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cap 3 di lavoro parte 2 - Coggle Diagram
cap 3 di lavoro parte 2
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cioè un sistema razionale fatto per raggiungere obiettivi precisi, da studiare in modo “scientifico” con numeri, grafici e statistiche (approccio neopositivista).
👉 Poi, dagli anni ’80, questa visione cambia.
Si inizia a pensare che un’organizzazione non sia solo regole e strutture, ma anche:
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In poche parole, un’azienda o un gruppo di lavoro ha una propria cultura, proprio come una popolazione o una comunità.
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Si accorgevano che molte cose importanti non si potevano misurare: ad esempio la motivazione, la fiducia o il clima lavorativo.
Gli studiosi americani non capivano come mai le aziende giapponesi funzionassero bene pur essendo molto diverse culturalmente → capirono che la cultura contava tantissimo.
Negli anni ’80 le persone iniziarono a pensare di più al benessere sul lavoro, non solo allo stipendio o alla produttività.
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Ogni organizzazione ha dei “contenuti culturali”, cioè aspetti che formano il suo modo di essere:
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Polis Il modo in cui si gestisce il potere (chi comanda, chi è amico di chi).
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Linguaggio Le parole, abbreviazioni e battute che solo chi lavora lì capisce.
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Riti e cerimonie Azioni collettive ripetute (es. feste aziendali, riunioni rituali, premiazioni).
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“Un insieme di idee e abitudini che un gruppo ha imparato mentre affrontava i suoi problemi, e che poi insegna ai nuovi membri come ‘il modo giusto di fare le cose’.”
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nasce dall’esperienza del gruppo,
funziona così bene da diventare una tradizione,
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Artefatti → sono le cose visibili: arredamento, loghi, abbigliamento, linguaggio, spazi di lavoro.
Facili da vedere, ma difficili da capire (es. ufficio open space → forse significa collaborazione).
Valori dichiarati → ciò che l’azienda dice di credere (mission, obiettivi, regole).
Assunti di base → ciò che tutti danno per scontato, ma che guida davvero i comportamenti (es. “qui si lavora sempre in squadra” o “chi sbaglia viene punito”).