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FEMORE - Coggle Diagram
FEMORE
Il femore è l'osso più lungo e robusto del corpo, situato nella parte superiore della gamba. Si divide in diverse sezioni, ognuna delle quali ha un ruolo specifico nell'articolazione dell'anca e del ginocchio
Testa del femore: è la parte superiore e sferica che si articola con l'acetabolo del bacino, formando l'anca. La testa del femore è irrorata da due arterie principali, le arterie circonflesse mediali e laterali, e un'altra arteria chiamata otturatoria che irrora il legamento rotondo, un importante legamento che collega il femore al bacino.
Collo del femore: collega la testa del femore alla parte centrale dell'osso. Questa zona è particolarmente fragile, ed è il punto più comune dove avvengono le fratture prossimali del femore, specialmente nelle persone anziane con osteoporosi.
Trocanteri: il grande trocantere e il piccolo trocantere sono prominenze ossee che servono come punti di inserzione per i muscoli della coscia e dei glutei.
Diafisi: è la parte centrale e lunga del femore, che si estende tra i trocanteri e i condili femorali (le estremità inferiori). La diafisi è solida e contiene il canale midollare, che produce le cellule del sangue.
Le fratture del femore, sia prossimali che diafisarie, rappresentano una delle lesioni ortopediche più gravi e comuni, in particolare negli anziani, con conseguenze significative sulla funzionalità dell'anca e della gamba.
FRATTURE PROSSIMALI: interessano la parte superiore del femore vicino all'articolazione dell'anca, sono spesso legate all'osteoporosi e ai traumi ad alta energia (IMPORTANTE ESAME: nonostante il trattamento e la riabilitazione, molti pazienti non recuperano completamente la capacità di camminare correttamente, e possono continuare a soffrire di limitazioni nella mobilità e dolore. La percentuale di perdita della funzionalità dell'arto a un anno della frattura del femore prossimale è del 30,2%.
EPIDEMIOLOGIA: l'incidenza delle fratture del femore prossimale aumenta con l'età ed è strettamente legata all'osteoporosi, soprattutto nelle donne di età superiore agli 80 anni. Possono essere causate da traumi accentali (come una caduta in casa) nei pazienti anziani o da traumi ad alta energia nei giovani (incidenti stradali). Le cause patologiche, come le metastasi ossee, possono indebolire il femore, rendendolo più vulnerabile a fratture
TRATTAMENTO: l'obiettivo è prevenire complicazioni generali e locali e operare entro 48 ore dall'ingresso in DEA
Fratture mediali (con prognosi peggiore): Nei pazienti giovani l'obiettivo è salvare la testa del femore. Si effettua una riduzione e sintesi con viti cannulate. Queste viti sono forate longitudinalmente e vengono inserite attraverso la frattura per fissare saldamente i monconi ossei. Nei pazienti anziani (oltre i 60 anni), il trattamento standard è la protesi totale d’anca:
Protesi totale tra i 60 e 80 anni, protesi parziale per i pazienti oltre gli 80
Fratture laterali: Il trattamento dipende dall'età del paziente, ma di solito si ricorre alla riduzione e sintesi con chiodi endomidollari, che vengono inseriti nell'osso per stabilizzare la frattura.
CLASSIFICAZIONE FRATTURE
Fratture mediali: che coinvolgono la base del collo del femore, dove si articola con l’acetabolo. Queste fratture hanno una prognosi peggiore, poiché possono danneggiare i vasi sanguigni e causare necrosi della testa del femore. Sono ulteriormente suddivise in:
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Fratture laterali: che interessano la porzione laterale del femore, al di sotto dei trocanteri. Queste fratture sono più frequenti nei pazienti giovani e sono meno gravi in termini di necrosi della testa del femore.
Fratture sottotrocanteriche: situate sotto il piccolo trocantere, che si trova nella parte superiore del femore.
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DIAGNOSI: si basa su un'attenta anamnesi e esame obiettivo che evidenziano dolore, deformità e difficoltà nel movimento. L'arto è generalmente addotto, accorciato e extrarotato nelle fratture laterali
RX: anterioroposteriore del bacino e dell'anca+ in due proiezioni per avere una visione completa delle frattura
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FRATTURE DIAFISIARIE: colpiscono la parte centrale del femore, sono generalmente causate da incidenti traumatici diretti. Entrambi i tipi di fratture richiedono un intervento tempestivo per garantire un adeguato recupero e prevenire complicazioni a lungo termine.
EZIOLOGIA:olitamente causate da traumi ad alta energia, come incidenti automobilistici o incidenti sportivi, che comportano un impatto violento sul femore. È importante prestare particolare attenzione alla vascolarizzazione femorale, poiché un danno ai vasi sanguigni può causare perdite ematiche significative, fino a 3 litri di sangue, con un rischio di shock ipovolemico.
DIAGNOSI
Anamnesi e esame obiettivo: è fondamentale raccogliere informazioni sulla causa dell'incidente e valutare i sintomi del paziente.
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Valutazione della sensibilità: per escludere lesioni ai nervi, in particolare al nervo sciatico.
Valutazione del movimento: per capire il grado di compromissione del femore e dei muscoli circostanti.
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Radiografia (RX): fondamentale per confermare la frattura e valutare il tipo e la localizzazione della lesione.
TERAPIA: trattamento critico e richiede un approccio multidisciplinare per gestire il dolore, le perdite ematiche e prevenire complicazione. La scelta del trattamento dipende dalla gravità della frattura, dalle condizioni generali del paziente e dal tipo di trauma subito
Idratazione e somministrazione di antidolorifici: per stabilizzare il paziente e alleviare il dolore.
Valutazione dei parametri ematici, con particolare attenzione ai livelli di emoglobina, per monitorare eventuali perdite ematiche e prevenire lo shock.
Profilassi antibiotica, antitetanica e tromboembolica: per prevenire infezioni e complicazioni da coaguli.
Trattamento chirurgico:
Trazione transcheletrica con Zuppinger: utilizzata per mantenere l'osso in posizione mentre il paziente è in attesa di un trattamento definitivo
Fissatore esterno: nel caso di frattura esposta, viene utilizzato un fissatore esterno per stabilizzare i frammenti ossei e prevenire infezioni.
Chiodo endomidollare: inserito nel canale midollare del femore e fissato con viti prossimali e distali. Questo tipo di intervento fornisce una stabilizzazione solida per fratture diafisarie, e il fissaggio con viti garantisce che i frammenti ossei rimangano allineati durante il processo di guarigione.
VASCOLARIZZAZIONE: La vascolarizzazione prossimale del femore è garantita dalle arterie circonflesse mediali e laterali, che provvedono all'irrigazione della testa del femore. Questi vasi si uniscono formando un circolo che circonda la base della testa del femore. Un'altra arteria importante è l'arteria otturatoria, che irrora il legamento rotondo che connette il centro della testa del femore con l'acetabolo. Le lesioni a queste arterie possono compromettere l'irrigazione sanguigna alla testa del femore, con rischio di necrosi.