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5 morfologia flessiva - Coggle Diagram
5 morfologia flessiva
5 il sistema dei pronomi
il sistema dei pronomi nell'italiano contemporaneo, definendolo come particolarmente interessante, complesso e ricco di fenomeni innovativi.
5.1I pronomi personali
- In italiano i pronomi personali servono a indicare le persone (io, tu, lui, noi, voi, loro), ma hanno caratteristiche particolari.
- L’italiano è una lingua “a soggetto nullo” (pro-drop): significa che spesso il pronome soggetto si può omettere perché la forma del verbo fa capire chi sta parlando. Per esempio, “vado” basta da solo per capire che significa “io vado”.
- I pronomi possono essere:
soggetto (io, tu, lui, lei…)
complemento (me, te, lui, lei, loro…)
- Nella lingua reale, soprattutto nel parlato, si usano spesso forme come lui, lei, loro anche come soggetti, anche se la grammatica tradizionale preferiva “egli/ella”.
- Esistono anche i pronomi atoni (clitici) come mi, ti, lo, la, gli, che si attaccano al verbo o lo precedono e servono per i complementi, per esempio: “mi vede”, “lo chiamo”.
- Nel parlato informale si notano alcune semplificazioni, come l’uso di “te” anche come soggetto o la ripetizione dei pronomi per enfasi.
- Infine, alcuni pronomi possono avere anche una funzione formale per rivolgersi a qualcuno (come “lei” o “voi” in contesti educati o burocratici).
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6 il sistema verbale
- L'introduzione al capitolo sul sistema verbale
- Il verbo è la parte più importante della frase perché dà molte informazioni : chi compie l’azione (persona), quanti sono (numero), quando avviene (tempo), come avviene (modo), e se è attiva, passiva o riflessiva. Per formare i tempi verbali si usano spesso gli ausiliari “essere” e “avere”. “Avere” si usa di solito con i verbi che indicano azione diretta, mentre “essere” si usa con verbi di movimento, cambiamento e con i verbi riflessivi e passivi.
- Il verbo si costruisce con tre parti: radice, vocale tematica (che indica la coniugazione) e desinenza. La desinenza è molto importante perché indica tutte le informazioni grammaticali. Il sistema dei verbi in italiano non è completamente fisso: alcune forme possono cambiare o avere varianti, e la lingua continua a evolversi nel tempo.
6.1 modo, tempo e aspetto verbale nell'italiano standard
- Nell’italiano contemporaneo il sistema dei verbi sta cambiando.
- Il futuro si usa meno per parlare di azioni future e spesso viene sostituito dal presente (“domani vado”). Si usa soprattutto per esprimere dubbio o incertezza (“sarà vero”) o obbligo.
- Il congiuntivo imperfetto si usa sempre meno e viene spesso sostituito dal congiuntivo presente.
- L’imperfetto è sempre più usato al posto del condizionale o di altre forme, soprattutto nel linguaggio parlato (“volevo un caffè” invece di “vorrei un caffè”).
- Infine, il passato prossimo sta sostituendo il passato remoto, che oggi si usa soprattutto nello scritto o nei testi letterari.
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1 morfologia
- La morfologia flessiva è un ramo della linguistica che si concentra sulle variazioni di forma che una parola subisce per esprimere diverse relazioni grammaticali. ad es i nomi in italiano hanno forme diverse per numero (es. penna, penne/ libro, libri), gli aggettivi hanno forme diverse per genere e numero ( bello, bella, belli, belle). in alcuni pronomi sono espresse anche la persona ( 1,2,3 ) e il caso (se è di soggetto, oggetto e complemento, "io" ha la funzione di soggetto, "me" ha la funzione complemento oggetto e di complemento). I verbi si differenziano dal tempo ( io vedo , io vidi), modo ( che io veda, io vedo) , diatesi, ovvero la forma passiva o attiva (es. "ho mangiato attiva", "sono stato mangiato passiva")
- definizione di morfema la più piccola unità linguistica dotata di significato. l'italiano è una lingua sintetica ovvero cerca di unire in un asola parola più morfemi non autonomi, ma legati tra loro e portatori di significati diversi. una parola tendenzialmente è formata da un morfema lessicale che da il significato della parola ( la radice, ovvero la parte iniziale) e da un morfema grammaticale che indica il genere, numero, il modo, il tempo.
esempi: la parola "case" ci sono 2 morfemi! cas - è la radice della parola, - e è la desinenza che ci indica che la parola è femminile plurale
esempio:"parlo" parl - radice - o desinenza che indica il modo indicativo tempo presente.In "parlai" cambia la desinenza, ovvero il morfema grammaticale non la radice ovvero il morfema lessicale
2 il nome
- Il Nome e la Formazione del Plurale
- In italiano i nomi possono essere maschili o femminili. Di solito:
i nomi in -o sono maschili;
i nomi in -a sono femminili.
