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Beato Angelico - Coggle Diagram
Beato Angelico
tempera su tavola
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al centro si vede Gesù che viene fatto calare dalla Crocecon l'aiuto di Giuseppe da Nicotea e Nicodemo e salgono sulla croce per poter deporre il corpo di cristo dalla croce verso il sarcofago
vi è un ritratto di Michelozzo è l'architetto collaboratore di Beato Angelico nella ristrutturazione del convento di San Marco, dove B. A. andrà per decorare le stanze dei frati.
a sinistra abbiamo rappresentato il gruppo delle donne : si vede in basso la Maddalena che sta baciando i piedi di Cristo. L'abito rosso in questo caso rappresenta la prostituzione/peccatrice, perché spesso si confondeva la figura della Maddalenana con quello della peccatrice/prostituta: la Madonna con abito blu, regina dei cieli.
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a sinistra vediamo una città, che dovrebbe essere quella di Gerusalemme. Le mura merlate ricordano la città di Firenze. al centro c'è una struttura che assomiglia a una ziggurat e in lontananza delle nuvole nere. Noi sappiamo che dal racconto biblico con la crocifissione il cielo si oscurò. a destra c'è un altro scorcio di paesaggio con l'impressione di essere in primavera, soprattutto per la presenza di fiorellini. Primavera tra le stagioni è quella che corrisponde alla rinascita. Cristo è morto ( inverno ), Cristo risorge ( primavera ). è anche un riferimento esplicito al Vangelo di San Giovanni.
a destra abbiamo un gruppo di uomini vestiti all'orientale, quello col cappuccio rosso e in mano gli strumenti della passione potrebbe essere Pallastrozzi. Quello invece inginocchiato, secondo alcuni potrebbe essere Alessio Degli Strozzi ( un antenato della famiglia strozzi fatto santo), oppure potrebbe essere il figlio stesso di Pallastrozzi.
possiamo rintracciare delle linee compositive immaginarie:linea verticale con croce accentro indica dimensione divina, ascesa verso il cielo; la linea orizzontale indica invece la vita terrena. ciò che unisce dimensione divina e terrena è la diagonale disegnata dal corpo di Cristo, mediatore tra uomo e Dio.
colori molto accesi e brillanti grazie al restauro e vediamo che in Beato Angelico la luce è molto importante, viene chiamato anche pittore della luce, che è molto diffusa. Anche in una scena dove doveva prevalere l'oscurità del cielo, lui mette le nuvolette quasi nascoste a sinistra(?)
la luce serve a raccontare la realtà e lo spazio. in Beato Angelico la luce assume significato simbolico di emanazione divina, dunque di Dio. La luce serve a mostrare come il divino si palesa nella nostra realtà. La luce rappresenta la presenza di Dio nella realtà. sta raccontando nella deposizione della croce della presenza di Dio. C'è un equilibrio un po' forzato, poca drammaticità. Idea di un equilibrio armonico, grazie alla presenza di Dio. Grande equilibrio compositivo e cromatico. B. A. ci sta dicendo che questa è l'armonia divina che Dio porta nella nostra realtà sensibile. C'è un equilibrio anche nelle espressioni, non c'è drammaticità. è la presenza di Dio simboleggiato dalla luce che porta ordine nella realtà
Madonna delle Ombre
si trova lungo un corridoio dove i domenicano sostavano per pregare. C'è una finta cornice che dovrebbe richiamare la presenza di un altare .
chiamata così perché si creano ombreggiature molto realistiche perché lui adegua la pittura alla fonte vera di luce. Leonardo Da Vinci farà la stessa cosa con l'ultima cena
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si ispira all'opera di Masaccio, basti pensare alla trinità; l'idea della volumetria, lo studio della luce, etc.
tendenzialmente beato lavora ad affresco , in questo caso invece, eccezionalmente, va a ritoccare a secco ( questo rende i colori meno brillanti , perché tendono a deperire nel tempo)
lui dipingeva ad affresco e non ritoccava di solito, perché dice buona la prima, è dio che mi guida. In questo caso specifico invece no
c'è il globo diviso in tre nella mano di Gesù, indica il suo dominio sulla terra. Si vedono i dettagli sugli abiti
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luce
elemento che costruisce lo spazio/definisce lo spazio prospettico ( espressione del rinascimento ), ma anche luce che simbolicamente rappresenta l'emanazione divina
unificante, rivelatrice e dà colore e sacralità
confronto con Caravaggio, il quale utilizza contrasti chiarosculari molto forti. In lui non c'è la luce diffusa tipica di Beato Angelico. Anche Caravaggio però era un fonte credente. C'è un faro che illumina solo determinati personaggi. Guardiamo l'opera "La vocazione di San Matteo"
in Caravaggio abbiamo una luce che simboleggia la grazia di Dio, o meglio Dio che sceglie e l'uomo che si fa scegliere. Caravaggio rappresenta il libero arbitrio. Beato Angelico è luce diffusa che ristabilisce l'ordine nel mondo; Caravaggio invece ci dice che nella realtà c'è il male. c'è il bene e non tutti gli uomini decidono di farsi toccare da Dio
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confronto con "Adorazione dei Magi" di Gentile da Fabriano, 1423, un pittore proveniente dalle Marche. La sua opera messa nella stessa cappella in cui viene messa una opera di Beato Angelico ( passano dieci anni tra l'una e l'altra ) Gentile viene dopo. Cosa cambia in 10 anni a Firenze? Questa opera ci fa capire che il gusto non era ancora così omogeneo. Qui infatti i colori sono meno brillanti, meno legati alla tradizione della miniatura
è molto più dettagliato, ci sono molti più personaggi rispetto all'Arte Rinascimentale; ci sono atmosfere da fiaba/fiabesche. C'è una prospettiva a volo di uccello. la tradizione ci parla di 3 re Magi, ma in realtà erano tanti secondo la tradizione, e infatti qui vediamo una folla/corteo. Gentile rappresenta tutto il viaggio di questi Magi per arrivare a Betlemme. Come se lui rappresentasse tanti episodi diversi rappresentanti tutto il viaggio dei re Magi con questa prospettiva a volo di uccello, tipico tratto tardo-gotico. Anche la profusione dell'oro è tipicamente del tardo-gotico. anche gli abiti orientaleggianti.
interesse per lemeento naturale - i tre Magi hanno età diverse, rappresentano . il gusto era quello del tardo-gotico, ma queste opere ci indicano che comincia a farsi strada la novità