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VAJONT - Coggle Diagram
VAJONT
Perché
È stato causato dal fallimento di ingegneri e geologi nel comprendere la natura del problema che stavano cercando di affrontare.
Questo vuol dire che quando la montagna ha cominciato a dare segnali di cedimento nessuno è stato in grado di portare delle prove certe della fragilità geologica di quel territorio, prove che avrebbero probabilmente potuto evitare la catastrofe.
All'epoca nessuno prese in seria considerazione che la valle del Vajont fosse già stata interessata da una Paleofrana cioè una frana antica, un fatto importantissimo perché se era già successa nel passato poteva avvenire di nuovo.
Una massa enorme di roccia calcarea su uno strato sottile argilloso, gli strati sono già rivolti verso la diga.
La messa in funzione del bacino ha rotto gli equilibri di quel territorio riattivando la Paleofrena, il livello dell'acqua ha raggiunto il livello dell'argilla facendola agire come un lubrificante.
Gli ingegneri e i geologi non si preoccuparono di andare ad approfondire la montagna ma la zona dove veniva installato il bacino.
Quando nel 1957, quando partirono i lavori, nessuno lo aveva calcolato.
Cosa è successo
Un pezzo di montagna, di 270 milioni di m³ si sono staccati dal versante nord del monte Toc, precipitando a una velocità di 100KM/H nel bacino del Vajont, la frana ha generato uno tsunami di 115 milioni di m³ di acqua alta 250 metri che hanno scavalcato la diga inondando la valle sottostante.
Distrusse più di 10 centri abitati, spazzandoli via nel giro di 4 minuti.
Verso Casso, che subì i danni minori, ed Erto, la più danneggiata tra le due. La terza onda, circa 50 milioni di m³ d'acqua e detriti rasero al suolo longarone e la Valle del Piave.
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Quando
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La diga venne costruita nel 1956 e finita il 1960 da Carlo Semenza, una costruzione alta 261,6 metri di altezza e 190 di lunghezza, con una forma a doppio arco più alta al mondo con una capacita di 170 milioni di m³, mai raggiunta.
Dove
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Rientrava nel mega-progetto del Grande Vajont, un sistema tra 6 bacini.
Come è stato spiegato
Le Nazioni Unite, 45 anni dopo, nel 2008, nel corso di una conferenza sulla comprensione delle scienze della terra lo definirono come un caso esemplare di disastro evitabile.