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LA DIAGNOSI FUNZIONALE - Coggle Diagram
LA DIAGNOSI FUNZIONALE
La diagnosi nosografica, basata sui sistemi di classificazione codificati come ICD-10, DSM-5 e DC:0-5
consente di "classificare" un insieme di sintomi, ma per sua natura non tiene conto del bambino come individuo con un disturbo
Inoltre, offre poche indicazioni utili per la creazione di un progetto terapeutico. Infatti, al termine del
processo diagnostico, per identificare gli interventi più adatti al caso specifico è necessaria un'altra
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La diagnosi funzionale rappresenta quindi un elemento essenziale che completa la diagnosi nosografica
Essa consente di interpretare i sintomi osservati in relazione alle caratteristiche dello sviluppo,
rivelandone il reale significato clinico. Inoltre, solo attraverso la diagnosi funzionale è possibile ottenere
indicazioni sulle aree di forza e di debolezza del soggetto, fondamentali per elaborare un progetto terapeutico personalizzato
Questo progetto non si limita alla "cura" del disturbo, ma mira principalmente a promuovere una "crescita" adeguata
del soggetto, affinché possa integrarsi e partecipare attivamente alla vita sociale, indipendentemente dalle sue difficoltà
Un orientamento concettuale di questo tipo evidenzia la necessità di un terzo tipo di "conoscenza": quella
relativa all'ambiente in cui vive il bambino. Per descrivere in modo chiaro questa nuova dimensione di conoscenza
comprendente il funzionamento del bambino, le sue attività e il grado di partecipazione all'ambiente, oltre alla conoscenza dell'ambiente stesso
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L'ICF-CY include diverse "componenti", che sono: I. Funzioni e Disabilità; II. Fattori Contestuali. Ogni
componente è suddivisa in vari "domini": (s) Strutture Corporee, (d) Attività e Partecipazione, (e) Fattori ambientali
Ogni "dominio" considera una vasta gamma di categorie specifiche, in modo da coprire tutte le
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Questa ampia disponibilità di categorie consente di assegnare un "codice" a tutte le variabili utili per
descrivere il soggetto, il suo funzionamento e le caratteristiche del suo contesto di vita. Gli "aspetti negativi"
identificabili nelle Funzioni e nelle Strutture Corporee sono definiti come "menomazioni", mentre quelli
riscontrabili nelle Attività e nella Partecipazione sono chiamati "limitazioni" e "restrizioni". Infine, il sistema
ICF prevede un "qualificatore", un indicatore numerico che varia da 0 a 4, posto alla fine
della categoria identificata, che riflette il grado di "menomazione", "limitazione" e/o "restrizione"