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NEOCOMPORTAMENTISMO (1930-1950) - Coggle Diagram
NEOCOMPORTAMENTISMO (1930-1950)
Corrente che nasce dal comportamentismo classico di Watson, ma che cerca di integrare processi mentali e motivazionali all’interno di un metodo rigorosamente scientifico e sperimentale.
Si riassume nello schema
S–O–R (Stimolo–Organismo–Risposta)
→ l’“organismo” non è più una scatola nera, ma un insieme di processi interni.
Edward C. Tolman
(1886–1959)
Caratteristiche:
Propone il
comportamentismo COGNITIVO o TELEOLOGICO
.
Rifiuta l’idea che l’apprendimento sia solo catena di S–R
Introduce le VARIABILI intervenienti (es. ASPETTATIVE, SCOPI).
Sostiene che l’organismo costruisca “MAPPE COGNITIVE” del mondo
Esperimenti principali:
Labirinto con ratti
→ i ratti imparano la disposizione del labirinto anche senza ricompensa
→ concetto di
apprendimento latente
.
(Esperimento famoso del 1948 con Honzik.)
Opere principali:
Purposive Behavior in Animals and Men (1932)
Cognitive Maps in Rats and Men (1948, articolo)
Contributo chiave:
Introduce l’idea che il
comportamento ha uno SCOPO (purposeful) e che la cognizione guida l’azione,
anticipando la psicologia cognitiva.
Clark L. Hull
(1884–1952)
Caratteristiche:
Cerca di creare una
TEORIA MATEMATICA DEDUTTIVA DELL'APPRENDIMENTO.
Basata su formule e leggi quantitative (es. forza dell’abitudine, drive, incentivo).
Il COMPORTAMENTO è il risultato dell’INTERAZIONE tra BISOGNI BIOLOGICI e RINFORZI.
Esperimenti principali:
Studi su condizionamento e rinforzo con ratti in labirinto.
Analisi della motivazione tramite la riduzione della deprivazione (es. fame).
Opere principali:
Principles of Behavior (1943)
A Behavior System (1952, postumo)
Contributo chiave:
→ Ha portato il
comportamentismo a un livello scientifico e quantitativo
, ponendo le basi per i
modelli di apprendimento meccanici e motivazionali.
Albert Bandura
Teoria dell'apprendimento sociale
RINFORZO VICARIO:
Apprendiamo osservando le conseguenze del comportamento degli altri.
Se un comportamento osservato viene premiato, saremo più inclini a imitarlo; se viene punito, saremo meno propensi a ripeterlo
Esperimento del pupazzo Bobo:
Questo celebre esperimento ha dimostrato che
i bambini tendono a imitare comportamenti aggressivi osservati in un adulto, confermando che l'apprendimento avviene anche attraverso l'osservazione e l'imitazione.
Apprendimento OSSERVATIVO:
Le persone imparano nuove competenze, valori e comportamenti osservando gli altri. Questo processo, chiamato
MODELLAMENTO
,
implica l'imitazione dei modelli osservati.
Teoria dell'autoefficacia
L'AUTOEFFICACIA
è la
convinzione di avere la capacità
di gestire e portare a termine con successo una determinata attività o sfida. Non si tratta delle abilità oggettive, ma della
fiducia nelle proprie capacità di utilizzarle.
Fattori che influenzano l'autoefficacia:
Esperienze dirette:
Aver avuto successo in compiti simili in passato rafforza l'autoefficacia.
Osservazione degli altri:
Vedere persone simili a noi avere successo aumenta la nostra fiducia.
Persuasione verbale:
Essere incoraggiati o persuasi da altri che siamo capaci.
Stati emotivi:
Valutare le nostre reazioni emotive di fronte alle sfide.
Impatto:
Un
alto
senso di autoefficacia porta a maggiore motivazione, impegno e resilienza di fronte agli ostacoli.
Un
basso
senso di autoefficacia può portare ad evitare le sfide e a rinunciare facilmente.