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7. Linguaggio paraverbale, 8. Linguaggio verbale: caratteristiche,…
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- Tono: altezza della voce e sue variazioni (un “Davvero?” ascendente = sorpresa; discendente = delusione).
- Volume: intensità (alto: rabbia, sicurezza; basso: timidezza o riservatezza).
- Ritmo: velocità e cadenza (parlare molto in fretta può dare idea di ansia o entusiasmo; lento di calma o incertezza).
- Timbro: “colore” della voce (più legato a caratteristiche fisiche).
- Pause e sospiri: silenzi e sospiri che aggiungono significato (es. un sospiro può esprimere sollievo, stanchezza, frustrazione).
Un’unica frase, pronunciata con toni e ritmi diversi (“Va bene, ti aspetto”), può assumere significati emotivi opposti.
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Ricchezza: può descrivere sia cose concrete sia concetti astratti, in maniera dettagliata.
Dai fonemi (unità minime di suono) → morfemi (unità minime di significato, es. “can-”, “-i”) → parole → frasi → discorsi.
Universalità: tutti gli esseri umani, nella giusta condizione, possono apprendere una lingua; il linguaggio è trasmesso culturalmente.
Arbitrarietà: non c’è un legame naturale tra significante e significato (“albero” potrebbe chiamarsi in qualunque altro modo).
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Anche nel linguaggio verbale troviamo codice, canale e contesto, che però si divide in:
- Contesto linguistico (cotesto): le parole e frasi che stanno prima e dopo una parola. Aiutano a chiarire il significato (es. “porta” come sostantivo o verbo; “gru” come uccello o macchina).
- Contesto extra-linguistico (situazionale): luogo, persone, ruolo sociale, norme culturali, ma anche gesti e tono. La frase “È pronto!” in cucina significa che il cibo è pronto; in ospedale, che il paziente è pronto per l’intervento.
Si sottolinea anche la differenza tra linguaggio orale faccia a faccia e linguaggio scritto/visivo, che segue regole e tempi diversi.
Nel testo poetico “Versi perversi” (pagina 14) viene mostrato come lo stesso significante “verso” possa assumere molti significati diversi a seconda del contesto linguistico.
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Le teorie moderne introducono il concetto di rumore: ogni interferenza che ostacola la corretta trasmissione, ricezione o comprensione del messaggio. Non è solo rumore sonoro, ma qualunque forma di disturbo.
- Esterno/fisico: rumori ambientali, problemi tecnici, luci, interruzioni
- Fisiologico: limiti fisici del mittente o del ricevente (stanchezza, mal di testa, problemi di udito, ecc.)..
- Psicologico: stati mentali che distraggono (ansia, preoccupazioni, pregiudizi).
- Semantico/culturale: codici troppo diversi, gerghi, metafore ambigue, differenze culturali.
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- Ridondanza (ripetere e riformulare il messaggio);
- uso del contesto e di più canali (non verbale, paraverbale);
- la circolarità della comunicazione, cioè lo scambio continuo di feedback.