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I Governi autoritari di Crispi - Coggle Diagram
I Governi autoritari di Crispi
dal
1887
al
1892
Francesco Crispi
diventa
primo ministro
Crispi reprime partiti di ispirazione
Repubblica
Irredentista
Socialista
Cattolica
Concentrazione del potere
Aumentò il potere dei prefetti, inasprendo i controlli sull'
ordine pubblico
e
reprimendo manifestazioni
e
scioperi
dei
movimenti operai
.
Accentrò nella sua persona le cariche di
Presidente del Consiglio
,
Ministro degli Interni
e
Ministro degli Esteri
per rafforzare l'esecutivo e indebolire il potere del Parlamento.
Politica colooniale espansionistica
Firmò il
Trattato di Uccialli
con l'
Etiopia nel 1889
, che riconobbe il controllo italiano sull'
Eritrea
, sebbene l'interpretazione del trattato portò a successive tensioni.
Le campagne militari in Etiopia furono tuttavia dispendiose e la
sconfitta di Adua nel 1896
costrinse Crispi alle dimissioni.
Riprese e intensificò la
politica coloniale
italiana nel Corno d'Africa, con l'obiettivo di espandere l'influenza italiana e acquisire prestigio internazionale
Riformismo repressione
Riforma della sanità pubblica e delle opere pie
(Legge Crispi-Pagliarini, 1888 e Legge Crispi, 1890)
per centralizzare l'assistenza e aumentarne il controllo statale.
Nonostante le riforme sociali, il suo governo represse duramente le proteste popolari, come quelle dei
Fasci Siciliani
Adozione del
Codice Penale "Zanardelli" (1889)
, che abolì la pena di morte e riconobbe una modesta libertà di sciopero.
Nazionalisti e Triplice alleanza
Continuò la politica di consolidamento della
Triplice Alleanza
(con
Germania
e
Austria
) per proteggere gli interessi italiani, specialmente in funzione antifrancese.
Favorì una
politica estera nazionalistica
, con un forte orientamento verso la Germania.