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Adeguatezza patrimoniale nelle banche (2) - Coggle Diagram
Adeguatezza patrimoniale nelle banche (2)
il
Patrimonio di Vigilanza
in Basilea 2 si divide in 2 livelli
Tier 1
(capitale in base)
il capitale di migliore qualità come il capitale sociale e gli utili NON distribuiti
deve essere sempre a disposizione della banca per affrontare i rischi più gravi
Tier 2
(capitale supplementare)
comprende strumenti di capitale di qualità inferiore
come obbligazioni subordinate
Tier 3
(capitale di terzo livello)
è concetto che in effetti NON è stato pienamente sviluppato in Basilea 2
ma che ha riguardato l'uso di strumenti più rischiosi e meno liquidi
come alcune forme di debito subordinato
Limiti di Basilea 2
non affronta in maniera adeguata il
rischio di mercato
e il
rischio di liquidità
la definizione di
patrimonio di vigilanza
era poco stringente
consentendo l'inclusione di strumenti di bassa qualità
come le passività subordinate che NON sono in grado di assorbire adeguatamente le perdite
un altro problema è la
prociclicità
--> tendenza a richiedere più capitale proprio nei periodi di crisi
quando le banche potrebbero essere già in difficoltà
le origini di Basilea 3
la crisi del 2007-2008 ha rilevato le carenze del sistema di regolamentazione precedente
una delle principali lacune --> era la gestione del rischio di liquidità
ossia la capacità delle banche di disporre di liquidità sufficiente i
per far fronte a richieste di prelievo da parte dei clienti
o per far fronte ai debiti a breve termine
durante la crisi molte banche NON riuscivano a ottenere la liquidità dai mercati interbancari>
(il mercato dove le banche si prestano denaro tra loro)
a tassi più vantaggiosi
perchè NON si fidavano l'una dell'altra
questo mette in evidenza quanto fosse cruciale una gestione prudente
NON solo del capitale, ma anche della liquidità
Basilea 2 aveva la stessa considerazione del PV di Basilea 1
dava la possibilità di emettere strumenti di debito
come
le passività subordinate
o gli strumenti ibridi di patrimonializzazione
nei confronti dei quali le banche si sono fortemente orientate
quando hanno dovuto aumentare il coefficiente di solvibilità o il PV
siccome erano meno costose rispetto ad un aumento di capitale
e di più semplice emissione sul mercato
--> si costituisce un PV con inferiore capacità di assorbimento delle perdite
le
colonne portanti di Basilea 3
Rafforzando del capitale
punta a migliorare la qualità del capitale delle banche
in modo che possano assorbire le perdite senza compromettere la loro continuità operative
principale novità --> introduzione del
Common Equity Tier 1
CET 1
nuova categoria di capitale di altissima qualità che deve essere maggiormente utilizzato per coprire i rischi bancari
si tratta di azioni ordinarie, riserve e utili NON distribuiti
strumenti più stabili e sicuri rispetto ad altri tipi di capitale
disciplina divisa tra tutte le
banche
e le
Sifis
(banche significant, la crisi di queste creerebbe instabilità in tutto il sistema finanziario)
"too big to fail"
la
liquidità
--> NON vi è alcuna distinzione tra le banche
Il capitale e la struttura
(distinzione chiara del capitale)
Introduzione di "cuscinetti" patrimoniali
permettono alle banche di accumulare capitale in periodi economici favorevoli
per utilizzarlo quando la situazione peggiora
questi buffer di capitale sono (dotazioni di capitale per ridurre la volatilità dei requisiti patrimoniali)
Capital Conservation Buffer
(2,5% dei RWA)
serve a mantenere un livello di capitale superiore al minimo richiesto
per proteggere le banche durante i periodi di stress
Counter - cyclical Buffer
il buffer 0% e 2,5% dei RWA
può essere autorità di vigilanza quando l'economia è in espansione e il rischio sistemico aumenta
Migliore gestione dei rischi
alzati i requisiti patrimoniali per alcune tipologie di attività bancarie
in particolare quelle legate alla cartolarizzazione (processo tramite il quale una banca trasforma i crediti in titoli)
introdotti strumenti per limitare l'effetto della
prociclicità
