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paradiso, Canto III, Canto I, Canto VI - Coggle Diagram
paradiso
Canto III
Incontro e Storia di Piccarda Donati
Identificazione: Piccarda si presenta (sorella di Corso Donati e cognata di Forese Donati).
La Vita Monacale: Era monaca nel convento di Santa Chiara.
La Violenza Subita: Fu strappata con la forza dal convento dal fratello, Corso, per essere costretta a un matrimonio politico.
Il Voto Infranto: Non poté onorare il suo voto religioso a causa di questa violenza altrui (manchevolezza involontaria).
Ambientazione e Prima Visione
Primo Cielo (Cielo della Luna) → Spiriti che mancarono ai voti (perché costretti da altri).
L'Inganno Visivo
Le anime appaiono a D come immagini riflesse (come il riflesso trasparente in acqua o vetro).
D commette un errore: crede che siano sostanze labili, non reali.
Beatrice lo rimprovera: Lo avverte che l'eccessiva densità dei corpi (Dante è ancora mortale) confonde il suo sguardo.
La Dottrina della Volontà e della Beatitudine
Domanda di Dante: Le anime del cielo inferiore (Luna) desiderano forse un grado di beatitudine superiore, un posto più alto?
Risposta di Piccarda (Concetto chiave)
Perfetta Volontà: La carità (l'amore divino) ha placato la loro volontà, rendendola conforme a quella di Dio.
Pace in Dio: "E 'n la sua volontade è nostra pace" (Frase centrale di tutto il Paradiso).
Gerarchia dei Cieli: Le diverse sfere indicano solo diversi gradi di manifestazione della Grazia, ma la gioia e la felicità sono piene ovunque, perché le anime non desiderano altro se non ciò che Dio ha voluto per loro.
Storia di Costanza d'Altavilla
Piccarda conclude indicando un'altra anima beata: Costanza d'Altavilla.
Destino Parallelo: Anche Costanza fu costretta ad abbandonare il velo monacale (per sposare Enrico VI e permettere la successione dinastica), ma il suo cuore rimase sempre fedele a Dio.
Canto I
Il Dubbio di Dante e la Spiegazione di Beatrice
Il Dubbio: Dante si interroga sul perché stia salendo superando il limite dei corpi terrestri
La Dottrina dell'Ordine Universale
Beatrice spiega la Legge Cosmica: L'Universo è ordinato da un'unica Causa Perfetta (Dio)
Tutto tende al suo fine ultimo, come un arco alla freccia
Il Principio della Inclinazione Naturale
Ogni creatura ha un istinto naturale che la spinge verso Dio, il suo centro
Gli esseri irrazionali seguono questo istinto perfettamente (impeto naturale)
L'Eccezione Umana (Il Libero Arbitrio)
Solo gli uomini, dotati di libero arbitrio e ragione, possono deviare dalla legge universale (attraverso l'impeto accidentale)
Conclusione: La salita di Dante è un evento naturale, poiché egli si è liberato (nel Purgatorio) dai "gravami" del peccato, permettendo all'istinto primario di prevalere
Proemio e Invocazione Solenne
Argomento Cantica: La gloria di Colui che tutto move (Dio) si riflette nell'Universo
Il Limite della Memoria: Dante può riferire solo una piccola parte della visione celeste (per debolezza della mente umana)
Invocazione al Dio Poeta (Apollo)
Richiesta di ispirazione divina (l'ultimo compito è il più arduo) → Necessità di doppia ispirazione (dalle Muse e da Dio)
Obiettivo: Superare l'impresa di Ovidio per lasciare un esempio ai futuri poeti cristiani
L'Ascesa e la Transumanazione
Il Luogo e il Momento: Sulla cima del Monte Purgatorio, a mezzogiorno (simbolo di perfetta luce e verità)
Il Passaggio: Dante, guidato da Beatrice, si eleva rapidamente al cielo (superamento della gravità terrestre)
Dante fissa il sole come un'Aquila (simbolo di contemplazione) → La visione è resa possibile dalla Grazia divina e dalla presenza di Beatrice
Il Fenomeno: Dante subisce la transumanazione ( cambiamento che va oltre l'umano)
improvviso aumento di luce e armonia (la musica delle sfere)
Canto VI
Secondo cielo (di Mercurio): spiriti operanti per gloria terrena
Nel secondo cielo Dante incontra l’anima dell’imperatore Giustiniano
Giustiniano si presenta e racconta la sua vita e la sua opera principale:
la riforma e codificazione del diritto romano (Corpus Iuris Civilis)
attribuisce il proprio successo all’ispirazione divina ricevuta
Spiega che prima era eretico (seguiva la dottrina dei monofisiti) ma grazie al papa Agapito fu ricondotto alla fede ortodossa
Giustiniano- lunga rievocazione storica dell’Impero
Traccia storia dell’Aquila romana, simbolo dell’Impero, come strumento della volontà divina
Ricorda le principali imprese dell’Aquila:
da Enea - fondazione di Roma
guerre puniche-Impero di Augusto
alla venuta di Cristo in tempo di pace
alla crocifissione (per inginocarsi poi davanti al volere divino)
alla vendetta divina su Gerusalemme tramite Tito
fino alle conquiste di Traiano
Idea centrale: l’Impero è voluto da Dio
Dante sostiene la funzione provvidenziale dell’Impero romano come strumento di giustizia e ordine
L’Aquila non agisce per ambizione umana, ma per volontà superiore
Critica alla situazione politica del tempo
Giustiniano denuncia i conflitti interni tra guelfi e ghibellini
Accusa i guelfi fiorentini di usare l’effigie dell’Aquila solo come simbolo politico, fraintendendo il ruolo dell’Impero
Critica i ghibellini che brandiscono il simbolo imperiale senza comprenderne la funzione spirituale
Dante chiede di Romèo di Villanova
Giustiniano conclude parlando brevemente di Romèo, ministro saggio e fedele al conte Raimondo di Provenza
Romèo fu ingiustamente accusato e lasciò la corte povero, ma la sua virtù fu riconosciuta in cielo