Per molti secoli l’Europa è stata teatro di guerre che hanno spesso modificato i confini tra gli Stati. Dopo la Seconda guerra mondiale (1945) nacque il desiderio di collaborare per evitare nuovi conflitti e garantire la pace. Il continente si divise in due blocchi: quello occidentale, sotto l’influenza degli Stati Uniti e con governi democratici, e quello orientale, sotto l’influenza dell’Unione Sovietica e con governi comunisti. La linea che li separava era chiamata “cortina di ferro”. Nel 1949 dieci paesi europei fondarono il Consiglio d’Europa con l’obiettivo di difendere i diritti umani e promuovere la democrazia. Nel 1950 il Consiglio redasse la Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU), che obbliga gli Stati membri al rispetto dei diritti fondamentali, e nel 1959 fu istituita la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, con sede a Strasburgo, per vigilare sull’applicazione della Convenzione e giudicare eventuali violazioni. Il 9 maggio 1950, il ministro francese Robert Schuman propose la creazione di un’Europa unita, data considerata la nascita simbolica dell’Unione Europea. Oggi il Consiglio d’Europa ha sede a Strasburgo, conta 47 Stati membri (esclusi Vaticano, Kosovo e Bielorussia) e ha come lingue ufficiali inglese e francese. Non va confuso con l’Unione Europea, poiché non fa leggi ma promuove i diritti umani, la democrazia e la cooperazione tra gli Stati. La Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo tutela il diritto alla vita e alla sicurezza, la libertà personale, l’uguaglianza davanti alla legge e la libertà di pensiero, religione, parola e associazione, condannando la tortura, la schiavitù e ogni forma di discriminazione. Il Consiglio d’Europa continua a promuovere campagne per diffondere questi valori in tutto il continente.