la tendenza delle regole bancarie
a rafforzarsi durante periodi di espansione economica
e peggiorare in periodi di recessinoe
questo effetto potrevve aggravare una crisi invece di prevenirla
Introduzione del concetto di
Common Equity Tier 1 (CET1)
il patrimonio di base, di qualità superiore,
destinato a coprire le perdite in caso di continuazione dell'attività bancaria ("going concern")
Nuova definizione di
Patrimonio di Vigilanza
più stringente, basata sul CET 1
NON è più previsto il Tier 3
(Patrimonio supplementare di terzo livello, utilizzato per il rischio di mercato)
perchè era di qualità inferiore al Tier 2
Introduzione dell'indice di
leverage ratio
Inoltre il
coefficiente patrimoniale minimo di solvibilità dell' 8%
Basilea 3 effettua una distinzione tra
Tier 1
è composto da
CET 1
(Common Equity Tier 1)
deve costituire almeno il 4.5% degli RWA
è il capitale di massima qualità
(azioni ordinarie emesse dalle banche, sovrapprezzo azioni, riserve di utili e da valutazione)
Tier 1 aggiuntivo
può comprendere azioni privilegiate e strumenti ibridi
che NON rientrano nel CET 1
(ma comunque comportano partecipazione al rischio d'impresa)
e da strumenti ibridi spefici
ma NON sono considerati di qualità pari al CET 1
deve essere almeno il
6%
degli RWA (Risk - Weighted Assets)
in crescita rispetto al 4% richiesto da Basilea 2
Tier 2
patrimonio supplementare, utilizzato per coprire le perdite in caso di crisi ("gone concern")
deve rappresentare almeno il
2% degli RWA
capitale meno sicuro del Tier 1
più subordinato nella priorità di rimborso in caso di fallimento
Sintetizzando, con Basilea 3
chiara
distinzione tra TIER 1
(copertura perdite in
condizioni di continuità di impresa
"going concern")
e
TIER 2
(copertura in caso di
crisi
, "gonce concern")
Total capital ratio sempre 8%,
Con Basilea 2
-->
tier 1
NON inf. a
4%
RWA
Con Basilea 3
-->
tier 1
NON inf. a
6%
RWA
Liquidità e rischio di liquidità
la crisi del 2007-2008 ha dimostrato che una banca può essere solvibile
NON ha liquidità disponibile può comunque fallire
2 misure fondamentali per il rischio di liquidità
Liquidity Coverage Ratio
LCR
indice che obbliga le banche a mantenere
riserve liquide sufficienti
per coprire almeno 30 giorni di stress finanziario
le banche devono detenere ad alta qualità
che possano essere facilmente liquidati in caso di emergenza
LCR = (Attività liquide ad alta qualità / Deflussi di cassa netti nei 30gg di calendario successivi) >1
Net Stable Funding Ratio
NSFR
indice che spinge le banche a raccogliere fondi stabili a lungo termine per finanziarie le loro attività
mantenendo un ammontare minimo di raccolta fissa almeno pari all'ammontare obbligatorio di fondi stabili
la banca deve mantenere una proporzione sufficiente di fondi di finanziamento a breve termine
potrebbero NON essere disponibili durante una crisi
NSFR = (Ammontare disponibile di provvista (attività) stabile / Ammontare obbligatorio di provvista stabile (risorse stabile)) > 1
le banche sistematicamente importanti
SIFIs
(sistemi importanti a livello finanziario)
sono di importanza sistemica per l'economia globale
too big to fail
devono avere requisiti patrimoniali più elevati
che vanno da minimo dell'1% a un max del 2.5% in più rispetto ai requisiti standard
proprio per evitare che il loro fallimento possa innescare una crisi a livello globale
l'autorità di vigilanza le individua in base a valutazioni quantitative
misurando l'impatto che si avrebbe globalmente a seguito del fallimento di una di queste banche
introdurre misure per le SIFIS --> novità di Basilea 3
Le problematiche e le critiche
complessità dei metodi di ponderazione
dei rischi>
potrebbe risultare troppo tecnica e difficile da applicare in modo uniforme
e troppa semplicità di altri indici
non risk-based
il rischio di
arbitraggio regolamentare
in cui le banche potrebbero cercare di aggirare le normative per ottenere vantaggi competitivi
NON ancora risolto
Processo di transizione eccezionalmente lungo
*One size fits all
NON si contemplano soluzioni diversificate per le banche secondo il loro
business model
