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I DISTURBI D'ANSIA;PREVALENZA;CAUSE - Coggle Diagram
I DISTURBI D'ANSIA;PREVALENZA;CAUSE
L'ansia può essere considerata un'esperienza normale per gli esseri umani, inclusi i bambini. Si manifesta
in modi diversi a seconda del livello di sviluppo. Nei bambini più piccoli, l'ansia si esprime attraverso
manifestazioni che coinvolgono l'intero corpo, portando a eccitazione motoria o disagio fisico.
Con lo sviluppo dell'apparato psichico, l'ansia viene percepita come un fenomeno interno e vissuta come uno stato sgradevole
L'ansia, considerata un'esperienza normale, riveste un grande significato adattivo ed evolutivo. Essa
rappresenta uno stato emotivo attivato da situazioni nuove e/o potenzialmente pericolose,
spingendo a mettere in atto comportamenti adeguati alle specifiche esigenze del contesto
Questo stato emotivo può talvolta presentare caratteristiche anomale, sia per intensità che per qualità
in tali circostanze, si parla di ansia patologica. L'ansia normale si distingue da quella patologica per i seguenti motivi:
-Non è
anacronistica
, ovvero non è legata a esperienze passate, ma si riferisce a situazioni attuali
Nelle forme patologiche, l'ansia si presenta come uno stato d'animo costante, manifestandosi generalmente
con sentimenti di inadeguatezza e indecisione, irritabilità e instabilità, oppure con un senso di allerta che spesso
si accompagna a sintomi vegetativi, come dilatazione delle pupille, secchezza delle fauci, nausea, tachicardia,
sudorazione e minzione urgente. Questa variabilità espressiva caratterizza diverse forme cliniche. I disturbi
rientranti in questa categoria nosografica corrispondono, in effetti, alle manifestazioni che in passato definivano il quadro della nevrosi
-Non è
fantasmatizzata
, cioè non è basata su situazioni immaginarie, ma su eventi concreti
-Non è
stereotipata
e ricorrente, in altre parole, non fa parte dei comportamenti abituali
Il termine "nevrosi" fu coniato per la prima volta da Cullen nel 1769 per descrivere "disturbi della motricità e della sensibilità
che non sono accompagnati da febbre e non dipendono da una malattia fisica localizzata,
ma derivano da una compromissione generale del sistema nervoso." Circa un secolo dopo, nel 1894
Freud propose una classificazione sistematica dei disturbi nevrotici, che rimane valida in molti aspetti ancora oggi
Secondo Freud, le principali forme di nevrosi includono:
-nevrosi d'ansia
Le caratteristiche che definiscono le nevrosi e ne consentono la diagnosi sono:
-Presenza di disturbi del comportamento, relativamente comprensibili sul piano
psicopatologico e non associati a un deterioramento complessivo della personalità
-Consapevolezza della patologicità dei disturbi
-Ruolo fondamentale dei fattori psicologici nella patogenesi
-Mantenimento del contatto con la realtà esterna
-Presenza di sofferenza psichica, spesso manifestata come angoscia
-nevrosi isterica
-nevrosi fobica
-nevrosi ossessivo-compulsiva
I disturbi d'ansia che possono manifestarsi durante l'età evolutiva comprendono principalmente il
Disturbo d'Ansia di Separazione (DAS), il Disturbo d'Ansia Generalizzata (DAG) e le fobie
Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC), precedentemente classificato tra i disturbi d'ansia, è ora considerato una
categoria a sé stante, poiché l'ansia associata a questo disturbo non è un sintomo primario,
ma piuttosto un sintomo secondario legato all'ideazione ossessiva
I disturbi d'ansia, presi nel loro insieme, sono molto comuni. La loro prevalenza, stimata in
popolazioni di bambini di età compresa tra i 7 e gli 11 anni, è stata valutata intorno al 16%
Le cause dell'ansia patologica e dei comportamenti ad essa associati possono essere comprese attraverso tre principali orientamenti interpretativi:
-Psicoanalitico
-Cognitivo-comportamentale
-Ipotesi costituzionalista
La concezione tradizionale enfatizzava l'importanza dei fattori costituzionali, in particolare una
predisposizione genetica che portava a una condizione di "neuroticismo". Attualmente, si riconosce una
predisposizione caratterizzata da instabilità nei sistemi di controllo dell’ansia e nei processi neurovegetativi
manifestandosi con iperemotività, ipereccitabilità neuromuscolare, instabilità neurovegetativa, astenia e tremori
Questa predisposizione determina uno stile reattivo che, in risposta a eventi stressanti ripetuti, può sfociare in un quadro clinico evidente