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Il Trecento - Coggle Diagram
Il Trecento
Tra Duecento e Trecento si passa da una
rappresentazione del mondo
di tipo medioevale a quella di tipo moderno
Rappresentazione del mondo medioevale
Teocentrismo
Dio è al centro dell’universo, della storia e della vita umana.
Tutto il creato è considerato manifestazione della volontà divina
Provvidenzialismo
Gli eventi storici e personali sono interpretati come parti di un disegno divino.
Nulla avviene per caso.
Dualismo terreno/spirituale
Forte contrapposizione tra vita terrena (pienamente provvisoria) e vita ultraterrena (definitiva).
Il destino dell’anima è il vero scopo dell’esistenza.
Chiesa come unica guida
Concezione della storia come percorso verso la salvezza
La storia è orientata teleologicamente: dalla Creazione alla Redenzione e al Giudizio Finale.
Visione dell'uomo (come genere umano)
Peccaminoso
La propria identità soggettiva e definita dal proprio ruolo sociale
Il ruolo sociale è volontà di Dio
Dante
è il rappresentante di questa visione
Dante come espressione alta del teocentrismo
Nella Commedia l’intero universo è rappresentato come ordinato a Dio.
Tutto il creato – dai dannati fino ai beati – manifesta, in modo diverso, la giustizia e la misericordia divine.
Dante come “vertice” ma anche “passaggio”
È pienamente uomo del Medioevo (teocentrismo, provvidenzialismo, allegoria),
ma anticipa elementi nuovi:
forte centralità dell’io narrante;
introspezione psicologica;
riflessione personale sul ruolo dell’intellettuale e del poeta nella società.
Funzione esemplare del viaggio dantesco
Il viaggio nell’aldilà è paradigma del cammino di ogni uomo dalla selva del peccato alla visione di Dio
La visione del tempo come assenza di tempo storico
La concezione del tempo era stabile, senza distanza tra gli uomini del 1200 e gli antichi greci
Rappresentazione del mondo di tipo moderno
Antropocentrismo
L’uomo diventa il fulcro dell’indagine culturale, non più solo creatura di Dio ma soggetto capace di costruire il proprio destino.
Valorizzazione dell’individuo
L’identità personale e la soggettività diventano temi centrali.
L’esperienza interiore acquista un valore autonomo.
L’affermazione personale e la fama diventano obiettivi legittimi, non più sospetti come “vanità”.
Valorizzazione della vita terrena
La quotidianità, il mondo degli affetti, il corpo e il desiderio entrano con dignità nella cultura.
Nuova concezione del tempo
Cresce il senso della storicità, dell’evoluzione e della distanza dal passato.
Si sviluppa la consapevolezza di “vivere in un’epoca diversa”.
Riscoperta dell’antico (Umanesimo)
Gli antichi classici non sono più letti solo come strumenti morali, ma come modelli di armonia, stile e libertà intellettuale.
Giovanni Boccaccio
Francesco Petrarca
il padre dell’interiorità moderna
Introduce il conflitto psicologico tra desiderio e colpa, terrenità e aspirazione a Dio.
Vive la distanza dal passato: percepisce il Medioevo come “età oscura” (coscienza storica nuova).
Cerca la fama letteraria: nasce l’autoconsapevolezza dell’autore moderno.
Riscrive la funzione della poesia: non più solo edificante, ma espressione dell’io.
il narratore dell’uomo reale
Rappresenta la vita quotidiana in tutta la sua varietà, terrenità e concretezza.
Valorizza l’ingegno umano, la furbizia, l’iniziativa personale.
Offre una visione laica delle passioni, del desiderio e dei rapporti sociali.
Introduce personaggi veri, non simboli: l’uomo come individuo concreto.