Spinta all'investimento nel sesttore pubblico e alla diminuzione del credito erogato alle piccole imprese
soprattutto a lungo termine
Basilea 2
--> evoluzione del precedente
NON si limita più a fissare un requisito di capitale minimo
--> introduce approccio molto più articolato per la gestione del rischio
considerando diversi tipi di rischio e adottando una regolamentazione più dettagliata e diversificata
regolamentazione basata su 3 pilastri
Requisiti Patrimoniali Minimi
capitale che le banche devono detenere per coprire i rischi derivanti dalla loro attività
si conferma il requisito di capitale del 8% --> applicato su base molto più complessa
il patrimonio di vigilanza deve essere sufficiente NON solo a coprire i prestiti
ma anche a fronteggiare situazioni di rischio che potrebbero compromettere la stabilità finanziaria dell'istituto
la definizione del
PV
e il
coefficiente patrimoniale totale
(8%)
restano quelli previsti da
Basilea 1
al denominatore vengono considerati sia
i
rischi di credito
sia quelli di
mercato
ed
operativi
PV >= 8% * RWA + Krm + Kro
PV
--> è il patrimonio a fini di vigilanza
RWA
--> sono le cosiddette attività ponderate per il rischio di credito o
risk weighted asset
Krm
è il requisito patrimoniale conteggiato sui rischi di mercato e di controparte
Kro
è il rischio patrimoniale conteggiato sui rischi operativi
per calcolare il capitale la banca sceglie tra 2 metodi per la
ponderazione del rischio
Metodo Standard
le banche utilizzano il rating esterni forniti da agenzie specializzate
per determinare la rischiosità di un credito
in base al rating si applicano diverse ponderazioni
rating
se rating molto alto (AAA)
si applica una ponderazione più leggera
rischio considerato basso
se il rating è basso (BB)
rischio più elevato
ponderazione maggiore
indicatore del grado di rischio (insolvenza) del soggetto affidato
espresso attraverso un voto facente parte di una scala (lettere e/o cifre)
ponderazioni (pesi) fissate con Accordo di Basilea
in misura diversa per le diverse categorie di controparti
possiamo notare che
questi coefficienti sono
più articolati
di quelli di Basilea 1
rispetto a questo, Basilea 1 è stato superato il limite di considerare analogamente tutte le imprese private
2 more items...
la ponderazione arriva fino al 150%
per i
privati e le PMI
(retail)
è stata stabilita una ponderazione del 75%
indipendentemente dal rating
è un progresso dato che con Basilea 1 per le PMI era pari al 100%
1 more item...
le ponderazioni delle attività soggette a rischio di credito (RW) sono basate su
giudizi di solvibilità
del sogg. affidato forniti da
soggetti terzi specializzati
(vengono utilizzati i c.d.
rating esterni
)
per esempio Standard & Poor's oppure altre iscritte ad un apposito albo tenuto presso la BDI
Coefficiente di ponderazione dell'approccio standard
(esposizioni NON garantite)
invece per le
aziende corporate
, essendo il coefficiente di ponderazione diversificato
vi è sicuramente un vantaggio rispetto ai
privati e le PMI
(75%)
situaz. maggiormente vantaggiosa per le utlime quando tali imprese
NON abbiano un rating
: ponderazione è al 75% e per le corporate 100%
Metodo dei Rating Interni IRB
per la
misurazione del rischio di credito
Basilea 2 tiene conto di 4 parametri
Probabilità di Default PD
o probab. di insolvenza
probabilità che il debitore NON paghi il suo debito
--> si manifesta il
default
se il debitore NON paga il suo debito e gli interessi
grandezza continua compresa tra
0% e 100%
--> Probab di Default (PD)
il rating è il modo immediato per misurarla
Loss Given Default LGD
quantifica la
perdita effettiva
che la banca subirebbe in caso di insolvenza
l'
Ecposure At Default EAD
misura l'
ammontare del credito a rischio al momento del default
linee di credito elastiche
effettivo utilizzo dipende dal fido max. accordato
la
Maturity M
-->
vita residua del prestito
si riferisce alla durata del prestito
crediti a lunga scadenza --> comportano maggiori rischi legati all'evoluzione delle condizioni economiche
la
scadenza
del prestito diviene fattore di rischio
