrosi. Questi disturbi nevrotici, che possono sembrare incomprensibili,
trovano spiegazione nelle esperienze relazionali vissute in età precoce
La teoria
comportamentale
si basa sulle concezioni classiche pavloviane riguardanti le nevrosi sperimentali
che si manifestano in animali sottoposti a frustrazioni ripetute. Infatti, sono noti esperimenti in cui, attraverso segnali
ambigui e frustrazioni sistematiche, è stato possibile indurre negli animali stati di irrequietezza, ipereccitabilità, anoressia e insonnia
L'approccio cognitivista ai disturbi d'ansia si basa sull'idea che tutte le persone tendono a interpretare
gli eventi della loro vita quotidiana. Questa predisposizione innata ha lo scopo di dare significato a tali eventi e di
organizzare le esperienze in sistemi di conoscenza. Nel tempo, queste interpretazioni si traducono in convinzioni
e apprendimenti, che possono essere più o meno aderenti alla realtà e influire sul benessere della persona
Il modello cognitivo sostiene che da questa interazione dinamica con la realtà emergono tre livelli di "consapevolezza":
-Convinzioni profonde e “core beliefs” (schemi cognitivi)
costituiscono le strutture interpretative fondamentali attraverso cui una persona organizza il proprio pensiero
In questo contesto, una convinzione profonda rappresenta la tendenza di base che guida l'interpretazione dei vari aventi
in un certo modo. Queste convinzioni possono riguardare il significato di eventi legati a se stessi (schema di sé)
agli altri (schemi dell'altro) o alle caratteristiche delle relazioni interpersonali (schema interpersonale)
-Pensieri automatici
sono idee che riguardano noi stessi, gli altri e le relazioni interpersonali. Questi pensieri possono essere elaborati
in modo consapevole e si possono esprimere attraverso enunciati verbali o immagini. Sono direttamente responsabili
delle emozioni che una persona prova. Inoltre, poiché sono legati al grado di consapevolezza, risultano anche i più facilmente modificabili
Secondo il modello cognitivo, le convinzioni profonde esercitano un'influenza sulle convinzioni intermedie
mentre queste ultime influenzano i pensieri automatici. Infine, i pensieri automatici interferiscono direttamente con lo stato emotivo della persona
-Convinzioni intermedie
svolgono una funzione simile a quella delle convinzioni profonde, poiché aiutano a organizzare l'esperienza
in base a idee e interpretazioni riguardanti noi stessi, gli altri e il mondo. Tuttavia, queste convinzioni sono
meno radicate e più flessibili, rispondendo all'esigenza di prendere decisioni rapide e di orientarsi nelle relazioni interpersonali
In alcune situazioni, le convinzioni riguardanti se stessi, gli altri o il mondo possono risultare disfunzionali,
distorcendo la realtà e attivandosi in modo rigido, indipendentemente dal contesto. Queste convinzioni
possono generare pensieri automatici negativi che causano sofferenza. Il modello cognitivo suggerisce
che alla base dei disturbi d'ansia ci sia un pensiero distorto e disfunzionale, responsabile della
persistenza delle emozioni dolorose e della sintomatologia del soggetto
è importante considerare che il pensiero distorto e disfunzionale può dar luogo a circoli viziosi che
perpetuano la sofferenza nel tempo. Questi circoli viziosi mantengono i sintomi persistenti
ostacolando l'efficacia delle strategie di problem solving innate nell'essere umano
L'ansia è l'elemento caratterizzante di una serie di quadri clinici, che in rapporto all'età assumono caratteristiche particolari