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GIOVANNI VERGA - Coggle Diagram
GIOVANNI VERGA
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1872: Milano: vita mondana, giornalismo, contatti con la Scapigliatura.
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1880–1889: anni dei capolavori ambientati in Sicilia (Vita dei campi, I Malavoglia, Novelle rusticane, Mastro-don Gesualdo).
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- UMANITÀ E CONCEZIONE DELLA VITA
I suoi testi rappresentano il mondo degli umili, la sola realtà “vera” per Verga.
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L’ideale dell’ostrica
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Come l’ostrica muore se si stacca dallo scoglio, così l’uomo “vinto” dalla vita.
La sofferenza non nasce dalla storia o dalla società, ma dall’esistenza stessa.
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Visione pessimistica, influenzata anche dal Darwinismo (lotta per la vita).
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La svolta verista
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1881: I Malavoglia → mondo popolare, lotta per sopravvivenza.
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Ciclo dei Vinti
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- I Malavoglia – popolo, sopravvivenza materiale.
- Mastro-don Gesualdo – borghesia in ascesa.
- La Duchessa di Leyra – aristocrazia (incompiuto).
- L’Onorevole Scipioni – politica romana (non scritto).
- L’uomo di lusso – ambiente artistico (non scritto).
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Tecniche principali
Impersonalità: l’autore non commenta, non giudica.
Regressione del narratore: si “eclissa” e adotta il punto di vista dei personaggi (vede solo ciò che loro vedono).
Straniamento: presenta come normali cose che non lo sono (o viceversa) → il lettore è costretto a riflettere e prendere distanza.
Verismo linguistico:
sintassi semplice, coordinata;
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italiano influenzato dal siciliano, ma non dialetto puro.