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Vita Nova, De Monarchia, Convivio, De Vulgari Eloquentia - Coggle Diagram
Vita Nova
L'opera può essere considerata una sorta di antologia della prima produzione lirica di Dante, a tema soprattutto amoroso e ispirata dal personaggio di Beatrice
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La Vita Nova si compone di due parti: la prima è dedicata all'esaltazione e alla gioia per l'amata (Beatrice) in vita, mentre la seconda tratta la consolazione per la sua morte
Nelle prose, sogni e visioni si accompagnano alle spiegazioni degli episodi e dei versi. nell'ultima parte della Vita Nova si profetizza una "mirabile visione" che verrà raccontata nel successivo capolavoro di Dante, la Commedia.
De Monarchia
L’umanità raggiunge la sua felicità terrena tramite la pax e l’uso libero della ragione → serve un monarca universale.
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L’umanità raggiunge la sua felicità terrena tramite la pax e l’uso libero della ragione → serve un monarca universale.
Chiesa e Impero autonomi e coordinati (nessuna teocrazia).
Contesto: discesa di Enrico VII; Dante spera in una rifondazione dell’ordine italiano.
Convivio
opera dottrinaria* che il poeta immaginava suddivisa in quattordici trattati filosofici, ma la cui stesura si fermò al quarto.
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Nel trattato introduttivo, Dante spiega le ragioni che lo hanno portato ad utilizzare il volgare invece del latino. la motivazione principale è, per il poeta, la "liberalitate"* nei confronti dei lettori.
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Il titolo dell’opera, Convivio, metaforizza la vivanda delle canzoni, accompagnata dal pane dei trattati filosofici che commentano le canzoni stesse.
Il tema è quello della filosofia, I versi si alternano alla prosa che, a differenza della prosa di Vita Nova, non è narrativa o comunque autobiografica, bensì altamente dottrinaria.
La filosofia a cui si ispira, che segue Dante in quest’opera, è la filosofia aristotelica.
De Vulgari Eloquentia
Protagonista dell'opera è la lingua volgare, che viene definita dall'autore: 1) cardinale, perchè deve essere comune tra tutti gli abitanti della penisola; 2) aulico, perchè sia parlato anche nella corti più nobili; 3) curiale, perchè le sue regole devono essere fissate dalla "Curia", cioè l'insieme dei saggi e dei sapienti d'Italia.
Nel decimo capitolo del primo libro, Dante scrive una vera e propria cartina linguistica dell'Italia, che parte da Sud ed arriva a Nord.
Dante sottolinea un aspetto che raramente viene considerato, ma che è molto importante, cioè i due versanti geografici, tirrenico e adriatico. In questo modo, passa in rassegna i quattordici volgari, le quattordici principali varianti del volgare italiano.
La splendida metafora che Dante utilizza nel XVI capitolo del I libro per questa ricerca del volgare illustre e perfetto, è quella della caccia a una pantera il cui profumo si fa sentire ovunque, ma che non si trova in nessun luogo.
è un'opera filosofica e dottrinaria elaborata da Dante negli stessi anni della stesura del Convivio (1303-1304)
il De Vulgari è, invece, dedicato a un tema particolare: quello della lingua, e quindi delle strutture retoriche e della letteratura.