- Il plurale si forma cambiando la finale:
-o → -i
-a → -e
- Ci sono però nomi irregolari, come:
il papa / i papi
il dito / le dita
- Molti nomi moderni e stranieri sono invariabili, cioè non cambiano al plurale:
il film / i film
la città / le città
il bar / i bar
Oggi l’italiano tende a usare sempre più nomi invariabili, soprattutto per le parole straniere.
3 l'aggettivo,l'alterazione e la comparazione
- L’aggettivo qualificativo serve a descrivere una qualità del nome e cambia in base al genere e al numero. Per esempio: ragazzo alto, ragazza alta, ragazzi alti.Gli aggettivi si dividono in tre classi. La prima classe comprende aggettivi come “buono” o “grande”, che cambiano forma tra singolare e plurale e tra maschile e femminile. La seconda classe comprende aggettivi che hanno la stessa forma al singolare per maschile e femminile, come “belga”. La terza classe comprende parole come “idiota” o “ipocrita”, che al plurale diventano “idioti/idiote” .Gli aggettivi hanno diversi gradi. Il comparativo serve per fare confronti: si usa “più” per il comparativo di maggioranza (“Marco è più alto di Luca”), “meno” per quello di minoranza e “come” o “quanto” per quello di uguaglianza. Il superlativo indica una qualità al massimo grado. Il superlativo assoluto si forma spesso con “-issimo”, come “bellissimo”, oppure con parole come “molto”. Il superlativo relativo confronta qualcuno o qualcosa con un gruppo, per esempio: “il più bravo della classe”.Gli aggettivi possono anche essere alterati aggiungendo suffissi. I diminutivi indicano piccolezza o affetto (“carino”), gli accrescitivi grandezza (“grassone”), mentre i dispregiativi danno un significato negativo (“bruttaccio”, “poetastro”).
4 l'articolo
- L’articolo è una parola che si mette davanti al nome per indicare il genere, il numero o se qualcosa è specifico oppure generico.
- Gli articoli possono essere di tre tipi:
determinativi: il, lo, la, i, gli, le
indeterminativi: un, uno, una
partitivi: del, dello, della, dei, degli, delle
- Gli articoli determinativi indicano qualcosa di preciso, per esempio “il libro”. Gli indeterminativi indicano qualcosa di generico, come “un libro”. I partitivi indicano una quantità non precisa, come “dei ragazzi”.
- Per gli articoli maschili ci sono regole particolari. Si usa “il” davanti a parole che iniziano con una consonante semplice, come “il cane”. Si usa “lo” davanti a parole che iniziano con s + consonante, z, gn, ps o vocale, come “lo studente” o “lo zio”. Al plurale si usano “i” e “gli”.
- Per gli articoli indeterminativi si usa “un” nella maggior parte dei casi (“un libro”) e “uno” nelle stesse situazioni di “lo” (“uno studente”).
- Nell’italiano di oggi spesso l’articolo viene eliminato in alcune espressioni, soprattutto nel parlato, per esempio “prossima settimana” invece di “la prossima settimana”. Anche davanti ai cognomi femminili o ai nomi di enti e aziende si tende a usare meno l’articolo.
7 Avverbi, Preposizioni e
Congiunzioni
- Nell’italiano di oggi aumentano gli avverbi, soprattutto quelli in -mente. Si usano spesso parole come “più”, “abbastanza”, “un po’” e “assolutamente”.
- Crescono anche le locuzioni, cioè gruppi di parole che funzionano come congiunzioni o preposizioni, per esempio “visto che”, “dato che”, “dal momento che”, che servono a spiegare la causa.
- Un cambiamento importante riguarda “piuttosto che”, che nello standard indica una preferenza, ma nel linguaggio moderno viene spesso usato come “oppure”.
- Infine, alcune parole stanno cambiando funzione e diventano sempre più simili a elementi grammaticali come preposizioni o congiunzioni.
8 conclusioni
- Nell’italiano di oggi ci sono due tendenze principali Da una parte la lingua si semplifica, soprattutto nel parlato, con forme più facili e meno rigide. Dall’altra però la grammatica tradizionale resta abbastanza stabile, soprattutto nello scritto.In generale, quindi, la lingua cambia e si rinnova, ma senza perdere le sue regole fondamentali.
- In generale, la lingua cambia ma senza perdere le sue basi: alcune forme si semplificano e nuove espressioni nascono, ma la struttura principale dell’italiano resta solida ed equilibrata.