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La svolta costituzionale del 1848 - Coggle Diagram
La svolta costituzionale del 1848
Secondo Meriggi, la richiesta di una Costituzione fu l’elemento centrale delle rivoluzioni europee del 1848-49.
Quasi tutti gli Stati europei furono coinvolti in questa trasformazione, in modo provvisorio.
Negli Stati italiani preunitari, solo il Regno di Sardegna mantenne stabilmente la carta costituzionale.
Lo Statuto albertino
Carlo Alberto concesse lo Statuto per controllare il processo costituzionale, evitando di subirlo
Il testo fu redatto dai suoi collaboratori e rifletteva una visione centrata sul sovrano.
Caratteri principali
La Costituzione è presentata come concessione regia e come legge fondamentale
Linguaggio paternalistico e continuità con l’Antico Regime.
Il Re resta al centro di tutti i poteri:
giudiziario
esecutivo
legislativo
Il Parlamento non è inizialmente dominante.
Elemento decisivo è la responsabilità ministeriale: gli atti del governo devono essere firmati dai ministri, che rispondono politicamente.
Questo meccanismo consente nel tempo un rafforzamento del Parlamento, ma l’equilibrio resta instabile.
Principi generali
La novità stava nel riconoscimento della sovranità alla cittadinanza, esercitata tramite assemblee rappresentative, cioè Parlamenti
la rappresentanza era fortemente censitaria: in genere votava meno del 2% della popolazione, con l’eccezione della Francia, dove nel 1848 fu introdotto il suffragio universale maschile.
Anche lì con l’ascesa di Napoleone III (1852) il ruolo del Parlamento fu ridimensionato a favore dell’esecutivo.
Nonostante limiti e contraddizioni, questa forma di libertà moderna fondata sulla sovranità popolare rimase una caratteristica peculiare dell’Europa (e degli Stati Uniti).
Crisi e consolidamento
1849, durante il conflitto sul trattato di pace con l’Austria, Carlo Alberto intervenne nella vita politica (proclami di Moncalieri), suscitando interpretazioni contrastanti:
per alcuni un colpo di Stato
per altri un intervento necessario per salvare lo Stato e lo Statuto.
Da allora, il Piemonte divenne l’unico Stato italiano a regime costituzionale e il punto di riferimento del liberalismo italiano.
Il contesto italiano e il 1848
1847
in Piemonte si diffuse il clima riformatore legato all’elezione di Pio IX, inizialmente visto come simbolo del liberalismo italiano.
Il papa prese le distanze dalle interpretazioni rivoluzionarie del suo ruolo.
Tra 1848- 1849, una mobilitazione insurrezionale indusse i sovrani italiani a concedere costituzioni:
Granducato di Toscana
Statuto albertino nel Regno di Sardegna
Regno delle Due Sicilie
Stati della Chiesa
Natura dello Statuto: flessibile o rigido?
Il dibattito storiografico e giuridico è ampio:
tradizionalmente definito flessibile, perché modificabile con leggi ordinarie;
secondo interpretazioni più recenti, lo Statuto va inteso come parte scritta di una costituzione più ampia, simile a un patto tra sovrano ed élite, in continua evoluzione
altri parlano di elasticità, cioè di un testo volutamente ambiguo ma dotato di una forza superiore;
Evoluzione del sistema liberale
invariato fino al 1948, sotto lo Statuto si succedettero diverse “costituzioni materiali” (Giannini):
1.Costituzione oligarchica: suffragio censitario, dominio di una sola classe.
2.Costituzione predemocratica:
riforma elettorale del 1882
riforma del 1912
Conclusione
Il Parlamento rimane l’elemento distintivo dell’Europa liberale.
Attraverso progressive estensioni del diritto di voto, si avvia quella che Meriggi definisce una “metamorfosi democratica”, con tempi e modalità diverse nei vari Stati, ma fondata sul principio rappresentativo nato nel 1848.