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IL DUECENTO: LA CHIESA, I REGNI I MENDICANTI - Coggle Diagram
IL DUECENTO: LA CHIESA, I REGNI I MENDICANTI
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Il XIII secolo è un periodo di grande affermazione della monarchia francese. Due re sono particolarmente significativi:
Filippo Augusto (1180-1223): responsabile di un’immensa espansione territoriale e del rafforzamento del potere reale.
Luigi IX (1226-1270): incarnazione dell’ideale del "buon re", figura quasi sacra con poteri miracolosi.
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- Espansione verso Nord e la battaglia di Bouvines (1214)
Obiettivo: riconquistare le regioni settentrionali sotto il controllo degli inglesi, i Plantageneti.
Esito: vittoria francese decisiva, con conseguenze politiche ed europee importanti:
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Crisi dell’autorità reale in Inghilterra, costretta a compromessi con i baroni.
Sconfitta dell’imperatore Ottone di Brunswick, che rinuncia al titolo imperiale, aprendo la strada a Federico II di Hohenstaufen.
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Contesto: il Sud della Francia (Rodano-Tolosa) era autonomo e governato da nobili locali; vi si era diffuso il càtarismo, considerato eresia dalla Chiesa.
Obiettivo: Papa Innocenzo III indice la crociata albigese per riportare la regione all’ortodossia cristiana e sotto l’autorità reale.
Caratteristica: si tratta di una crociata interna alla cristianità, non contro gli infedeli d’Oltremare.
Esito: le terre meridionali vengono gradualmente ricondotte sotto il controllo del re di Francia, consolidando l’autorità della monarchia sull’intero territorio nazionale.
Filippo Augusto, attraverso la vittoria di Bouvines e la crociata albigese,:
Allarga i confini della Francia in Nord e Sud, rendendoli più simili a quelli attuali.
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All’assedio di Béziers, i crociati non riuscivano a distinguere eretici da cristiani; il legato papale Arnaud Amaury pronunciò la frase famosa:
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Filippo Augusto sfruttò la crociata per consolidare il potere reale nel Sud della Francia, annettendo città e territori al regno.
La collaborazione con la Chiesa permise ai sovrani del Nord di espandere i propri territori verso il Sud.
Conseguenza: Alla fine del regno di Filippo Augusto, la Francia era uno dei più grandi e potenti regni europei, con autorità centralizzata e territori unificati.
Luigi IX, il re taumaturgo (1226-1270)
Nipote di Filippo Augusto, Luigi IX completò l’espansione territoriale iniziata dal nonno.
Il suo potere era sostenuto anche ideologicamente, con la convinzione popolare che il re possedesse poteri miracolosi, come la capacità di guarire la scrofola col semplice contatto delle mani.
Marc Bloch, storico francese, sottolinea che la credenza nei poteri miracolosi dei re contribuì alla legittimazione della monarchia, rafforzandone il prestigio e l’autorità.
Alla morte di Luigi IX nel 1270, la Francia era una monarchia solida e sacra, pronta a essere governata da Filippo il Bello.
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Riccardo Cuor di Leone (1189-1199) lasciò spesso l’Inghilterra per guerre e crociate, causando instabilità interna.
Suo fratello Giovanni Senza Terra (1199-1216) ereditò un regno debole, con tensioni tra monarchia e nobiltà.
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Nel 1215, Giovanni fu costretto a firmare la Magna Charta, garantendo libertà al clero, ai baroni e alle città.
La Magna Charta introdusse il “comune consiglio del Regno”, precursore del Parlamento, dove nobili, ecclesiastici e rappresentanti dei borghi e della campagna partecipavano alle decisioni.
Successivamente, con Edoardo I (1272-1307), il potere reale fu rafforzato e l’autonomia dei baroni ridimensionata.
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I regni cristiani (Castiglia, Aragona, Navarra e Portogallo) avanzarono nella Reconquista contro gli Arabi.
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Dopo questa battaglia, il controllo musulmano si ridusse al Regno di Granada.
I quattro regni cristiani svilupparono parallelamente strutture di governo simili, condividendo pratiche amministrative e militari.