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🧱 MASTRO-DON GESUALDO – Giovanni Verga (1889) - Coggle Diagram
🧱 MASTRO-DON GESUALDO –
Giovanni Verga (1889)
📘 1. Pubblicazione
•
Romanzo
pubblicato nel
1889.
•
Secondo del ciclo dei “Vinti”, dopo I Malavoglia.
🌍 2. Ambientazione
•
Luogo: Vizzini
, provincia di Catania.
•
Periodo storico:
primi decenni dell’Ottocento
, in un’Italia preunitaria.
•
Contesto di moti e tensioni politiche che coinvolgono anche la Sicilia.
📖 3. Trama
•
Gesualdo Motta
, da semplice muratore, si arricchisce grazie a intelligenza, energia e lavoro.
•
Sposa Bianca Trao
, nobile decaduta, per entrare nella società aristocratica.
• Tuttavia
viene disprezzato dai nobili per le origini umili
(“Mastro” + “Don”).
•
Bianca non lo ama, e la figlia Isabella è figlia di un altro uomo.
•
Isabella cresce vergognandosi del padre e lo respinge.
• Durante i
moti del 1848
, i
nobili sobillano il popolo contro di lui
: Gesualdo rischia la vita.
•
Isabella fugge
con un cugino povero;
per salvare l’onore
,
Gesualdo
la sposa al
duca di Leyra,
pagando una dote enorme.
• Ammalato di
cancro al piloro
, si
ritira nel palazzo della figlia a Palermo.
• Lì è
emarginato e disprezzat
o;
muore solo e ignorato
, mentre la
“roba” viene sperperata.
•
Morte tragica e solitaria:
simbolo della sconfitta dell’uomo dominato dal desiderio di possesso.
🧩 4. Tecnica narrativa
•
Narratore:
più colto rispetto a I Malavoglia, ma sempre impersonale (scomparsa dell’autore).
•
Punto di vista:
interno al protagonista (Gesualdo).
•
Uso del discorso indiretto libero
→ permette di entrare nei suoi pensieri mantenendo la distanza verista.
💭 5. Temi principali
Il mito della roba
La
ricchezza
è
simbolo di potere, ma anche di rovina
.
Conflitto interiore
Gesualdo vuole arricchirsi ma anche amare:
non riesce a conciliare le due cose.
Solitudine e incomunicabilità
Né la moglie né la figlia lo comprendono o lo amano.
Critica sociale
Nobiltà in decadenza, parassitaria e oziosa; contrapposta alla borghesia laboriosa.
Pessimismo verghiano
Non esiste riscatto morale o affettivo:
il successo materiale è una sconfitta umana.
Alienazione
Gesualdo non appartiene né ai poveri né ai nobili:
resta un estraneo a tutti.
👤 6. Il protagonista: Gesualdo Motta
• Simbolo dell’
uomo del progresso
che
si costruisce da sé.
•
Dotato di volontà, energia e intelligenza, ma spietato e ossessionato dal possesso.
• Incapace di stabilire rapporti affettivi sinceri.
• La sua
ascesa sociale
è seguita da un
crollo morale e dalla solitudine assoluta.
•
Figura tragica: “vinto” dalla propria ambizione.
⚰️ 7. Analisi della morte di Gesualdo (Capitolo finale)
🔹 Righe 1–4
•
Si sente straniero a casa della figlia:
ambiente aristocratico e ostile.
🔹 Righe 4–12
•
Incomunicabilità con la figlia:
nemmeno in punto di morte riesce a parlarle.
🔹 Righe 14–20
•
Guarda fuori dalla finestra:
simbolo del suo isolamento e distacco dal mondo reale.
🔹 Righe 21–26
•
I servi e cocchieri sono pigri e corrotti
→ segno della decadenza morale dell’aristocrazia.
🔹 Righe 26–34
•
Tema della “roba”:
i beni di Gesualdo vengono sprecati dai nobili e dai servi.
🔹 Righe 34–46
•
Critica alla nobiltà incapace di gestire la ricchezza.
• Gesualdo osserva impotente il disordine e lo sperpero.
🔹 Righe 46–57
•
Gesualdo è frustrato e umiliato
, costretto a vedere distrutta la sua opera.
•
Contrasto tra chi produce e chi consuma senza merito.
• La
solitudine appare anche come condanna morale
.
🔹 Righe 57–61
•
Uso del discorso indiretto libero
→ i pensieri di Gesualdo emergono in modo naturale.
🔹 Righe 61–65
•
Gesualdo ricorda il passato
, oscillando tra
rimpianto e rabbia
.
•
Tenta di chiamare la figlia, ma le forze lo abbandonano
→ incomunicabilità totale.
🔹 Righe 65–68
•
Malato e sorvegliato da un servo che lo disprezza
→ immagine della solitudine estrema.
🔹 Righe 69–85
•
Prova tenerezza effimera per la figlia
, ma torna subito a preoccuparsi della roba.
🔹 Righe 86–100
•
Contrasto tra valori borghesi
(lavoro, risparmio)
e nobili
(ozio, spreco).
🔹 Righe 128–136
• Il
servo è annoiato e infastidito:
simbolo dell’indifferenza generale.
🔹 Righe 136–147
•
Gesualdo muore solo, osservato da un servo che prova fastidio e sollievo.
• Nessun affetto lo accompagna.
🔹 Righe 147–160
•
Morte solitaria e muta:
fine di un uomo vinto dalla ricchezza.
🔹 Righe 161–176
•
Contrasto “Mastro” vs “Don”:
ricorda la sua doppia identità e l’alienazione sociale.
🔹 Righe 177–179
•
Alla sua morte si chiude il portone per difendere la roba
→ simbolo finale della vittoria del possesso sull’uomo.
🏁 8. Significato complessivo
•
Mastro-don Gesualdo
è la
tragedia del successo materiale che diventa sconfitta umana
.
•
La “roba” trionfa sull’uomo:
rappresenta la logica del mondo moderno, dove il valore del lavoro e dei sentimenti è annullato dal potere del denaro.
•
Gesualdo
è il
perfetto “vinto” verghiano, schiacciato dal meccanismo sociale e dalla propria ambizione.