parametri che aiutano a stimare la possibilità che un credito diventi inesigibile e l'entità perda in caso di default
con questo metodo viene
stimata interamente la ponderazione
da applicare all'attività (
rating interni
) per poi definire il capitale necessario
per coprire la massima perdita che potrebbe registrarsi in un certo lasso di tempo e con una certa probabilità
è possibile se scegliere se utilizzare
a) un
approccio di base
più semplice e alla portata di un maggior numero di banche
b) un
approccio avanzato
più complesso
vantaggi
riduce il rischio di obsolescenza normativa
perchè una normativa sulle ponderazioni imposta dall'esterno dipende dalle condizioni esterne di obsolescenza
sfrutta i vantaggi informativi delle banche senza affidarsi ad un soggetto esterno
le
ponderazioni
da applicare alle attività sono
differenziate
rispetto ai
giudizi di merito creditizio
assegnati alle controparti
per il loro calcolo gli intermediari possono scegliere alternativamente tra metodo standard e dei rating interni
la banca
combinerà
con
dati qualitativi
(prospettive del settore e discontinuità societarie)
dati quantitativi
(indici di bilancio e andamentali)
effettuando di fatto un'
istruttoria
--> potrà sfruttare la stessa anche per l'emissione del rating
e poi per la determinazione del
capitale da allocare
procedura
oggettiva e NON arbitraria
tenendo conto di tutti i dati considerati
--> supporto statistico informatico per ottenere un
rating
che verrà poi agganciata ad una certa probabilità di insolvenza
1 more item...
dopo aver definito l'
aggregato soggetto a rischio di credito
utilizzando il meccanismo di ponderazione
la banca applicherà a questo il
coefficiente
e otterrà la
dimensione minima del PV
dovrà confrontarla con la
dimensione effettiva del PV
che possiede nel bilancio
se risulta inferiore
2 more items...
Controllo Prudenziale
ogni banca deve avere un processo
ICAAP
(Internal Capital Adequacy Assestment Process)
consente di monitorare costantemente i rischi e determinare se il capitale che possiede è sufficiente a fronteggiarli
le autorità, come la Banca d'Italia --> chiamate a
verificare se le banche rispettano i requisiti patrimoniali
se il loro sistema di conrollo interno è efficace
all'
esterno
invece Basilea 2 chiede che l'
Autorità di Vigilanza nazionale
(BDI)
debba valutare
la valutazione avverrà
attività di rapporto periodica: processo è chiamato
SREP
(Supervisory Review and Evaluation Process)
se la banca NON soddisfa i requisiti richiesti --> l'autorità chiede misure correttive
aumento del capitale o modifica dei comportamenti di gestione del rischio
con ispezioni in loco
consultazioni con il manager della banca
verifica del lavoro svolto dai revisori esterni
l'adeguatezza patrimoniale delle banche
e la capacità di dotarsi di strumenti per conformarsi alle norme stabilite
in caso contrario --> necessarie misure correttive
all'
interno
della banca ci sarà
un'ufficio che si occuperà del PV
come articolarlo, su quali voci far leva, controllarne periodicamente la dimensione
ed un'ufficio che si occuperà di quantificare la sommatoria degli RWA
i rischi e migliorare l'assetto dei rischi (qualità degli attivi)
la banca deve operare con un
livello di capitale superiore al minimo
Disciplina di Mercato
si basa sulla trasparenze e sull'informazione
la banca deve render pubblici, tramite strumenti di
disclosure
serie di dati chiave relativi al proprio di rischio, alla sua struttura patrimoniale e politiche adottate per gestire il rischio
Composizione del PV
Approccio utilizzato per valutare l'adeguatezza patrimoniale
Requisiti patrimoniali a fronte di tutti i rischi
Obiettivi da perseguire, attività di copertura del rischio, organizzazione dell'area di
risk management
permettono agli investitori e agli altri operatori di mercato di valutare affidabilità e stabilità della banca
oltre alla trasparenza anche sulla
remunerazione dei manager
i cosiddetti
risk takers
le loro decisioni possono influire significativamente sulla rischiosità dell'istituto
es. se i manager incentivano comportamenti ad alto rischio
--> può aumentare le perdite per la banca
