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GIOVANNI GIOLITTI E LA SUA POLITICA - Coggle Diagram
GIOVANNI GIOLITTI E LA SUA POLITICA
ETA' GIOLITTIANA
PERIODO STORICO
L’espressione “Età Giolittiana” si riferisce al periodo della storia italiana che va dal 1901 fino all’inizio della Prima Guerra Mondiale, nel 1914.
CONTESTO ECONOMICO
Questo periodo fu importante perché l’Italia visse una fase di forte crescita economica e sociale, dopo un periodo difficile chiamato “crisi di fine secolo”, e coincise con la “Belle Époque” europea.
APPROCCIO DI GIOLITTI AI CONFLITTI SOCIALI
NEUTRALITA' DELLO STATO
Capì che la società stava cambiando e che le masse popolari stavano diventando sempre più importanti. Invece di cercare di fermare queste nuove forze, Giolitti pensò che fosse meglio integrarle nello Stato liberale.
La sua idea principale era che lo Stato dovesse essere neutrale nei conflitti tra lavoratori e datori di lavoro che riguardavano l’economia. Giolitti credeva che le forze dell’ordine dovessero intervenire solo se l’ordine pubblico era davvero in pericolo.
TOLLERAZA VERSO GLI SCIOPERI
Le proteste e gli scioperi per chiedere salari migliori o condizioni di lavoro più giuste erano considerati legittimi. Secondo lui, bisognava lasciare che queste proteste si svolgessero, in modo che le parti potessero trovare un accordo pacifico.
Questa politica di tolleranza verso le richieste di operai e contadini, anche se all’inizio poteva aumentare il numero di scioperi, portò a importanti miglioramenti nei salari
RISULTATI DELLA POLITICA DI GIOLITTI
L’aumento dei salari significava che le persone potevano comprare di più, stimolando così l’economia e favorendo la modernizzazione del paese.
STRATEGIE PER INTEGRARE LE MASSE NELLO STATO
RIFORME PER LA TUTELA DEL LAVORO
Furono introdotte leggi per proteggere il lavoro delle donne e dei bambini, stabilendo limiti di orario (12 ore) e un’età minima per lavorare (12 anni). Vennero creati uffici del lavoro e rese obbligatorie le assicurazioni contro gli infortuni, le malattie e la vecchiaia.
Lo sviluppo riguardò le regioni settentrionali in particolare Torino, Genova e Milano
ESTENSIONE DI VOTO
Nel 1912, Giolitti introdusse il suffragio universale maschile, permettendo a molti più uomini di votare e cercando così di coinvolgere direttamente le masse popolari nella vita politica.
POLITICA ECONOMICA
Oltre a far aumentare i consumi con l’aumento dei salari, Giolitti fece intervenire lo Stato nell’economia. Ad esempio, nazionalizzò le ferrovie e le assicurazioni e sostenne lo sviluppo delle industrie, soprattutto nel centro-nord, con misure protezionistiche. Favorì anche la gestione pubblica dei servizi come gas, luce e trasporti da parte dei comuni.
DIALOGO CON LE NUOVE FORZE POLITICHE
IL RAPPORTO CON I SOCIALISITI
Un aspetto fondamentale della politica di Giolitti fu il tentativo di coinvolgere il movimento socialista, in particolare la sua parte più moderata, nel sistema politico liberale. Giolitti capiva che i socialisti stavano diventando sempre più importanti come rappresentanti dei lavoratori e vedeva nella loro collaborazione un modo per rendere il paese più stabile e moderno.
IL RAPPORTO CON I CATTOLICI
Anche i cattolici entrarono a far parte della vita pubblica. Papa Pio x attenuò molte indicazioni contenute nel NON EXPEDIT
Nacquero due movimenti che volevano partecipare democraticamente alla vita politica mantenendo autonomia rispetto alle gerarchie ecclesiastiche
PATTO GENTILONI
I liberali di Giolitti e i cattolici capeggiati Gentiloni strinsero un accordo elettorale. I liberali per ottenere i voti dei cattolici concedevano delle concessioni: la religione cattolica divenne religione di stato; opposizione al divorzio e dare diritti alle associazioni economiche e sociali cattoliche.
IL MOVIMENTO NAZIONALISTA
Sostenuto dai conservatori, dalla grande industria e dagli intellettuali che esaltavano l'idea dello Stato forte, della guerra come strumento per rafforzare il potere di una nazione e il popolo
LA POLITICA ESTERA
Nel 1911 riprese la politica coloniale, puntando alla conquista della Libia. L'impresa ottenne favore dei nazionalisti e dell'opinione pubblica
Nel 1912 ottenne il possesso della Libia. All'Italia vennero affidate anche Rodi e Dodecaneso, isole del Mar Egeo appartenenti all'Impero ottomano.
La conquista non produsse gli effetti sperati perché il paese era povero di risorse minerarie e agricole
LA FINE DI GIOLITTI
Nonostante il successo, l'accordo provocò l'uscita dalla maggioranza dei gruppi più radicali e anticlericali, rendendo la base parlamentare di Giolitti meno omogenea e più difficile da gestire, portandolo alle dimissioni nel 1914.
Vittorio Emanuele III decise di dar vita a un governo di indirizzo conservatore guidato da Antonio Salandra . La nascita del nuovo governo provocò forti tensioni sociali e violenti scioperi