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CONOSCERE LO STATO DI SALUTE DI UNA POPOLAZIONE - Coggle Diagram
CONOSCERE LO STATO DI SALUTE DI UNA POPOLAZIONE
Quando un medico deve curare un singolo paziente, la prima cosa che fa è raccogliere informazioni: sintomi, analisi, storia clinica…
Senza questi dati non può fare una diagnosi corretta né scegliere la cura giusta.
raccogliere e valutare i dati sulla salute delle persone
come sta la popolazione,
quali sono i problemi più comuni,
quali interventi servono per migliorare la situazione.
l’epidemiologia, cioè la scienza che studia come si diffondono le malattie e quali fattori influenzano la salute delle popolazioni.
In sanità pubblica, l’epidemiologia serve per programmare interventi preventivi, cioè per evitare che le malattie si diffondano o peggiorino.
La demografia è la scienza che studia le popolazioni dal punto di vista quantitativo:
quante persone ci sono (numerosità),
quante vivono in una certa area (densità),
quanti sono maschi e quante femmine,
l’età delle persone,
quante nascite e morti avvengono,
quanti matrimoni, divorzi e migrazioni ci sono.
LE FONTI DEI DATI IN EPIDEMIOLOGIA: Per capire davvero com’è la salute di una popolazione, bisogna raccogliere e analizzare tanti dati sanitari e demografici.
Questi dati aiutano gli esperti a osservare la realtà e a capire quali interventi servono per migliorare la salute delle persone.
QUATTRO CARATTERISTICHE:
Completezza → i dati devono essere il più possibile completi.
Accuratezza → devono essere corretti e affidabili.
Rilevanza → devono essere realmente utili per capire la salute della popolazione.
Tempestività → devono essere aggiornati di recente.
Le principali fonti che raccolgono e mettono a disposizione questi dati sono: ISTAT, Ministero della Salute, autorità sanitarie regionali, ASL, anagrafi comunali
Le raccolte dei dati possono essere routinarie o ad hoc
Le raccolte routinarie sono quelle che vengono fatte regolarmente, sempre nello stesso modo, seguendo una metodologia chiara e ripetibile.
Non sono fatte per una ricerca particolare, ma per motivi amministrativi, cioè per registrare ciò che accade nella popolazione e nei servizi sanitari.
Chi raccoglie questi dati?
Comuni → raccolgono dati demografici (nascite, morti, cambi di residenza…).
Medici e ospedali → raccolgono dati sanitari (diagnosi, ricoveri, malattie…).
Questi dati vengono poi inviati a:
ASL (aziende sanitarie locali),
autorità sanitarie regionali,
e infine agli organi centrali: Ministero della Salute e ISTAT.
Caratteristiche:
La raccolta è continua e avviene in tutto il Paese allo stesso modo.
I dati vengono rielaborati periodicamente dagli enti centrali.
Sono raccolti secondo criteri internazionali, così da poterli confrontare con quelli di altri Paesi.
Sono pubblici: i cittadini possono consultarli.
Le raccolte ad hoc sono fatte per un obiettivo specifico.
Non seguono una routine e non devono per forza essere ripetute: possono essere fatte una sola volta oppure ripetute, ma solo se scelto dai ricercatori.
La metodologia è decisa dai ricercatori stessi.
Non devono rispettare criteri standardizzati internazionali, perché servono a rispondere a una domanda precisa.
Possono riguardare sia aspetti demografici che sanitari.