quindi anche la necessità di capitale aggiuntivo
Altre novità
oltre al principio
"più capitale di maggiore qualità"
abbiamo
Migliore copertura dei rischi, attraverso l'innalzamento dei requisiti a fronte di operazioni di cartolarizzazione
ma anche considerando il rischio di liquidità
Misura di
leva finanziaria
(
leverage ratio
) per contenere il livello di indebitamento
rapporto tra il
tier 1
rispetto all'
attivo NON ponderato
e deve
essere pari ad almeno il 3%
lega
l'espansione creditizia della banca
ad una base patrimoniale adeguata
per limitare la tendenza all'indebitamento eccessivo in fasi di ciclo economico favorevole
testato dal 2013 al 2017 e NON applicato fino al 2018 (successivamente parte integrante del primo pilastro)
Misure per il contenimento del
rischio di liquidità
Basilea 3 individua 2 tipologie di rischio di liquidità
Funding liquid risk
rischio che la banca
NON sia in grado di far fronte
puntualmente ed in modo economico (senza eccessivi costi)
ai
deflussi di cassa
(uscite) attesi o inattesi (con scadenza determinata o NON)
legati al rimborso di passività, al rispetto di impegni ed erogare fondi o alla richiesta di accrescere le garanzie fornite
Market Liquid Risk
rischio che la banca
NON riesca a convertire in denaro
una posizione su una data attività finanziaria
o riesca a liquidarla subendo una
decurtazione del prezzo
a causa dell'insufficiente liquidità del mercato o di un temporaneo malfunzionamento dello stesso
--> rischio che deriva dalla
detenzione di titoli in portafoglio
Buffer
di capitale anticiclici
Buffer anticiclici
dotazioni di patrimonio aggiuntive per evitare che la banca si trovi in difficoltà in periodi di
stress
misure volte a
contenere la prociclicità delle regole prudenziali
dirette a richiedere alle banche la detenzione di risorse patrimoniali superiore a quelle minime
in periodi di
ciclo economico negativo
le regole prudenziali vanno ad
aggravare
il ciclo stesso
dato che richiedono
maggiore patrimonio
per contrastare la
più elevata rischiosità
degli attivi
per evitare ciò, Basilea 3 spinge le banche verso l'
accrescimento di dotazione patrimoniale
in periodi in cui il ciclo economico è
favorevole
un'eccessiva crescita di reddito aggregato --> può comportare l'accumulo di rischi sistemici
le autorità di vigilanza attiveranno buffer anticiclici
che prevedono dotazioni aggiuntive di CET 1
misure
macroprudenziali
--> regole destinate a mantenere la stabilità dei singoli intermediari (microprudenziali)
NON sono sufficienti a rendere più solido il sistema finanziario nel suo complesso
la
costituzione
di buffer patrimoniali viene imposta durante le
fasi di espansione
per beneficiarne durante le fasi di recessione
sono 2
Capital Conservation Buffer
, Ccb
promuove la costituzione di risorse patrimoniali in eccesso rispetto ai requisiti minimi
nei periodi NON caratterizzati da tensioni, cui poter agire nelle fasi in cui subiscono delle perdite
capitale aggiuntivo composto solo da azioni ordinarie (Qualità superiore)
fisso al 2,5% delle attività ponderate per il rischio (RWA)
Counter-cyclical buffer
le banche devono costruirei risorse patrimoniali quando il ciclo economico è favorevole
e utilizzarle quando le condizioni si deteriorano e il rischio si materializza
potrà essere applicato dall'Autorità di Vigilanza nazionale
occasionalmente
qualora vi siano segnali di surriscaldamento del ciclo creditizio
in misura tra lo 0% e il 2.5% dei RWA
Basilea 4 - Novità
è in vigore da giugno 2019, con applicazione diluita fino al 2023
tra le novità troviamo
Fondi propri
investimenti in software ceh NON vengono dedotti nel PV
misura di stimolo vs trasformazione digitale
Con Basilea 1 venivano dedotte dal patrimonio di base le immobilizzazioni immateriali, tra cui i software
Total Loss Absorbing Capability
introduzione di nuovi requisiti patrimoniali per rendere più rapido l'assorbimento delle perdite
Rischio di credito
riduzione dei coefficienti di ponderazione per alcune tipologie di esposizioni
Coefficiente di leva finanziaria e Net Stable funding ratio
resi definitivi e operativi