Please enable JavaScript.
Coggle requires JavaScript to display documents.
14. Sviluppo del linguaggio nel bambino, Lo sviluppo segue tappe…
-
-
-
2–5 mesi: prime vocalizzazioni, suoni tipo vocali (a-a, o-o).
6–12 mesi: lallazione (pa-pa, da-da) e lallazione variata (ba-bi-bu); compaiono gesti di indicare/mostrare.
12–16 mesi: prime parole con vero significato (mamma, oggetti familiari); gesti simbolici (“ciao” con la mano, scuotere la testa per “no”).
18–24 mesi: “esplosione del vocabolario”: il numero di parole cresce rapidamente, compaiono frasette di 1–2 parole.
2–3 anni: frasi più lunghe e complesse, compaiono pronomi, articoli, congiunzioni; il bambino usa il linguaggio per descrivere, chiedere, interagire.
Dai 3 anni in poi: la grammatica si avvicina a quella adulta; si raffina sintassi, vocabolario e pragmatica (uso adeguato del linguaggio nelle diverse situazioni).
-
a) Prospettiva neurofisiologica
Sottolinea il ruolo delle strutture biologiche (laringe, faringe, cavità orali, aree cerebrali): il linguaggio è una capacità innata dell’uomo, resa possibile dall’evoluzione del sistema nervoso e dell’apparato fonatorio. Limite: da sola non spiega l’importanza dell’ambiente.
b) Prospettiva comportamentista
Vede il linguaggio come un comportamento appreso tramite condizionamento: il bambino imita gli adulti; riceve rinforzi positivi o negativi per le sue produzioni; il linguaggio si sviluppa per “stimolo–risposta”. Limite: non spiega la grande creatività dei bambini (che producono frasi e regole che non hanno mai sentito).
c) Prospettiva innatista (Chomsky) Noam Chomsky sostiene che il linguaggio è una facoltà innata e autonoma: il bambino nasce con un LAD (Language Acquisition Device), dispositivo mentale con una grammatica universale comune a tutte le lingue.
- L’esposizione alla lingua madre “attiva” i parametri specifici;
- questo spiega la rapidità, creatività e produttività del linguaggio infantile.
d) Prospettiva socio-culturale (Vygotskij)
Per Vygotskij, il linguaggio è uno strumento culturale e simbolico appreso nelle interazioni sociali.
- L’apprendimento avviene nella Zona di Sviluppo Prossimale, grazie alla guida di adulti o “esperti”;
- inizialmente, pensiero e linguaggio sono separati, poi (intorno ai 2 anni) si fondono: il linguaggio sociale viene interiorizzato e diventa pensiero verbale;
- il bambino dapprima parla ad alta voce per organizzare le proprie azioni, poi questo linguaggio si interiorizza diventando “linguaggio interiore”.
-
Victor è un “ragazzo selvaggio” trovato in una foresta francese all’inizio dell’Ottocento, con circa 12 anni, cicatrici e senza linguaggio umano. Il medico Itard tentò di rieducarlo insegnandogli il linguaggio.
-
Victor imparò alcuni segni (“latte”), ma più come esclamazioni collegate alla situazione, non come simboli astratti.
Ogni parola era legata a un oggetto preciso, non riusciva a generalizzare (es. “latte” solo per quella tazza di latte).
Per lui le parole erano come nomi propri, non categorie generali.
-
-
senza un ambiente linguistico ricco, lo sviluppo del pensiero astratto è gravemente limitato;
-
sul suo ritardo resta il dubbio: isolamento prolungato o anche traumi e maltrattamenti prima dell’abbandono (si citano ferite alla laringe, abitudine a farsi legare).