Grande poeta: vinse per 12 anni la medaglia d'oro in poesia latina ad Amsterdam (scrisse 70 poesie in latino). Dal 1890 in poi iniziò a pubblicare le raccolte poetiche. Ricordiamo 3 raccolte: MYRICAE è ripreso da Virgilio (umili arbusti che crescono sulla riva del Mediterraneo = tamerici, piccoli fiori rosa, già cantati da Virgilio) (1891), POEMETTI (1897), I CANTI DI CASTELVECCHIO (1904). Grande poeta decadente, simbolista, misterioso. Canta molto spesso delle piccole cose che però si caricano di significati arcani, segreti, di corrispondenze (il suo modello è Baudelaire). La sua poetica è stata esposta in un saggio Il Fanciullino nel 1897, Pascoli pensa che in ognuno di noi rimanga un fanciullino che è in grado di scrivere poesie perché vede tutte le cose, anche le più comuni, come se fosse la prima volta (con stupore, con ingenuità). COLLEGAMENTO con BAUDELAIRE: Il fanciullino è il poeta in grado di vedere dove gli altri non vedono, di vedere le piccole cose per es. case contadine, pranzi domenicali (vedere corrispondenze misteriose tra natura e uomo) = poeta veggente (mente fresca, disinteressata, libera e pura). Lui apprezza la poesia pura, semplice che non ha altri fini pratici, civili, politici, propagandistici (Virgilio era l'altro modello a cui si rifà Pascoli). Poesia delle piccole cose quotidiane, qualsiasi azione fatta per bene può diventare un'azione poetica (es. uccellini che cantano, attrezzi del contadino). Lui è un simbolista: diventano simboli di realtà misteriose. A un certo punto, dal mondo contadino, diventa celebratore delle glorie nazionali.