EPIFIOLISI: patologia ortopedica che colpisce principalmente gli adolescenti, in particolare tra i 13 e i 14 anni, ed è spesso associata all'obesità. Essa comporta lo scivolamento dell'epifisi prossimale del femore rispetto al collo e alla metafisi del femore, un fenomeno che avviene generalmente verso il basso. Questo scivolamento è causato da un indebolimento delle cartilagini di accrescimento, che sono le aree del femore dove avviene la crescita ossea nei bambini e negli adolescenti. La condizione può anche essere influenzata da fattori endocrino-metabolici o da un accrescimento rapido del bambino, che mette sotto stress le cartilagini di accrescimento, rendendole più vulnerabili a questo tipo di disclocazione
SINTOMI:
il dolore può iniziare improvvisamente (esordio acuto), svilupparsi gradualmente (subacuto) o diventare una condizione persistente (cronico)
Zoppia di fuga: un comportamento in cui il bambino cerca di proteggere l'articolazione dolorosa, camminando in modo da evitare l'uso completo dell'arto
Posizione anomala delle anche: le anche tendono a essere in extrarotazione (rotazione verso l'esterno) e abduzione (allontanamento dell'arto dal corpo), che sono posizioni innaturali causate dal tentativo di evitare il dolore
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Limitazione funzionale significativa: il bambino avverte difficoltà a muovere l'anca e a camminare correttamente, con una notevole riduzione della capacità di eseguire movimenti normali
DIAGNOSI: RX che mostrano lo scivolamento dell'epifisi rispetto al femore. Le radiografie possono anche evidenziare altri segni, come la deformità della testa del femore
COMPLICANZE:
Precoci: la necrosi della testa del femore è una delle complicazioni più gravi, causata dalla compressione dei vasi sanguigni che irrora la testa del femore. La perdita di vascolarizzazione può ortare alla morte del tessuto osseo (necrosi) nella testa del femore
Tardive: l'epifiolisi può portare a coxartrosi (artrosi dell'anca), una condizione degeneratova che danneggia la cartilagine articolare e porta a dolore e rigidità
TERAPIA: il trattamento dell'epifisiolisi richiede un intervento chirurgico, che di solito avviene in sala operatoria con anestesia.
Riduzione incruenta: la prima fase del trattamento consiste nel tentativo di riportare l'epifisi nella sua posizione corretta senza necessità di incisioni chirurgiche. Si effettua una trazione per cercare di riallineare la testa del femore con il collo femorale
stabilizzazione: se la riduzione incruenta ha successo, l'epifisi viene stabilizzata con fili di Kirschner e viti, fissando la testa del femore al collo femorale per prevenire ulteriori movimenti
Riduzione cruenta: se il trattamento incruento non ha successo o se la dislocazione è troppo grave, si può procedere con una riduzione cruenta, che prevede una chirurgia invasiva per riportare l'epifisi nel suo allineamento corretto. Una volta posizionata correttamente, la stabilizzazione viene effettuata utilizzando mezzi di sintesi, come viti o placche, per fissare definitivamente la testa del femore