Descrive Elena Muti ritratto impietoso: era una squilibrata in un corpo sensuale. Era anche egoista. Donna romantica, colta ma anche isterica. Capziosa = ingannevole. Intelligente, nobile ma quasi decaduta, sapeva mentire, mimica sapiente per simulare una certa spiritualità ingannevole. Era materialista e carnale. Portava gli uomini alla rovina, le da della cortigiana (prostituta). Elena sapeva coprire di fiamme ideali i bisogni erotici della sua carne. Ritrovava in lei la sua propria falsità nella falsità di lei (somiglianza tra i 2 caratteri). Dopo 2 anni, da sposata, era tornata a Roma e si era fatta risentire. Si erano visti il 31 dicembre (perché lei ha voluto vederlo? si domanda Andrea, forse perché il suo spirito era avido di emozioni rare). E' molto evidente l'analisi psicologica (ROMANZO PSICOLOGICO). Il linguaggio è molto retorico (figure retoriche: righe 42/45 da ella giungeva fino nella sincerità = antitesi riga 42, chiasmo, parallelismo riga 43), poetico, molto elevato, musicale, prezioso. Non sapeva (lei) quali sentimenti provava per il suo amante (si trovava nella realtà o nella falsità?). Lei sapeva mentire a se stessa (come anche lui), ingannare sapendo di essere ingannato, è qualcosa di sciocco e sterile (si erano visti, hanno avuto un rapporto fisico privo di sentimento ed entrambi fingevano: il piacere non è un vero piacere). Motto di Sperelli: possedere una cosa ma non essere posseduti da essa (non esserne schiavi, poter fare una scelta libera e non avere dipendenze).