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cap.3 morfologia - Coggle Diagram
cap.3 morfologia
derivazione
i morfemi derivazionali
mutano il significato della base cui si applicano, aggiungendo nuova informazione rilevante, integrandolo, modificando la classe di appartenenza della parola e la sua funzione semantica o sfumando e il senso
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la vocale tematica
e' la vocale iniziale della desinenza dell'infinito dei verbi (es. Are, Ere, Ire)
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parole composte
due parole agganciate fra loro a formare un'unica entità in cui i due membri sono perfettamente riconoscibili e recano il loro significato lessicale normale
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sigle o acronimi
lessicalizzazione delle sigle e l'unione di parole diverse che si fondono con accorciamento degli elementi costitutivi. Sono formate dalle lettere iniziali delle parole piene che costituiscono un'unità plurilessematiche, la cui pronuncia compilata e' promossa a parola autonoma
non compatibile con la struttura fonologica (es. FS "effeesse", TG "tigi'", TFR "tieffeerre")
compatibile con la struttura fonologica (es. NATO "nato", IVA "iva"
parole macedonia
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es. cantautore (cantante+autore), ristobar (ristorante+bar), smog (smoke+fog)
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testa
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testa morfosintattica
Per capire se si ha una testa morfosintattica analizziamo la categoria e le classi delle due parole singole e del composto
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morfema
troviamo un morfema quando scomponiamo la parola in unita' piu' piccole di prima articolazione, che mantengano perciò il loro significato isolabile
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per scomporre una parola in morfemi, la si confronta con parole simili che potrebbero contenere morfemi con lo stesso significato
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definizione di morfema
e' l'unità minima di prima articolazione, il piu' piccolo pezzo di significante di una lingua portatore di un significato proprio, di un valore e una funzione precisi e individuabili, e riusabile come tale
definizione di morfo
e' un morfema inteso come forma prima e indipendentemente dalla sua analisi funzionale e strutturale
definizione di allomorfo
e' la variante formale di un morfema, che realizza lo stesso significato di un altro morfo equifunzinoale con cui e' in distribuzione complementare. E' ciascuna delle forme diverse in cui si può presentare uno stesso morfema che sia suscettibile di comparire sotto forme parzialmente diverse
(es. Il morfema vene di venire ha quattro allomorfi che sono venn-, veng-, vien-, ver-)
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suppletivismo
Sono i casi in cui un morfema lessicale in certe parole derivate viene sostituito da un morfema dalla forma totalmente diversa, ma ovviamente con lo stesso significato. Questo fenomeno si manifesta quando la diacronia ci porta due morti diversi di origini diverse (latino e greco) ma con lo stesso significato
(es. acqua e Idro, cavallo ed equino, fegato ed epatico)
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morfologia
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parola
la minima combinazione di morfemi (elementi minori dotati di significato), spesso costruita attorno ad una base lessicale che funzioni come entità autonoma della lingua e possa quindi rappresentare da sola un segno linguistico compiuto
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trascrizione morfematica
tra parentesi graffe, in maiuscoletto
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i morfemi analizzano il piano della seconda articolazione, ovvero quello del significante in quanto portatore di significato