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Le enormi conquiste territoriali modificarono profondamente lo Stato…
Le enormi conquiste territoriali modificarono profondamente lo Stato romano:
Il ruolo crescente del senato
Roma era impegnata in secoli di guerre ininterrotte:
il potere reale passò al senato, che dirigeva i consoli nonostante fossero magistrati annuali.
Le province
Con le conquiste nacquero molte province lontane:
I governatori provinciali non erano eletti dai comizi, ma nominati dal senato.
Le magistrature provinciali non erano collegiali e dotate di imperium: questo rendeva i governatori quasi sovrani assoluti nelle province.
Il senato istituiva anche tribunali speciali, composti da senatori, per giudicare i governatori: in pratica, i senatori giudicavano altri senatori.
La crescita dei cavalieri
Nelle province si arricchì molto la classe degli equites (cavalieri), che traevano profitti da:
commerci,
appalti,
attività finanziarie.
I privilegi dei patrizi
La riforma centuriata non aveva cancellato i privilegi dei patrizi:
I patrizi nelle magistrature maggiori continuavano a dominare.
I senatori portavano una toga con due bande porpora.
Gli equites non patrizi ne portavano una sola.
Entrambi i gruppi formavano la nobilitas, ma gli equites reclamavano più potere politico.
La crisi sociale ed economica
Le conquiste portarono anche al peggioramento della situazione dei ceti popolari:
Molti contadini-soldati morivano in guerra o tornavano poveri.
Per necessità vendevano le terre ai ricchi, che diventavano latifondisti, soprattutto i senatori.
Ai senatori era vietato partecipare ai commerci, quindi investivano nelle terre.
Questa crisi colpì anche l’esercito, che si ritrovò con meno piccoli proprietari disponibili al servizio militare.